Uno sguardo sull’osteopatia in Italia

Sai – disse la signora con le buste della spesa alla fermata dell’autobus, ri­vol­gen­dosi con fervore all’amica che l’accompagnava – sto andando dal­l’o­steopata. Ti ricordi delle mie ernie lombari per le quali mi hanno detto di operarmi? Beh sto molto meglio, anche se le ernie stanno sempre lì, ma ho smesso di prendere antidolorifici e per adesso di operazione non se ne parla proprio!” Miracolo? No, é solo un modo antico di effettuare diagnosi e terapia.

Ma cos’é l’Osteopatia?

Leggiamo la definizione data dalla World Osteopathic Health Organization (WOHO): “L’osteopatia é un sistema affermato e riconosciuto di prevenzione sanitaria che si basa sul contatto manuale per la dia­gnosi e per il trattamento. Rispetta la relazione tra il corpo, la mente e lo spirito sia in salute che nella malattia: pone l’enfasi sull’integrità strutturale e funzionale del corpo e sulla tendenza intrinseca del corpo ad auto-curarsi.”

Il trattamento osteopatico viene visto co­me influenza facilitante per incoraggiare questo processo di autoregolazione. I dolori accusati dai pazienti risultano da una relazione reciproca tra i com­ponenti muscolo-scheletrici e quelli vi­sce­rali di una malattia o di uno sforzo. La nascita dell’Osteopatia deriva dal­l’in­soddisfazione dei risultati della medicina dell’ottocento, con il Dr. Still, nato nel 1828 nello Stato della Virginia (USA), che ideò il concetto osteopatico, come visione d’insieme dell’organismo e non come patologia settoriale d’or­ga­no, e fondò la prima Scuola di Osteopatia degli Stati Uniti a Kirksville, Missouri nel 1892. Ma in realtà Still non ha fatto altro che mettere ordine tra una serie di tecniche manuali già esistenti, cercando di trovare un nesso razionale tra causa ed effetto, tra malessere e beneficio che seguiva ad ogni precisa manovra ma­ni­polativa.

Tut­to parte dal concetto che il corpo possiede già codificati i mec­ca­ni­smi per il proprio riequilibrio, e che nella malattia o ancor prima nella disfunzione (quando ancora non si é manifestata una lesione anatomo-patologica tan­gi­bile ma il pa­ziente può già presentare una sin­to­ma­tologia) si trovano mo­men­taneamente fuori uso. Il concetto del­l’omeostasi, che non riguarda solo l’ambiente interno come lo considerava Claude Bernard, ma che possiamo applicare anche alla libertà di movimento che ogni singolo mu­sco­lo, articolazione, or­gano, possiede in una condizione di fisiologia, e che invece perde nella pa­ra­fi­siologia o nella ma­lat­tia vera e propria.

Ciò che l’o­pe­ra­tore manuale avverte pal­patoriamente par­lando, su una zona malata o in pa­ra­fi­sio­logia, é una limitazione di movimento della zona interessata. Intervenendo su di essa, con le ap­po­site manovre, si dà la possibilità alla strut­tura, in limitazione di movimento, di riac­qui­si­re l’o­ri­gi­na­ria fun­zio­na­lità. Ma non so­lo.

L’at­ten­zione dell’osteopata non viene cat­tu­ra­ta so­lo dalla sin­go­la strut­tu­ra in di­sfun­zio­ne, dall’organo o dal­l’ar­-ti­co­la­zione che ma­ni­festa la sin­to­ma­to­lo­gia, ma viene in­di­riz­za­ta alla comprensione del­l’e­qui­li­brio ge­ne­rale del paziente, cercando di individuare il “primum mo­vens”, il primo elemento che si é in­cep­pa­to, per cui il piano te­ra­peu­ti­co fi­na­le potrà ri­guar­da­re ma­ni­po­la­zio­ni di parti del corpo ben lontane dalla zona che al momento dell’osservazione si pre­senta dolorante.

Nell’ambito del­l’osteopatia vengono com­prese attualmente diverse di­sci­pli­ne: l’o­steo­pa­tia strutturale (con ap­proc­cio diretto sul­l’ap­parato muscolo-scheletrico-legamentoso), l’o­steo­patia viscerale (che riguarda spe­ci­fi­ca­men­te i vari organi e ap­parati), l’osteopatia Cra­nio-Sacrale (che stu­dia spe­ci­fi­ca­men­ te la mo­bilità del­le os­sa cra­ni­che e del sa­cro, con i fluidi an­nes­si),l’osteopatia so­ma­to­e­mozionale (un ap­proc­cio ma­nua­le alle pro­ble­ma­tiche emo­zio­nali).

Con l’o­steo­pa­tia si pos­sono approcciare pa­to­logie e di­sfun­zioni di diverso tipo: dalle pa­to­lo­gie ar­ti­colari agli at­teg­gia­men­ti sco­lio­tici, dal reflusso gastro-esofageo alle otiti ri­cor­renti dei neonati, dalle di­sfun­zioni al­gi­che delle ATM e al­l’intercettamento delle ma­loc­clu­sioni dentali, al­l’in­ter­cet­tamento di disturbi visivi co­me l’a­stig­matismo. Ma come per ogni bran­ca della medicina sottolineia­mo che non si tratta di una panacea, ma di un valido supporto alle terapie me­di­che con­ven­zio­nali.

L’osteopatia oggi

Il problema maggiore di questa branca é la mancanza di legislazione. Ciò crea per forza di cose molta confusione, mescolando professionisti coscienziosi a ciarlatani di turno. In questo vuoto legislativo il punto di riferimento da seguire é dato dal R.O.I., il Registro degli Osteopati Italiani. La situazione italiana attualmente si pre­senta confusa con interpretazioni di­scordanti tra la Corte Costituzionale, il Con­siglio Superiore di Sanità, gli Ordini dei Medici e la realtà di 30.000 operatori del settore non convenzionale che esercita­no le loro professioni con il solo riconoscimento del regi­me fiscale. La re­di­gen­da legge quadro nazionale prevede che la pro­fes­sione osteopatica possa es­sere esercitata in forma auto­noma e primaria. L’iter le­gi­sla­tivo del progetto di legge incontra notevoli difficoltà e resistenze in quanto assimila nel suo con­te­sto in­nu­merevoli professioni eser­citabili da medici e non medici, generando dibattiti e scontri per la definizione delle competenze e l’inquadramento che in alcuni casi tende a sovrapporsi ad atti tipici delle pro­fes­sio­ni ordinistiche. L’osteopatia viene riconosciuta come atto medico e quindi sanitario dal congresso di Terni della Fe­derazione Na­zionale degli Ordini dei Me­dici e degli Odon­toiatri (FNOMCEO). In Europa la situazione é abbastanza variegata. In Belgio la professione osteo­patica é considerata come professione a pieno titolo nel registro nazionale delle professioni, gestito dal ministro degli affari interni.

In Francia dal 2002 esiste una legge che regola la professione del­l’o­steopata e del chiropratico. In Ger­ma­nia una precisa e ufficiale regolamentazione del­l’o­steo­patia sarà presto accordata. Infatti in Ger­ma­nia la medicina alternativa, o non ufficiale, ha tradizioni consolidate ed é am­piamente diffusa, anche perché non é mai stata fortemente contrastata dalla medicina allopatica tradizionale. Negli altri stati dell’U.E. non esiste ancora una legislazione definita, ma l’osteopatia é praticata sotto il patrocinio delle associazioni osteo­patiche nazionali e sono in fase di attuazione leggi per la definitva re­go­la­mentazione della professione.

A cura di
Dott. Federico Marrazzo
Osteopata