La dermatite atopica: ne soffre un bambino su due

Nota anche come eczema costituzionale o atopico, la dermatite atopica è una malattia cutanea infiammatoria con abituale comparsa nella prima infanzia (anche prima del 3°mese di vita), caratterizzata da intenso prurito e da un andamento cronico recidivante. Clinicamente distinguiamo la fase acuta dalla fase cronica. Si presenta con chiazze intensamente infiammate, eritematose, edematose, a superficie essudante con formazione di vescicole. La successiva essudazione ed erosione delle stesse porta alla formazione di croste. Il prurito è intenso e costante. Nel neonato provoca pianto, irrequietezza, insonnia, e più tardivamente escoriazioni e lesioni da grattamento.

L’80% dei casi che compare nel periodo neonatale guarisce entro il 2° anno di età. Il 10-15% dei casi persiste tuttavia fino a dopo la pubertà. Molti i casi nell’adulto con esordio tardivo. Fino al 2° anno di vita le sedi tipiche di insorgenza sono il viso (guance, fronte, mento), superfici estensorie degli arti, cuoio capelluto. Dal 2° anno alla pubertà: pieghe (collo, superfici flessorie degli arti superiori e inferiori), mani, polsi, caviglie, capezzoli, solchi retroauricolari. Tra le cause della dermatite atopica vi è sicuramente la familiarità, ma anche il fattore allergico ha un suo peso.

Molti neonati con allergie alimentari soffrono di dermatite atopica, segno della correlazione tra le due patologie. Smog ed inquinamento atmosferico possono essere delle aggravanti. Infatti questo genere di patologie cutanee è in forte aumento soprattutto nelle aree urbane ed industrializzate.

Per curare la dermatite atopica, oltre alle terapie a base di cortisonici e antistaminici, il consiglio è quello di seguire delle regole comportamentali che possono aiutare ad alleviare il fastidio.

L’uso quotidiano di abbondanti quantità di emollienti, privi di sostanze irritanti e/o potenzialmente sensibilizzanti, deve essere uno standard terapeutico a partire dalla prima infanzia. Ciò permette di ridurre il prurito ed il grattamento, in modo da ristabilire la barriera cutanea. Idratare sempre la cute dopo il bagno/doccia, ed evitare che la pelle entri in contatto con la lana e fibre sintetiche.

Ridurre, inoltre, drasticamente il tasso di polvere negli ambienti domestici. Meglio dire addio a tappeti, moquette, tende, peluche.

Redazione Scientifica

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