La luce del sole e gli effetti sulla vista: occhio ai bambini

Che cosa sono le radiazioni solari?

I raggi luminosi emessi dal sole sono formati da un insieme di particelle energetiche, chiamate fotoni, ed arrivano sulla Terra sotto forma di radiazioni. A seconda della lunghezza d’onda, possono essere classificati in radiazioni visibili (raggi colorati) e radiazioni non visibili, a loro volta divise in raggi infrarossi (IR), a lunghezza d’onda maggiore, e raggi ultravioletti (UV), a lunghezza d’onda minore. I raggi ultravioletti sono i più ricchi di energia e pericolosi per l’uomo.

I raggi luminosi e l’uomo… in dettaglio

Ultravioletti C (UVC) 200-290 nm – sono pericolosissimi per l’uomo, ma fortunatamente vengono bloccati dall’ozono presente nell’atmosfera, che impedisce loro di arrivare sulla terra.
Ultravioletti B (UVB) 290-320 nm – sono i raggi che, penetrando a livello epidermico, provocano l’abbronzatura, ma possono anche essere la causa di arrossamento della pelle (eritema).
Ultravioletti A (UVA) 320-400 nm – penetrano negli strati profondi dell’epidermide e sono responsabili dell’invecchiamento cutaneo e della formazione di piccoli tumori della pelle (melanomi).
Infrarossi (IR)>800 nm – hanno effetto calorifico e provocano vasodilatazione e sudorazione.

I livelli di radiazione ultravioletta (UV) e la loro azione sono influenzati da diversi fattori.

Altezza del sole. Il 60% delle radiazioni giornaliere arriva sulla terra tra le ore 10,00 e le 14,00. Latitudine. Vicino all’equatore i livelli di UV sono maggiori. Altitudine. Ad alta quota le radiazioni UV sono maggiori. Clima. Le nuvole e l’umidità assorbono parzialmente le radiazioni UV, che invece raggiungono i massimi livelli con il cielo sereno. Superficie terrestre. La neve può riflettere l’85% delle radiazioni UV, la sabbia asciutta il 15%, l’acqua il 5%, l’erba il 3%, l’asfalto il 2%. Ozono. L’ozono filtra le radiazioni UV più pericolose. Il suo livello, oltre ad essere costantemente minacciato dall’inquinamento atmosferico, varia nel corso dell’anno.

Che cos’è l’indice UV?

L’indice UV indica l’intensità della radiazione ultravioletta solare che giunge sulla terra. Viene adottato a livello internazionale per informare sul possibile rischio derivante da un’eccessiva esposizione al sole.

L’occhio è particolarmente esposto allo stress causato dalla luce. I fotoni visibili “violetti e blu” insieme con l’UVA, sono pericolosi per la retina, mentre il cristallino e la cornea sono particolarmente sensibili ai raggi UVC.


La cornea. E’ un tessuto oculare trasparente posto davanti all’iride. Fa da primo filtro per le radiazioni luminose ed è quindi la prima struttura ad essere danneggiata da una eccessiva esposizione (secchezza, bruciore).
Il cristallino. E’ una piccola lente posta dietro l’iride che ha la funzione di far convergere sulla retina le immagini provenienti sia da vicino che da lontano. L’assorbimento di radiazioni solari, con gli anni, danneggia la sua struttura e causa la perdita di trasparenza (cataratta).
La retina. E’ l’equivalente di una pellicola fotografica che riveste la superficie interna dell’occhio. Non è uguale in tutta la sua estensione, ma vi si riconosce un’area centrale, detta macula, che controlla la visione dettagliata, mentre la parte restante amplia il campo visivo. I danni che le radiazioni solari possono provocare alla retina sono in larga misura irreversibili. Diverse patologie hanno dimostrato un coinvolgimento delle radiazioni solari nella induzione o nella pregressione del danno retinico (edema maculare cistoide, retinopatia solare, degenerazione maculare legata all’età).

La degenerazione maculare legata all’età è la principale causa di perdita della vista dopo i 50 anni. E’ una malattia dell’occhio caratterizzata da un danneggiamento della macula con perdita della visione centrale. Una delle principali cause è costituita dal progredire dell’età e dall’invecchiamento dei tessuti della retina, determinato dalla combinazione di diversi fattori come fumo, obesità, ipertensione, colore chiaro degli occhi, ed una eccessiva esposizione alla luce solare.

Quando i raggi ultravioletti penetrano nell’occhio e interagiscono con l’ossigeno, si formano delle molecole particolarmente aggressive, dette radicali liberi, che danneggiano alcune importanti cellule della macula (coni e bastoncelli). Le cellule danneggiate si accumulano nello spessore della macula stessa formando degli annessi giallastri chiamati drusen (maculopatia secca). Si possono formare anche nuovi vasi sanguigni più fragili che rompendosi determinano edema ed emorragie (maculopatia essudativa).

Rimedi utili per proteggere la vista dal sole

L’età media aumenta, quindi l’occhio e la pelle assorbono, in media, una maggiore quantità di radiazioni nocive rispetto al passato. Importantissimo è proteggersi soprattutto quando esistono diversi fattori di rischio per prevenire gravi malattie come la degenerazione maculare senile (DMLE).

1) Protezione dalle radiazioni solari: occhiali e cappello! La vista va protetta dai raggi ultravioletti, evitando di esporsi nelle ore centrali della giornata e utilizzando occhiali da sole adeguati. Le lenti devono garantire protezione contro i raggi UV.

2) Alimentazione corretta e multivariata! Vitamine e sali minerali aiutano a combattere l’accumulo dei cosiddetti “radicali liberi” che possono danneggiare le diverse strutture oculari e soprattutto la retina. Queste sostanze definite “antiossidanti” sono la vitamina A, C ed E, il betacarotene e la luteina, elementi come lo zinco e il selenio. Si trovano nella frutta come arance, kiwi, albicocche e nella verdura come peperoni, pomodori, carote e soprattutto quelle a foglia verde come spinaci, broccoli, lattuga, ecc. E’ dunque consigliabile consumare abbondanti porzioni di questi alimenti.

3) Integrazione naturale: la luteina. E’ un pigmento giallo che si trova in molti vegetali, frutta, grano e anche tuorlo d’uovo. Nel nostro organismo si accumula soprattutto nell’occhio e in particolare nella macula. La luteina oltre ad essere un potente antiossidante in grado di proteggere le strutture oculari dai danni dei radicali liberi, insieme alla zeaxantina, suo isomero, forma il “pigmento maculare”, una sorta di “filtro” che assorbe i raggi della luce blu e quelli ultravioletti (UV) impedendo alle radiazioni nocive di raggiungere e danneggiare il tessuto sensibile della retina.
La luteina, in altre parole, può essere definita come un “occhiale da sole naturale” attivo 24 ore su 24. La luteina però non viene prodotta dal nostro organismo e può solo essere assunta con gli alimenti o gli integratori. Molti ricercatori hanno dimostrato che una dieta ricca di luteina o un supplemento di tale sostanza è in grado di ridurre il rischio di insorgenza della degenerazione maculare senile (DMLE).

Come proteggere gli occhi dei bambini dal sole

La raccomandazione dell’oculista: cappellino fino ai 18 mesi, dopo occhiali da sole di qualità. Perché gli occhi dei bambini devono esser protetti dal sole. Fino ai 7-8 anni, gli occhi dei bambini sono in via di formazione. Cornea, cristallino, film lacrimale e tutte le varie strutture sono in una fase di sviluppo e per questo sono più vulnerabili all’azione dei raggi solari.

Gli occhi dei bambini devono essere protetti dal sole, più di quelli degli adulti, perché sono ancora in fase di sviluppo

Cappellino e occhiali da sole per una protezione efficace

Per difendere gli occhietti del bambino, fino ai 18 mesi circa è opportuno fargli indossare un cappellino con visiera molto larga; dai 2 anni in su la protezione migliore è offerta dagli occhiali da sole. Anche se il bambino sta sotto l’ombrellone: oltre all’ultravioletto diretto del sole, infatti, bisogna considerare l’ultravioletto indiretto, cioè provocato dalla luce riflessa: la sabbia ad esempio riflette almeno il 5% degli UV, mentre la neve più del 30%.

Come convincerli ad indossarli? La maggior parte delle volte è sufficiente il buon esempio dei genitori.

Come scegliere gli occhiali da sole per i bambini

E’ importante che gli occhiali dei bambini siano di qualità ottica perfetta e abbiamo una certificazione fatta presso un negozio di ottica, che garantisce il livello qualitativo sia della montatura che della lente. La scelta deve ricadere su una montatura resistente a traumi e urti e fatta con materiali che non procurino allergie da contatto, più una lente che assicuri una protezione del 100% contro gli ultravioletti e non abbia aberrazioni, un fenomeno ottico che comporta una deformazione dell’immagine e che denota scarsa qualità della lente.

Per vedere se negli occhiali acquistati vi sono aberrazioni, basta muovere la lente con un movimento circolare davanti agli occhi, fissando un oggetto davanti a sé: se l’oggetto tende ad ondularsi, vuol dire che la lente non è di buona qualità. Per assicurarsi un’efficace protezione durante una vacanza al mare, basta acquistare un buon prodotto con protezione UV certificata.

Se invece si trascorrono vacanze in luoghi specifici, meglio chiedere consiglio all’ottico: per una vacanza in montagna, ad esempio, servono lenti che alla protezione anti UV abbinano filtri contro la luce blu; se si va in barca è meglio una lente polarizzata, che elimina l’abbagliamento dovuto al riflesso dell’acqua. Per quanto riguarda il colore della lente, si può scegliere quella che si preferisce, purché scura. Diverso il discorso se il bambino ha un difetto visivo: se miope, meglio la frequenza del marrone, se ipermetrope meglio il verde-grigio.

Gli occhiali da sole sono utili anche in caso di allergia

Gli occhiali da sole offrono una difesa in più anche in caso di forme allergiche, non solo perché un occhio arrossato per l’allergia ha una maggiore sensibilità alla luce, ma anche perché una montatura un po’ più avvolgente protegge dall’impatto diretto del polline o degli allergeni sulla superficie oculare.

I rischi se non si proteggono gli occhi: la congiuntivite attinica o cheratocongiuntivite

Il principale danno acuto se non si proteggono gli occhi dal sole è l’infiammazione della congiuntiva dovuta all’ultravioletto, detta congiuntivite attinica o cheratocongiuntivite. È una forma di congiuntivite completamente diversa dalla congiuntivite classica (che ha origine virale, batterica o allergica), ed è causata dal processo di disidratazione che la cornea può subire al sole.
I sintomi sono dolore improvviso e pungente, bruciore, lacrimazione abbondante, rossore, fotofobia e sentirsi l’occhio secco come se ci fosse corpo estraneo, che fa venir voglia di stropicciarsi gli occhi.

A cura di
Dott.ssa Olimpia Guarino
Specialista in Oftalmologia

Redazione Scientifica

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Rivista di Medicina, Attualità, Cultura