L’acqua termale: un toccasana per la salute delle gambe

Con l’arrivo della stagione primaverile ed estiva si riacu­tizza in molte persone il problema del­l’in­sufficienza venosa cronica alle gambe in cui il sistema venoso non è in grado di svolgere la sua funzione, ossia riportare il sangue dalla periferia al cuore. Ciò comporta problemi sia di salute che estetici, in particolare nelle donne in cui peraltro la malattia presenta una frequenza doppia rispetto agli uomini.

A seconda della causa prevalente possiamo distinguere tra insufficienza ve­no­sa cronica organica (dovuta a vere e proprie alterazioni delle vene, è questo il caso delle varici causate da dilatazioni patologiche permanenti della parete venosa) e funzionale (causata invece da iper-attività ed iper-uso delle vene). A differenza delle arterie le vene presentano una debolezza dello strato muscolare e dell’elasticità. Pertanto possiedono al loro interno un apparato valvolare che facilita lo spostamento del sangue dalla periferia verso il cuore impedendone il reflusso. Negli arti inferiori questo compito assume un particolare significato in quanto per consentire il fisiologico ritorno del sangue al cuore le ve­ne devono lottare contro la forza di gravità.

Insufficienza venosa cronica
Nell’insufficienza venosa cronica a causa di vari fattori (ereditari; sovrappeso/obesità; uso di contraccettivi ormonali; gravidanze ripetute; errati stili di vita come la sedentarietà oppure lo sta­re in piedi per lunghi periodi della giornata) la parete venosa perde la sua elasticità, il sangue non riesce a risalire e ristagna nelle vene delle gambe. Ciò comporta un aumento di pressione nel­le vene che a lungo andare conduce allo sfiancamento della parete venosa e alla com­pro­missione della funzionalità delle valvole.

Gonfiore alle gambe, senso di pesantezza, dolore, sensazione di bruciore, formicolii, capillari in evidenza: sono questi i sintomi che maggiormente affliggono i soggetti che soffrono di insufficienza venosa cronica agli arti inferiori

Sintomi
Il ristagno di sangue favorisce anche l’instaurarsi di un processo infiammatorio a carico delle cellule della parete dei vasi. Anche se può rimanere asintomatico a lungo col tempo il disturbo tende ad aggravarsi favorendo la comparsa di gravi complicanze come le flebiti, la trombosi, le ulcerazioni oppure di altri disturbi come la cellulite e le emorroidi.
Gonfiore alle gambe, senso di pesantezza, dolore, sensazione di bruciore, formicolii, capillari in evidenza: sono questi i sintomi che maggiormente affliggono i pazienti; sintomi che con l’estate e quindi con l’arrivo del caldo si accentuano soprattutto se il soggetto è costretto ad una prolungata permanenza in sta­zio­ne eretta o seduta. Da qui l’importanza di usare in maniera appropriata tutti i presidi terapeutici disponibili a vantaggio del benessere e qualità di vita dei soggetti.

Terapia Termale
Un toccasana naturale molto utile per il trattamento dell’insufficienza venosa cronica funzionale è risultata la Terapia Termale che si avvale dell’uso a scopo terapeutico delle acque minerali. L’azione benefica delle acque minerali è da ascrivere soprattutto agli effetti della pressione idrostatica e temperatura del bagno (che favoriscono la dilatazione e contrazione dei vasi e l’atti­va­zio­ne della pompa plantare-muscolo-vasculo-articolare) e alle caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua minerale stessa ossia ai sali minerali ed oligoele­menti in essa disciolti e alla loro con­centra­zio­ne.

Le acque minerali maggior­men­te utilizzate nel trattamento e riabilitazione del­l’insufficienza venosa cronica degli arti inferiori sono: le carbo­gas­so­se­ bi­car­bo­na­te-calciche, le sul­fu­ree, la salso-bromo-iodiche, le solfate-calciche, le radio­e­ma­native ecc. In particolare le sulfuree sono in grado di espletare azione antinfiammatoria e di miglioramento del trofismo tessutale; le solfate-calciche stimolano la contrattilità venosa; le salso-bromo-iodiche agiscono sui tessuti edematosi fa­ci­li­tan­do­ne la riduzione con con­seguente diminuzione del gonfiore; le carbogasso­se­ bicarbonate calciche esplica­no azione tonificante e di incremento della contrattilità venosa per azione sulla parete vasale e questo spiega anche il miglioramento del trofismo dei tessuti in caso di in­sufficienza iniziale accompagnata da pan­niculopatia edemato-fibro-sclerotica (“cel­lulite”); le radioemanative agiscono con azione sedativa, analgesica, an­ti­spa­stica (Linee guida Acta Phe­bo­logica 2004).

Principali metodiche
Le principali metodiche applicati­ve termali in quest’ambito so­no l’idromassaggio, il percorso va­sco­la­re, la doc­cia Evian.

L’idromassaggio sfrutta a scopo terapeutico le proprietà fisiche (calore, galleggiamento e pressione meccanica esterna) e la peculiare composizione chimica delle acque minerali per contatto esterno con l’organismo; in esso vengono usati getti di pressione di acqua minerale orientati in senso caudo-craniale per favorire il deflusso venoso.

La ginnastica vascolare consiste nell’immersione, per circa 30 minuti, in vasche apposite in cui si alterna acqua calda per circa 3-5 minuti con acqua fredda per altrettanti 3-5 minuti con conseguente attivazione della circolazione periferica.
Il paziente inizia la terapia scendendo nella vasca calda, dove avviene la ve­no­dilatazione per effetto della temperatura; camminando sui ciottoli si ha un mas­saggio plantare ed inoltre il getto da idromassaggio provoca un’ulteriore spinta sulle pareti venose. Il paziente poi prosegue passando nella vasca a corridoio di temperatura fredda, camminando sempre sui ciottoli ed avendo sempre il getto continuo del­l’idromassaggio a diverse altezze di gamba. Il paziente termina la terapia nella vasca fredda. Lo sbalzo termico associato al mas­saggio plantare operato dai ciottoli ed infine il getto dell’idromassaggio che agisce sulle gambe operano un vantaggioso maggio drenante a carico degli arti inferiori portando un immediato beneficio al paziente.

La doccia Evian consta di un’ap­pa­rec­chia­tura dotata di diverse coppe da doc­cia che erogano sotto pressione un getto filiforme di acqua termale per circa 20 minuti diretto soprattutto a livello degli arti inferiori e del dorso del paziente. Numerose sono le strutture termali ove é possibile effettuare tali trattamenti come ad esempio le Terme di Telese (BN), le Terme Vulpacchio e le Terme Cappetta in Contursi Terme (SA), le Terme Giardini di Poseidon in Ischia (NA), le Terme di Stabia in Castellammare (NA), le Terme di Chianciano (SI), Aqui Terme (AL) tanto per citarne solo alcune.

Prof. Dott.ssa Maria Costantino

Specialista in Idrologia Medica

Docente a. c. Università degli Studi di Salerno

Specialista in Audiologia

Presidente Ass. F.I.R.S.Thermae (Form.ne Interdiscip. Ricerche e Scienze Termali)