Dietetica e nutraceutica, l’azione benefica dei prebiotici e probiotici

L’azione benefica dei probiotici e dei prebiotici è sviluppata all’interno dell’intestino e da qui si estende a tutto l’organismo…

Negli ultimi anni il concetto di cibo si è indirizzato attribuendo agli alimenti un importante ruolo nel mantenimento della salute sul benessere psicofisico e sulla prevenzione di alcune patologie. Si è quindi evidenziato un legame stretto tra alimentazione e salute. Valutare le potenzialità salutistiche dell’alimento richiede una buona conoscenza della composizione chimica e l’identificazione di una o più interazioni tra l’alimento e alcune funzioni specifiche dell’organismo umano.

Numerosi sono gli studi che denunciano nelle fasce giovanili diffusi fenomeni di malnutrizione, soprattutto per eccesso. Tale situazione è attribuibile ai cambiamenti ambientali e sociali degli ultimi decenni. Cambiamenti che hanno favorito nella popolazione la sedentarietà e un’alimentazione incongrua sotto il profilo quantitativo e qualitativo, creando premesse per lo sviluppo di patologie cronico – degenerative.

Queste malattie pur comparendo in età adulta, mettono radici già nell’infanzia e nell’adolescenza. L’adozione di sane abitudini di vita, sin dalla tenera età, basate su di una corretta alimentazione e su un buon livello di attività fisica, contribuisce a ridurre il rischio di tutte le patologie per le quali è state individuato un nesso con l’alimentazione e lo stile di vita.

Ricordiamo in questa sede, come più volte descritto, che il termine “dieta” proviene dal greco “diaita” e significa “stile di vita”; pertanto tutti noi siamo sempre a dieta, nel senso che ognuno di noi ha il proprio stile di vita, più o meno corretto. Le scelte alimentari che contraddistinguono la dieta del singolo sono, in gran parte, dipendenti dalla volontà personale, o per lo meno sono sotto il controllo personale. Una dieta non corretta è quindi spesso specchio di scelte volutamente sbagliate. Tali scelte sono talvolta collegate ad una non conoscenza oppure ad una conoscenza erronea delle caratteristiche nutrizionali dei singoli alimenti. Per una maggiore consapevolezza nelle scelte alimentari è quindi opportuno definire bene il campo di azione dei nutraceutici, rispetto a quello degli integratori alimentari oppure degli alimenti funzionali.

I nutraceutici sono, infatti, sostanze isolate o purificate da alimenti, per lo più vegetali, la cui assunzione è collegata a benefici fisiologici dimostrati oppure a una protezione contro malattie croniche. In altre parole un nutraceutico può avere, pur essendo di origine alimentare e quindi non di sintesi, un’azione farmacologica nei confronti di diverse funzioni dell’organismo. Gli integratori alimentari, invece, sono sostanze normalmente presenti nell’alimentazione quotidiana (es. vitamine, minerali, acidi grassi essenziali). Tali sostanze in determinati stati fisiologici o patologici (gravidanza, sport, dimagramento, malattie infettive, ecc…) possono essere assunte come integrazione della dieta personale ai fini di un riequilibrio dello stato carenziale. In commercio sono, infine, presenti una grande quantità di cibi arricchiti naturalmente o artificialmente di sostanze naturali con proprietà benefiche accertate. Si tratta di veri e propri alimenti funzionali (es. pane e pasta integrale oppure cracker di soia). In tale categoria possono essere inseriti quindi, alimenti naturalmente ricchi di fibre e di calcio, come i semi di Chia (salvia hispanica) o di antiossidanti come le Bacche di Goji, scoperti recentemente dal mercato nazionale pur provenendo da antiche tradizioni sudamericane e orientali.

Nutraceutici di vecchia data, nel senso che sono stati tra i primi a essere introdotti nel mercato, sono sicuramente i probiotici, i prebiotici o un mix di entrambi definito simbiotici. I Probiotici (alimenti a favore della vita) al contrario quindi degli antibiotici (contro la vita), sono definiti come alimenti microbici vivi benefici per la salute, oppure come preparazioni alimentari costituite da microrganismi vivi in grado d’influenzare favorevolmente l’ospite, migliorandone l’equilibrio della flora batterica intestinale. I probiotici dunque sono in grado di esercitare un ruolo sull’equilibrio della flora intestinale, in modo da aumentare la resistenza alle malattie infettive, sia attraverso un rafforzamento della barriera intestinale, che con modulazioni del sistema immunitario.

Alcune ricerche hanno evidenziato come la loro somministrazione quotidiana con la dieta, potrebbe determinare l’effetto benefico della regolazione della pressione arteriosa, del tasso ematico del colesterolo e della prevenzione delle allergie, assicurando quindi non solo un ruolo preventivo ma anche terapeutico nell’uomo.

I probiotici maggiormente utilizzati appartengono al genere Lactobacillus: lattobacilli, lattococchi, bifido batteri e streptococchi termofilus, specie maggiormente impiegate nella produzione di yogurt, ricca fonte di probiotici. Ricchissimo di probiotici è anche il latte di Kefir, bevanda originaria del Caucaso ( nord Ossezia) con un contenuto di lieviti e di bacilli molto maggiore rispetto ai comuni yogurt.
L’efficacia di questi microrganismi può essere attribuita tanto a un progressivo aumento di batteri lattici nel lume intestinale, riuscendo a passare indenne la barriera gastrica e biliare, quanto a meccanismi indiretti tra i quali l’azione modulatrice immunitaria.
L’attività biologica dei probiotici comunque dipende dal ceppo di appartenenza, pertanto ceppi simili possono avere azioni assai diverse. I ceppi maggiormente studiati sono, per esempio, il lactobacillus rhamnosus, utile per le diarree acute da infezioni e da antibiotici, oppure il lactobacillus reuteri, impiegato soprattutto nelle coliche infantili. Importante sottolineare che le azioni benefiche sono dose-dipendenti e che con meno di un miliardo di bacilli vivi difficilmente si può avere un qualunque effetto, aspetto da tenere in considerazione quando si procede all’acquisto di alimenti o prodotti farmaceutici contenenti fermenti lattici.

Il Bacillus Coagulans invece si presenta in forma di “spora attiva” e ciò gli conferisce stabilità alla temperatura e all’acidità dello stomaco. Una volta giunto nell’intestino germina rapidamente andando a incrementare la popolazione della flora batterica e, di conseguenza, a potenziare le difese dell’organismo. Moltiplicandosi sulla parete intestinale forma una barriera contro germi patogeni quali la candida, la salmonella, gli stafilococchi. Alcuni studi hanno evidenziato come tali spore possano migliorare il meteorismo addominale in pazienti con sindrome da intestino irritabile. In modelli sperimentali è stata notata anche un’azione sulla colesterolemia per inibizione dell’assorbimento intestinale.

I Prebiotici sono invece ingredienti alimentari non digeribili che influenzano favorevolmente l’ospite, stimolando l’accrescimento e l’attività di un limitato numero di batteri nell’intestino (colon). Sono prevalentemente di natura glucidica e possono essere naturali e di sintesi. I primi sono estratti per lo più dai semi di leguminose: soia, piselli, fave, cicerchie. I secondi invece sono ottenuti da carboidrati complessi (FOS e GOS). I prebiotici favoriscono la riduzione dei batteri patogeni, la stimolazione del sistema immunitario e la riduzione dell’incidenza dei tumori nel tratto gastroenterico. Lattulosio e Lattitolo agiscono prevalentemente inibendo lo sviluppo della flora proteolitica e quindi favorendo lo sviluppo dei lattobacilli.
L’Inulina induce un aumento dei bifido batteri e ne potenzia l’attività.

L’azione benefica dei probiotici e dei prebiotici è sviluppata all’interno dell’intestino e da qui si estende a tutto l’organismo. Questo tratto del digerente, infatti, può essere definito il primo organo linfoide del corpo, giocando un ruolo preponderante nella maturazione e nel funzionamento del sistema immunitario. Ma in considerazione del fatto che nell’intestino umano sono collocati oltre cento milioni di neuroni, l’equilibrio intestinale comporta un sicuro beneficio per tutto l’organismo.

[author-details=Claudio Messere]

Redazione Scientifica

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