L’impetigine contagiosa: chi colpisce e come curarla

I fattori di rischio dell’impetigine comprendono la promiscuità, le piccole abrasioni cutanee, gli sport da contatto e le punture di insetto

L’impetigine contagiosa (dal verbo latino impetĕre “attaccare”) rappresenta una dermatosi batterica acuta. E’ la più comune patologia infettiva in bambini di età compresa tra i 2 e i 5 anni1, ma può verificarsi a qualsiasi età. Tipica della stagione caldo-umida, è estremamente contagiosa e può diffondersi in piccole comunità.

Come si presenta

Si presenta con croste mieliceriche, che insorgono su una lesione di continuo, bollosa simile ad una bruciatura di sigaretta. Può presentarsi su qualunque parte del corpo ma di solito vengono colpiti più facilmente volto ed estremità degli arti. Le lesioni possono essere molto pruriginose e accompagnarsi a febbre.

Classificazione

Secondo Ferdinand-Jean Darier, è possibile distinguere una forma di impetigine streptococcicca o di Tilbury Fox e una forma stafilococcica o di Bockhart: gli agenti responsabili della malattia sono, rispettivamente, lo Streptococcus piogenes di gruppo A e lo Staphylococcus aureus.

Quest’ultimo in seguito al rilascio di tossine esfoliative di tipo A e B, caratteristicamente, può manifestarsi con lesioni bollose2 piene di liquido chiaro sieroso che diventa poi torbido, mentre la forma streptococcica presenta vescico-bolle subcornee più piccole. Successivamente, le bolle collassano ed essiccano con la formazione di croste giallastre color miele, in entrambe le forme etiologiche.

La pelle adiacente alle croste può diventare eritematosa e pruriginosa. Nella variante di Bockhart, le bolle sono situate in prossimità di un ostio follicolare.

Cause

I fattori di rischio comprendono la promiscuità, le piccole abrasioni cutanee, gli sport da contatto e le punture di insetto. La diagnosi è tipicamente clinica.

Prevenzione

La prevenzione si attua attraverso un’adeguata igiene evitando il contatto con le persone infette. Il contagio avviene per via interumana indiretta e diretta. Nei bambini, è importante tenere le unghie molto corte e pulite per evitare che, grattandosi, diffondano l’infezione.

Poiché l’impetigine è contagiosa finché sono presenti le vescico-bolle sulla pelle, gli indumenti e gli asciugamani della persona affetta vanno tenuti separati da quelli degli altri componenti della famiglia. Il coivolgimento del sistema linfatico può portare a manifestazioni di tipo erisipeloidi (Fig. 1) e, in alcuni casi, la pustolosi confluente può rivelare lo stato di progressione dell’infezione (Fig. 2).

Figura 1
Terapia

La terapia dell’impetigine consiste nell’applicazione di creme o unguenti a base di antibiotici attivi soprattutto verso i Gram-positivi, come la mupirocina (inibisce la sintesi proteica batterica tramite il blocco dell’enzima isoleucil-tRNA-sintetasi) o l’acido fusidico, sostanza naturale ottenuta dal brodo di fermentazione del Fusidium coccineum3 (agisce per inibizione della sintesi peptidica stafilococcica a livello ribosomiale). Per favorire l’azione e la penetrazione del principio attivo, bisognerebbe rimuovere tutte le croste, ammorbidendole con soluzione fisiologica, prima di utilizzare i preparati topici che vanno applicati anche alle zone strettamente limitrofe.

Figura 2
Retapamulina

Di recente, c’è stata l’introduzione in commercio di un preparato a base di retapamulina, approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) per il trattamento dell’impetigine nei bambini4: va applicato due volte al giorno per 5 giorni consecutivi5. La retapamulina rappresenta il prototipo di una nuova classe di antibiotici, le pleuromutiline. Esse sono derivati naturali del fungo Pleurotus mutilus6. La retapamulina agisce bloccando la sintesi proteica batterica e interagisce selettivamente con la subunità 50S del ribosoma batterico7.

In vitro, mostra una attività prevalentemente batteriostatica nei confronti dello Streptococcus piogenes e dello Staphylococcus aureus, compresi i ceppi meticillino-resistenti (MRSA)8,9. E’ efficace anche contro la maggior parte degli anaerobi, compreso il Propionibacterium acnes10. Non è stata dimostrata una resistenza crociata tra retapamulina e altri antibiotici.

Consigli

Nel caso in cui vengano colpiti i bambini, è importante che vengano allontanati da scuola fino al giorno dopo l’inizio della terapia. In casi gravi e sempre secondo il parere medico, può essere necessario il ricorso ad una terapia sistemica con macrolidi o cefalosporine, come la cefalexina. Il miglioramento dei sintomi può verificarsi entro alcuni giorni ma potrebbero, tuttavia, esserci delle complicanze.

L’impetigine può provocare infezioni internistiche particolarmente importanti. Gli autori anglosassoni la considerano la causa più frequente di glomerulonefrite acuta post-streptococcica. Esiti discromici potrebbero residuare anche dopo un adeguato trattamento, soprattutto in seguito ad esposizione solare.

A cura di

Dott. Giuseppe Lodi Polo
Dermatologico Aversa

Dott. Paolo Caterino
Coordinatore Polo Dermatologico Aversa

Bibliografia

1. Am Fam Physician. 2014 Aug 15;90(4):229-35. Impetigo: diagnosis and treatment. Hartman-Adams H, Banvard C, Juckett G. 2. Infect Immun. 2011 Apr; 79(4): 1660-70. doi: 10.1128/IAI.00872-10. Epub 2011 Jan 31. Regulatory mechanism for exfoliative toxin production in Staphylococcus aureus. Kato F, Kadomoto N, Iwamoto Y, Bunai K, Komatsuzawa H, Sugai M. 3. Crit Rev Anal Chem. 2016 Jul 3; 46(4):352-60. doi: 10. 1080/ 10408347. 2015.1084225. Epub 2015 Sep 4. A Critical review of the properties of fusidic acid and analytical methods for its determination. Curbete MM, Salgado HR. 4. J Postgrad Med. 2013 Apr-Jun; 59(2): 127-30. doi: 10.4103/0022-3859.113842. Retapamulin: a newer topical antibiotic. Dhingra D, Parakh A, Ramachandran S. 5. J Am Acad Dermatol. 2006 Dec; 55(6): 1003-13. Epub 2006 Oct 6. Topical retapamulin ointment (1%, wt/wt) twice daily for 5 days versus oral cephalexin twice daily for 10 days in the treatment of secondarily infected dermatitis: results of a randomized controlled trial. Parish LC, Jorizzo JL, Breton JJ, Hirman JW, Scangarella NE, Shawar RM, White SM. 6. Antimicrob Agents Chemother. 2006 Jul; 50(7): 2583-6. Activity of retapamulin (SB-275833), a novel pleuromutilin, against selected resistant gram-positive cocci. Jones RN, Fritsche TR, Sader HS, Ross JE. 7. Antimicrob Agents Chemother. 2007 Sep; 51(9): 3385-7. Epub 2007 Jun 11. Retapamulin inhibition of translation and 50S ribosomal subunit formation in Staphylococcus aureus cells. Champney WS, Rodgers WK. 8. Ann Dermatol. 2015 Oct; 27(5): 551-6. doi: 10.5021/ad.2015.27.5.551. Epub 2015 Oct 2. In Vitro Antimicrobial Activities of Fusidic Acid and Retapamulin against Mupirocin- and Methicillin-Resistant Staphylococcus aureus. Park SH, Kim JK, Park K. 9. Ostomy Wound Manage. 2014 Apr; 60(4):18-28. An in vitro analysis of the effects of various topical antimicrobial agents on methicillin-resistant and methicillin-sensitive strains of Staphylococcus aureus. Kaiser M, Gil J, Treu R, Valdes J, Davis S. 10. Antimicrob Agents Chemother. 2006 Jan; 50(1): 379-81. Comparative in vitro activities of retapamulin (SB-275833) against 141 clinical isolates of Propionibacterium spp., including 117 P. acnes isolates. Goldstein EJ, Citron DM, Merriam CV, Warren YA, Tyrrell KL, Fernandez HT.