Curare l’acne con un raggio laser

L’acne è una delle affezioni più frequenti osservate dai dermatologi. L’età maggior­mente colpita è senza dubbio quella giovanile. Ad essere affetti da questa patologia sono gli adolescenti ad iniziare dai 10-12 anni, con un picco verso i 15-17 anni.

La sto­ria naturale della malattia si conclude nella maggioranza dei casi prima del raggiungimento dei 20 anni nei maschi e di 25 anni nelle femmine, anche se questi li­mi­ti temporali vanno sempre più spostandosi verso età più avanzate e non sono eccezionali i casi (fino al 5%) in cui la patologia inizia verso i 20 anni e si protrae dopo i 40, specialmente nelle donne.

Cos’è

L’acne è una dermatosi cronica infiammatoria del follicolo pi­lo-sebaceo, a pa­togenesi multifattoriale, caratterizzata clinica­mente dal polimorfismo delle lesioni: co­me­doni bianchi, co­me­doni scuri (punti neri), papulo-pustole e cisti. Se ben gestita si risolve completamente, ma può la­scia­re macchie e cicatrici, di varia forma e grandezza a se­con­do del tipo di pelle e del quadro clinico di partenza. Sebbene l’acne non metta in pericolo la vita del paziente, essa può essere tuttavia una condizione estrema­men­te stressante per i soggetti colpiti, specie nei casi che guariscono con cicatrici permanenti.

Le terapie

Le possibilità terapeutiche, per rimuove­re o attenuare gli esiti di acne, sono varie. In passato si ricorreva a peeling chimici più o meno profondi (acido glicolico, sa­li­ci­lico, piruvico, tricloroacetico, feno­lo) o alla dermoabrasione. Queste metodiche in alcuni casi possono, ancora oggi, dare risulta­ti soddisfacenti, ma spesso risultano non prive di rischi e piuttosto impegnative, per i pazienti, nella gestione del post-trattamento.

Il laser

Per questo motivo negli ultimi anni il trattamento d’e­le­zio­ne per gli esiti atrofici e discromici dell’acne è rappresentato dal laser frazionato non ablativo. Ci riferiamo all’uso di sorgenti laser capaci di esse­re poco invasive ma soprattutto capaci di andare a soddisfare le richieste dei pazienti, i quali hanno sempre più il desiderio di ottenere un tratta­mento efficace, con minimo dolore e minor rischio di effetti collaterali. E’ in questo ambito che possiamo col­lo­care le sorgenti laser 1540 nm e 1340 nm con metodica frazionata non ablativa della piattaforma DOT1540.

Questo tipo di emissione laser consente di stimolare e rimodellare le fibre del collagene (responsabili delle cicatrici) nel completo risparmio dell’integrità epidermica. Vale a dire un netto miglioramento degli esiti cicatriziali e contemporaneamente del tono e della luminosità cutanea, associato ad una minima gestione del post-trattamento, che coincide con rossore ed edema che scompaiono al­l’in­do­mani del trattamento stesso.

Per ottenere un risultato apprezza­bi­le e sta­bi­le sono richieste al­me­no 3 sedute con una frequenza men­si­le.