Le adiposità localizzate: la scelta dei trattamenti più adatti

Le donne sono i soggetti più interessate dalle adiposità localizzate

Con il termine adiposità localizzate si intende la presenza di un eccesso di cellule adipose in una zona specifica del corpo. Sedi tipiche sono i fianchi (le cosiddette maniglie dell’amore), la regione trocanterica (coulotte de cheval) e l’addome. Queste sedi, in soggetti predisposti, diventano una zona preferenziale di accumulo dei lipidi in eccesso.

Tale fenomeno ha una eziologia multifattoriale dipendendo da fattori intrinseci (sesso, età, genetica, ormoni) ed estrinseci (attività fisica, abitudini alimentari o voluttuarie).

Chi colpisce

Il sesso maschile presenta una distribuzione del grasso androide (a mela) ovvero concentrata nel viso, nel collo, nelle spalle e soprattutto nell’addome al di sopra dell’ombelico, generalmente associata a livelli elevati di glicemia, trigliceridi e pressione arteriosa.

La distribuzione del grasso nel sesso femminile è definita ginoide (a pera) con tessuto adiposo concentrato a livello di trocanteri, glutei, cosce e addome al di sotto dell’ombelico. Generalmente il disturbo insorge sopra i 40 anni, anche se è sempre più frequente anche nei giovani.

Persone con uno stile di vita sedentario e una dieta squilibrata sono maggiormente a rischio, anche se in questi soggetti si osserva di solito un accumulo di grasso generalizzato.

Anche gli ormoni hanno un ruolo importante, ad esempio un basso livello di testosterone associato ad un elevato livello di cortisolo tende a favorire l’adiposità addominale mentre alti livelli di estrogeni si associano ad un aumento del grasso negli arti inferiori.

Trattamenti

Sempre maggiore è la richiesta della correzione di tali inestetismi e sempre più i pazienti cercano il trattamento meno invasivo, meno doloroso e che permetta il prima possibile di tornare alla normale attività quotidiana.

Grazie alle nuove tecnologie oggi esistono molteplici tecniche mininvasive per limitare l’entità delle adiposità localizzate. Tali metodiche hanno reso obsoleta la necessità di ricorrere alla classica liposuzione che comporta lunghi tempi di recupero, necessità di anestesie locoregionali o generali e costi notevolmente superiori rispetto ad altre tecniche. Le due metodiche principalmente indicate per la correzione delle adiposità localizzate sono attualmente la laserlipolisi e la criolipolisi.

Importante è sempre la valutazione clinica del paziente e la corretta e precisa definizione della indicazione al trattamento
Laserlipolisi

La laserlipolisi è una tecnica che utilizza la tecnologia laser per distruggere il tessuto adiposo e favorire la retrazione cutanea. Può essere associata alla liposuzione per rimuovere il tessuto sciolto con un minore traumatismo. È una tecnica ambulatoriale in grado di eliminare il grasso superfluo attraverso l’utilizzo dell’energia laser. Questa tecnica è clinicamente testata ed approvata negli Stati Uniti già nel 2006 dalla FDA (Food and Drug Administration).

Come funziona

La principale caratteristica della metodica che rende il trattamento mininvasivo e meno traumatico della liposuzione classica, è data dall’uso di una micro cannula di 1 mm di diametro e dell’energia laser Nd:YAG pulsato. Il principio è semplice ed efficace, la selettività della sorgente laser permette di colpire gli adipociti rompendone la membrana e permettendo la fuoriuscita del liquido in esse contenuto.

La metodica prevede una iniziale somministrazione di anestetico locale attraverso delle incisioni di 2 mm. Successivamente viene inserita la cannula che monta la fibra del laser Nd:YAG che lavora con 2 lunghezze d’onda che possono essere utilizzate separatamente o miscelate insieme a seconda di cosa dobbiamo trattare: 1320 nm: fortemente assorbita da acqua e grasso.

L’energia termica è concentrata vicino alla punta del laser; 1064 nm: fornisce una più ampia dispersione di energia ed è assorbita dalle emoglobina.

Multiplex (mix delle due lunghezze): distribuzione di energia omogenea sicura, ampia e più efficace per: distruzione degli adipociti, proprietà emostatiche, contrazione cutanea.

Nella regione più vicina all’estremità della cannula il laser produce un effetto fotomeccanico che riesce ad alterare la permeabilità della membrana degli adipociti causandone un accrescimento e successiva distruzione. Una parte dell’energia, per effetto fototermico, porta alla chiusura dei piccoli vasi sanguigni che irrorano il grasso riducendo la perdita ematica e quindi garantendo un minimo rischio di formazione di ematomi e azzerando il rischio di embolia grassosa.

Negli strati più superficiali è possibile eseguire dall’interno la fotostimolazione del collagene che ne induce lo shrinkage con conseguente tightening del tessuto cutaneo (effetto lifting e retrazione del tessuto).

Dopo l’applicazione laser viene utilizzata una cannula da liposuzione di 3 mm di diametro per drenare il grasso sciolto dal laser limitando quindi l’accumulo epatico di trigliceridi. Rispetto alla liposuzione classica abbiamo quindi una minore invasività, ridotte perdita ematiche e minore traumatismo con assenza di ematomi ed edemi diffusi e persistenti dopo l’intervento.

Post trattamento

I tempi di recupero sono più brevi con un ridotto ricorso a bendaggi compressivi. Dopo la seduta il paziente può riprendere la normale attività sociale e lavorativa e dovrà solo astenersi dall’attività sportiva e non bagnare le zone trattate per 15 giorni e indossare un’adeguata guaina compressiva per 3 settimane.

Dopo la rimozione dei punti è utile un ciclo di massaggi drenanti e modellanti, per favorire il drenaggio linfatico del lisato e accelerare il processo di rimodellamento cutaneo.

Il trattamento viene quasi sempre percepito come del tutto indolore, l’unica fase fastidiosa può essere quella dell’infiltrazione dell’anestetico locale. La parte trattata può risultare gonfia e dolente al tatto per alcune settimane e possono comparire piccole ecchimosi che risolvono spontaneamente in 2-3 settimane. In alcuni casi possono essere presenti asimmetrie che vanno corrette in sede di eventuale ritocco.

Criolipolisi

La criolipolisi si basa sul principio che le cellule adipose sono più vulnerabili agli effetti di un forte raffreddamento rispetto ad altri tessuti e che possono essere eliminate in tutta sicurezza dal metabolismo senza arrecare alcun danno all’epidermide.

Come funziona

La procedura utilizza un dispositivo medico per creare un raffreddamento altamente controllato dello strato di grasso sottocutaneo che induce l’apoptosi a carico delle sole cellule adipose.

Le cellule adipose danneggiate rilasciano citochine che, richiamando cellule infiammatorie, danno il via ad un lenta e controllata fagocitazione del grasso trattato, nei mesi seguenti la procedura. I lipidi vengono lentamente processati attraverso il sistema fagocitario, linfatico ed epatico, il tutto in un arco di tempo da 2 a 4 mesi.

La rimozione delle cellule adipose avviene in tempi talmente lunghi da non incidere sui normali valori di colesterolo o trigliceridi.

La procedura, non invasiva, viene eseguita da personale medico a livello ambulatoriale, non richiede nessun tipo di anestesia e tempi di recupero. Dopo il trattamento non vi è alcun tempo di convalescenza ed è possibile riprendere subito le proprie attività domestiche e lavorative.

Dopo attenta valutazione delle zone da trattare e selezione del paziente, si applicano sul corpo particolari manipoli che pinzano mediante aspirazione le adiposità localizzate e solo in quei punti si procede con il congelamento.

Al momento della rimozione di qualsiasi manipolo (esistono manipoli di forme e dimensioni diverse specifici per ogni zona del corpo: dal collo all’addome, dai fianchi ai trocanteri) la zona trattata appare deformata e fredda al tatto. Tutto ciò è chiaramente normale, la temperatura corporea e la naturale forma della zona trattata, ritornano alle condizioni originali in pochi minuti.

Post trattamento

La zona corporea trattata apparirà eritematosa per circa 20-30 minuti dal termine della procedura. L’aspirazione potrebbe generare aumento della sensibilità per circa 6-7 giorni e successivamente una fase di iposensibilità fino a circa otto settimane. Alcuni pazienti manifestano persistente eritema, che migliora in qualche giorno.

Un effetto comune è quello di un’area contusa che può perdurare per qualche settimana. Nelle settimane post trattamento si manifesta una progressiva riduzione dello spessore del pannicolo adiposo che perdura fino a 2-4 mesi. Importante è la selezione del paziente e dell’area da trattare in quanto tale procedura non implica una stimolazione della retrazione cutanea.

Conclusioni

Le metodiche descritte garantiscono, come la classica liposuzione chirurgica, risultati definitivi stabili e permanenti e sono attualmente quelle maggiormente diffuse e, a mio parere, sono tra le tecniche non invasive quelle maggiormente efficaci nel trattamento delle adiposità localizzate.

Importante è sempre e comunque la valutazione clinica del paziente e la corretta e precisa definizione della indicazione al trattamento. Così anche i tanto odiati cuscinetti adiposi possono con queste procedure essere cancellati in modo ottimale, mini invasivo e a livello ambulatoriale, come un qualsiasi altro trattamento estetico della “pausa pranzo”!.

Dott.ssa Francesca Negosanti
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Specialista in Dermatologia e Venereologia