Gluten-free: una moda o una necessità?

 Tutto quello che c’è da sapere su gluten sensitivity e celiachia

Secondo i risultati di un’indagine Doxa-AIDEPI (Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane) 3 italiani su 10 sostengono che una dieta priva di glutine faccia dimagrire.

Questi dati sono in accordo con uno studio pubblicato sulla rivista “Jama Internal Medicine” che, all’interno di un’indagine sulle abitudini alimentari degli americani in corso da anni, nota con l’acronimo di NHANES, ha evidenziato un aumento del consumo di prodotti gluten-free, pari quasi al doppio della popolazione celiaca che, di contro, non risultava in aumento.

In questo scenario già poco chiaro c’è un altro fenomeno che sta prendendo sempre più piede: la gluten sensivity. Quest’ultima, nota comunemente come ipersensibilità al glutine, si differenzia nettamente dalla celiachia sia a livello molecolare sia per le reazioni del sistema immunitario; difatti la prima vede il coinvolgimento dell’immunità umorale (con la produzione di anticorpi anti-gliadina, anti-endomisio e anti-transglutaminasi, il cui dosaggio viene utilizzato per la diagnosi), mentre nella seconda è coinvolta l’immunità innata.

Nelle persone affette da celiachia il glutine innesca una reazione autoimmune che attacca l’intestino provocando gravi danni alla mucosa intestinale.

I sintomi
La gluten sensivity, invece, si manifesta con sintomi legati all’instaurarsi di uno stato infiammatorio, che persisteranno fin quando il soggetto si esporrà al glutine; essi sono ad ampio spettro e talvolta sovrapponibili a quelli della sindrome del colon irritabile: nausea, cefalea, affaticamento, dolori muscolari, gonfiore post-prandiale, acne, obesità, disturbi ormonali, parestesie, vertigini, rush cutanei. Pur essendo riconosciuta come un’entità reale, si tratta di un fenomeno di affermazione recente per cui non è stata ancora identificata una precisa identità nosologica, il che la porta spesso ad essere interpretata come un problema di natura psico-somatica, inducendo il paziente ad auto-prescriversi la completa eliminazione del glutine dalla sua alimentazione.
Diagnosi

La diagnosi di ipersensibilità segue un iter diagnostico ben specifico e non semplice sotto stretto controllo medico, che comporta prima l’esclusione della diagnosi di celiachia per poi procedere con ulteriori esami accurati e specifici.

L’auto-diagnosi è sempre pericolosa poiché potrebbe celare una celiachia che va identificata e trattata con un regime alimentare specifico. Tuttavia i numeri evidenziati dagli studi precedentemente citati equivalgono ad affermare che oltre alle persone affette da celiachia e gluten sensitivy conclamata e/o sospetta si aggiunge una buona fetta di popolazione che decide spontaneamente e senza nessun fondamento patologico di sposare lo stile di vita gluten-free, basandosi sulla convinzione che questo sia più sano ed un valido alleato nelle diete dimagranti.

Nonostante questo regime alimentare rappresenti un vero e proprio trend sostenuto da diversi personaggi famosi che ne esaltano continuamente i benefici, al momento, non esistono evidenze scientifiche che supportino l’efficacia di pasta, pane, biscotti e altri prodotti per celiaci in una dieta dimagrante.

Un etto di pane senza glutine ha le stesse calorie di un etto di pane che lo contiene, ma con una composizione bromatologica differente che potrebbe addirittura alterare le risposte metaboliche se assunto laddove non è necessario. Il glutine, al contrario dell’opinione diffusa, ha un elevato potere saziante pertanto può essere un valido alleato della linea.

Ma i prodotti per celiaci sono davvero salutari?

Per rispondere a questa domanda è bene ricordarsi che questi alimenti rappresentano una vera e propria terapia per una malattia conclamata, un soggetto celiaco sarà interessato in primis alla sua patologia pertanto il suo interesse primario sarà accertarsi che quel prodotto non contenga tracce di glutine. Questo stesso motivo spinge le industrie a produrre alimenti gluten-free che presentano spesso un quantitativo di zuccheri, additivi non specificati, grassi (tra cui il tanto discusso olio di palma) e conservanti, superiore alla norma per sopperire alla palatabilità o alla consistenza.

A tal proposito deriva l’allarme dell’Istituto Zooprofilattico di Torino che invita tutti i consumatori dei prodotti senza glutine (celiaci e non) ad un’attenta lettura delle etichette nutrizionali al momento dell’acquisto anche in farmacie e negozi specializzati.

Attenzione pertanto a chi si avvicina al mondo del gluten-free per dimagrire e senza informarsi, rischia di non aiutare né la salute né tantomeno il girovita. In ogni caso variare l’alimentazione è sempre consigliato, purché avvenga nella consapevolezza di ciò che assumiamo, il glutine non fa ingrassare ma si tratta pur sempre di una sostanza che il nostro organismo fatica a digerire e verso cui si possono scatenare reazioni avverse senza arrivare per forza alla comparsa di celiachia.

E’ bene variare nel consumo di cereali e pseudo cereali, come mais, grano saraceno, miglio, quinoa, amaranto, sorgo, teff, che pur essendo privi di glutine sono consigliati a tutti per l’elevato profilo nutrizionale ed il potere saziante, pertanto sono anche amici della linea.

A cura di: Laura Coluccio – Biologa Nutrizionista

Redazione Scientifica

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