Il trattamento medico-nutrizionale

Il trattamento medico-nutrizionale
La Terapia Medica Nutrizionale (MNT) è una componente integrale di numerose patologie e dell’educazione all’autogestione. Si pone come obiettivo la prevenzione e il trattamento delle complicanze croniche del diabete mellito raggiungendo e mantenendo risultati metabolici ottimali, comprendenti i livelli glicemici e la HBA1c, i livelli di colesterolo LDL, colesterolo HDL e di Trigliceridi, la pressione arteriosa e, ovviamente, il peso corporeo. Per facilitare l’aderenza alla Terapia Medica Nutrizionale, il piano deve essere personalizzato e tenere in considerazione cultura, stile di vita e aspetti economici. La regolazione della glicemia per ottenere livelli vicini alla norma è obiettivo primario nella gestione del diabete.

La quantità dei carboidrati assunti influenza la risposta glicemica e l’insulinemia e quindi deve essere monitorata l’assunzione utilizzando le liste di scambio o il conteggio dei carboidrati. Le diete ipoglicemiche non sono più valide per una corretta gestione del diabete e l’apporto quotidiano dei carboidrati non deve essere inferiore ai 130 gr. Nell’ambito delle patologie cardiovascolari, l’ipertensione arteriosa può sicuramente beneficiare della MNT, attraverso il calo ponderale, la restrizione di sodio e di alcool.

Nell’ipertensione di primo grado, la dieta e l’esercizio fisico possono essere utilizzati come approccio di primo livello alla terapia. Inoltre l’uso della MNT in associazione al trattamento farmacologico dell’ipertensione moderata o grave, ha aumentato l’efficacia del solo trattamento farmacologico, riducendo in alcuni casi la quantità di farmaci utili al controllo pressorio. I cibi di origine animale come la carne, le uova, i prodotti caseari che contengono già naturalmente sodio, dovrebbero essere utilizzati in quantità limitate. I composti del sodio sono utilizzati anche nella preparazione di alcuni alimenti come per esempio il benzoato di sodio, utilizzato nella preparazione di condimenti, salse e margarine, oppure il citrato di sodio, esaltatore di sapore in dolci e bevande.

L’obesità ha una notevole influenza anche sulla salute delle ossa e delle articolazioni, aumentando il carico articolare e provocando la degenerazione della cartilagine. L’eccessivo lavoro meccanico delle articolazioni favorisce l’insorgenza di artrosi, in particolar modo a carico delle anche e del ginocchio. Il progressivo peggioramento dell’artrosi determina una riduzione dei movimenti, contribuendo a peggiorare sia lo stato di obesità sia quello artrosico. Stili di vita e aspetti nutrizionali concorrono anche a determinare a carico dello scheletro una malattia sistemica caratterizzata dalla riduzione della massa ossea e dal deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo, con conseguente aumento della fragilità e del rischio di fratture, cioè alla formazione dell’osteoporosi.

Le diete ipocaloriche, che sono spesso povere di calcio, possono contribuire a ridurre l’assunzione di calcio, soprattutto nella donna. Un basso introito alimentare di calcio può giocare un ruolo importante nello sviluppo di questa patologia. Molti alimenti componenti la dieta, influenzano la biodisponibilità del calcio (assorbimento e utilizzazione da parte dell’organismo). Al fine della prevenzione dell’osteoporosi devono essere considerati anche l’apporto e la disponibilità della vitamina D e il rapporto calcio/fosforo nell’alimentazione quotidiana.

Ginecologia e nutrizione
I disturbi della sfera genitale femminile possono essere spesso controllati attraverso un’adeguata alimentazione, essendo quindi determinante una stretta collaborazione tra il medico ginecologo e il medico nutrizionista.

La Dismenorrea può comportare manifestazioni dolorose comuni (cefalea, crampi e spasmi addominali, nausea). La riduzione dell’apporto di caffè e alcol, bevande che limitano l’assorbimento del magnesio, e altresì la riduzione di carni rosse e grassi saturi, rientrano tra le misure nutrizionali opportune per il controllo della sintomatologia.

Altri cibi invece andrebbero consumati più frequentemente come per esempio il pesce azzurro, ricco di polinsaturi Omega-3 che riducono l’intensità dei crampi muscolari, oppure alcuni semi come quelli di lino, che limitano il rilascio di alcune prostaglandine, oppure di girasole, ricchi di vitamina E, che aiuta ad alleviare la sintomatologia dolorosa.

Le Barbabietole Rosse, grazie al loro apporto di magnesio, possono contribuire all’azione antispastica e miorilassante uterina. Anche in caso di Amenorrea, l’alimentazione dovrà essere particolarmente curata, ricercando un buon equilibrio nutrizionale tra l’apporto protidico e quello lipidico e con opportune dosi quotidiane di vitamine e sali minerali.

La vitamina A migliora la sintesi degli ormoni sessuali e la vitamina B6 ha un ruolo fondamentale nel modulare l’azione degli ormoni steroidei, aiutando a metabolizzare il maggior contenuto di estrogeni, responsabile della depressione tipica della sindrome premestruale e della maggior ritenzione idrica. Oltre al Magnesio è utile anche un adeguato apporto di Selenio, sia per l’azione antiossidante sia per le funzioni immunitarie.

In premenopausa e in menopausa diventa ancora più importante per la donna, osservare un corretto stile di vita riguardo al fumo, all’alcol, all’attività fisica e alla gestione del peso corporeo evitando l’incremento ponderale. Studiando le differenze dei regimi alimentari delle donne asiatiche con le occidentali, si è visto che nelle orientali, in particolar modo giapponesi, un’alimentazione più ricca di soia, determina un adattamento migliore allo squilibrio ormonale che si crea con la menopausa.

Gli isoflavoni di soia sono delle sostanze estratte dalle proteine della soia, che presentano una struttura simile agli estrogeni e ne mimano le azioni fisiologiche.
Nelle verdure, nei legumi e nei cereali integrali sono presenti quantità variabili di fitoestrogeni, così come nelle noci, nei semi di lino e di girasole. In conclusione possiamo affermare che un trattamento integrato frutto della collaborazione tra vari professionisti della salute, può agevolare la gestione del paziente, non solo in relazione al peso corporeo ma anche per un armonico sviluppo dei vari stati fisiologici o patologici della vita.

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