Nutraceutica: la scienza arriva in tavola

“Noi siamo ciò che mangiamo”. L’affermazione del filosofo Feuerbach trova la sua massima corrispondenza in una nuova scienza, definita “nutraceutica”. Il termine è stato coniato per la prima volta nel 1989 dal dottor De Felice, ed è composto dalla contrazione fra “nutrizione” e “farmaceutica”.

Per definizione, è una disciplina scientifica che studia le composizioni degli alimenti e le funzioni che potenzialmente influenzano i processi cellulari e quindi metabolici. In altre parole, sta ad indicare alimenti, o meglio principi attivi in essi contenuti, che forniscono importanti benefici per la salute dell’uomo. Il nutriente non è più solo cibo, ma il fattore determinante nella prevenzione delle malattie, divenendo così al tempo stesso farmaco, o nutraceutico.

Questa branca, insieme alla nutrigenomica e nutrigenetica, hanno permesso di sviluppare programmi personalizzati in base alla costituzione genetica del singolo individuo, stabilendo i fabbisogni nutrizionali e gli eventuali rischi correlati alle patologie nutrizionali. Tra i principali nutraceutici, vanno sicuramente annoverati i probiotici e i prebiotici, diversi tra loro.

I probiotici sono batteri “buoni” (lactobacillus) che contribuiscono al benessere dell’ecosistema intestinale, rafforzandolo. I prebiotici, invece, sono gli alimenti veri e propri, che contengono sostanze (frutto-oligosaccaridi) capaci di favorire la crescita dei batteri (probiotici). L’azione combinata dei prebiotici e probiotici diventa sinergica per il miglioramento della salute e dello stato di benessere dell’organismo.

Redazione Scientifica

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