L’iperidrosi ascellare: quando la sudorazione diventa un problema

La sudorazione è un normale meccanismo di regolazione della temperatura corporea ma per alcuni ciò può essere causa di problemi e disagio.

L’iperidrosi ascellare è caratterizzata da un eccesso di sudorazione nella zona ascellare che interferisce nelle normali attività giornaliere della persona.
Il chirurgo plastico Fabrizio Castagnetta (nella foto), ci spiega quali sono le cause ed i possibili rimedi.

castagnetta

Qual è la percentuale di popolazione che soffre di questo problema?

“Si stima che circa il 3% della popolazione soffra di questo problema, ma non dobbiamo dimenticare anche quelli che soffrono di eccessiva sudorazione del palmo delle mani e della pianta dei piedi. Questa “condizione” piuttosto che “patologia” è causa di forte imbarazzo per le persone che ne soffrono con ripercussione nella vita sociale”.

Può essere segnale di malattie più importanti?

“In linea di principio no e coloro che ne soffrono sono, in genere, persone in buona salute ma che si vedono costrette a rinunciare ad una vita di relazione normale anche per via della necessità di frequenti cambi d’abito”.

A che età comincia l’iperidrosi ascellare?

“Normalmente questa condizione inizia con la pubertà ma molti pazienti, per una forma di pudore, non ne parlano né tantomeno vanno alla ricerca di un trattamento risolutivo anche per mancanza di conoscenza delle varie opportunità terapeutiche”.

In molti pazienti, al di là della abbondante sudorazione, si può avvertire anche del cattivo odore, da cosa è provocato?

“Le ghiandole sudoripare sono generalmente considerate come la sorgente principale del sudore, il loro secreto è fatto per il 99% di acqua, ma di contro, le ghiandole apocrine con il loro secreto ricco di proteine e lipidi sono le responsabili della bromidrosi ossia la sudorazione accompagnata da cattivi odori”.

Quali sono le possibilità di trattamento?

“Negli anni passati ci si poteva affidare solamente a trattamenti topici o all’uso di particolari deodoranti, oggi fortunatamente esistono, sia tutta una serie di trattamenti mini invasivi, alcuni dei quali in grado anche di risolvere definitivamente il problema, soprattutto per quei pazienti appartenenti alla fascia 1 e 2 della scala di gravità, sia nuovi apparecchi medicali che promettono un miglioramento a lungo termine con minimo rischio”.

Ce ne parli ….

“La tossina botulinica di tipo A è stata ed è ampiamente utilizzata per il trattamento dell’iperidrosi primaria. Normalmente da 30 a 100 unità vengono iniettate nel derma in piccole aliquote tutt’attorno all’area interessata in ciascuna ascella. Una significativa riduzione della sudorazione permarrà per 4 – 6 mesi poi sarà necessario ripetere l’applicazione.
L’inconveniente è il fastidio legato alle punture in una zona ad alta sensibilità. Esiste anche un’opzione chirurgica per l’iperidrosi ascellare legata all’uso di una cannula per liposuzione introdotta nello spazio subdermico con una piccola incisione, che si basa sul trauma meccanico con conseguente distruzione delle ghiandole sudoripare. Ma lo stesso risultato lo si può ottenere in una forma meno invasiva con l’utilizzo di un laser Nd:Yag 1320 nm introdotto alla stessa maniera con la stessa finalità di raggiungere e danneggiare le ghiandole sudoripare ma con un trauma decisamente inferiore.

Infine durante un congresso internazionale che si è tenuto a Singapore, il sudcoreano Dr. Sungil In ha presentato uno studio con l’obiettivo di valutare l’efficacia e la sicurezza di ultrasuoni micro-focalizzati ad alta intensità per il trattamento dell’iperidrosi ascellare primaria.

Il trattamento, in un’unica sessione, ha comportato una riduzione media del sudore del 76% a 14 giorni ed una riduzione media del sudore del 93% a 30 giorni dopo l’applicazione.

A parte qualche livido e un po’ di dolorabilità, il trattamento con ultrasuoni micro-focalizzati ad alta intensità si è dimostrato efficace e sicuro per la cura della iperidrosi ascellare. Il follow-up per ciò che concerne la permanenza del risultato nel tempo è ancora in corso.

Ad ogni modo la scelta del trattamento per la iperidrosi ascellare dipende dal grado di gravità del sintomo e da una buona e riflessiva chiacchierata tra medico e paziente al fine di valutare rischi e benefici di ciascuna metodica.

Redazione Scientifica

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