Le vaccinazioni in Italia: un privilegio non compreso e un diritto trascurato

A cura di: Prof. Alberto Villani Responsabile Unità Operativa Complessa Pediatria Generale e Malattie Infettive Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – IRCCS – Roma – Presidente Società Italiana di Pediatria

In Italia negli ultimi anni si è verificato un consistente calo delle coperture vaccinali, più significativo e allarmante in alcune aree, ma presente su tutto il territorio nazionale.

Molti sono i motivi che hanno determinato questa situazione, in particolare la percezione di una diminuita pericolosità delle malattie infettive. Le migliorate condizioni socio-sanitarie hanno reso non più pericolose malattie infettive ora divenute nella stragrande maggioranza dei casi meno gravi, come le gastroenteriti e le polmoniti, responsabili di numerose morti e ospedalizzazioni in età pediatrica fino agli anni ’70 e ora nella quasi totalità dei casi curate a domicilio. Altre malattie responsabili di morti e invalidità spesso gravi, come la poliomielite, il tetano, la difterite, sono praticamente scomparse grazie alle vaccinazioni.

I grandi progressi della medicina e dell’assistenza sanitaria hanno permesso di fronteggiare sempre meglio molte malattie infettive, anche gravi. Inoltre è molto difficile disporre di dati attendibili per numerose malattie infettive, spesso per mancata diagnosi e/o mancata notifica: questo si concretizza con l’ufficialità di un numero di casi che è inferiore ai casi realmente esistenti. Purtroppo inoltre non sempre è possibile riuscire a identificare il germe responsabile della malattia perché, per motivi economici non vengono effettuati accertamenti, oppure perché non si è attrezzati per poter fare una diagnosi (mancanza di laboratori idonei). Tutto ciò ha ridotto molto la percezione della pericolosità delle malattie infettive. Quando però, come in Toscana in questi ultimi 2-3 anni, la popolazione ha la percezione del pericolo della meningite da meningococco C, perché chi muore è il vicino di casa, allora tornano a formarsi e a vedersi le code di persone per poter effettuare le vaccinazioni.

Sul calo della copertura vaccinale hanno inciso molto anche alcune sentenze della magistratura che hanno attribuito, in maniera “scientificamente errata”, alle vaccinazioni la responsabilità di drammatiche situazioni cliniche. Dovrebbe essere regolata da norme precise la figura del “perito” scelto dal Magistrato; in campo medico dovrebbero essere previsto un albo dei periti garantiti e certificati da Società Scientifiche e Ordine dei Medici.

Non può non esserci estrema attenzione umana, sociale e sanitaria verso tutti coloro che devono avere aiuto dalla società e dal sistema sanitario. E’ facilmente comprensibile, sul piano umano, il genitore di un bambino affetto da una patologia invalidante e/o grave che trovi una “giustificazione” a questa sventura proprio nella vaccinazione.

Proprio su queste persone, così provate dalla vita, dobbiamo concentrare le nostre attenzioni e la nostra cura, per non lasciarle nella disperazione che li rende fragili e facili prede di impostori, ciarlatani, farabutti senza scrupoli che facilmente li trascinano, facendo leva sulle emozioni, verso percorsi irrazionali e pericolosi per la salute dei loro figli e non solo, con la promessa di ricchissimi risarcimenti economici (di questi, buona parte, va nelle tasche degli impostori). Su questi personaggi dovrebbe esserci molta attenzione da parte degli Ordini Professionali (in particolare dei Medici e degli Avvocati), sanzionando comportamenti non etici e dannosi per l’individuo e per la comunità.

Da parte delle Società Scientifiche, degli Ordini Professionali, delle Istituzioni (Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità) si è rafforzata nel tempo, in particolare in questi ultimi anni, la coscienza che non è più possibile lasciare spazio alla disinformazione e a una impropria interpretazione del senso di libertà personale su un tema di rilevante importanza di sanità pubblica come le vaccinazioni.

Le Società Scientifiche hanno prodotto un documento tecnico preciso, completo e ben articolato, il Calendario Vaccinale per la Vita, che è uno strumento chiaro, scientificamente ineccepibile, universalmente condiviso in ambito scientifico. Gli Ordini Professionali hanno formulato un documento di riferimento sui doveri etici e comportamentali dei professionisti in tema di vaccinazioni.

Le Istituzioni hanno condiviso i documenti scientifici e professionali e stanno favorendo la loro applicabilità e diffusione, nel rispetto delle regole della Sanità Pubblica e del bene comune, pur nella difficoltà del frazionamento regionale del nostro Sistema Sanitario.

Informare correttamente i cittadini sul privilegio da Paese ricco rappresentato dalle vaccinazioni e come la corretta copertura vaccinale rappresenti la tutela del diritto universale alla salute è una priorità del nostro Paese, una delle più importanti.

Proteggere la popolazione da malattie potenzialmente mortali, invalidanti e per le quali non vi sono alternative terapeutiche efficaci, è il più importante investimento nel futuro che si possa fare in un Paese civile.

Redazione Scientifica

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