La diagnosi precoce del melanoma: l’autoesame con la regola dell’ABCDE

Il melanoma cutaneo è una neoplasia maligna che origina dai melanociti e che può insorgere su cute sana o su un nevo preesistente.

A tutt’oggi rappresenta la neoplasia cutanea a maggior grado di malignità, tuttavia la diagnosi precoce del melanoma cutaneo è di fondamentale importanza nel determinare un aumento della sopravvivenza dei pazienti affetti da questa patologia.

Tra i fattori di rischio troviamo: il fenotipo cutaneo, il numero dei nevi melanocitari, la familiarità per melanoma, l’anamnesi personale per pregresso melanoma e per altri carcinomi cutanei, mentre gioca un ruolo fondamentale l’esposizione solare, soprattutto nel periodo dell’infanzia e dell’adolescenza.

La prevenzione del melanoma si basa sia sulla diminuzione dell’esposizione alle radiazioni ultraviolette, sia sulla diagnosi precoce tramite una visita dermatologica dell’intera superficie cutanea. Durante la visita il dermatologo osserverà tutte le aree corporee (comprese le aree genitali e quelle coperte dai peli e dai capelli) in condizioni di illuminazione ottimale per evitare di non rilevare lesioni sospette in aree nascoste.

Da anni si consiglia al paziente di effettuare un accurato autoesame periodico della cute. E per insegnargli ad identificare una lesione sospetta si utilizza la regola dell’ABCDE (Asimmetria, Bordi irregolari, Colore disomogeneo, Dimensioni maggiori di 6 millimetri, Evoluzione rapida), essendo uno strumento didattico di riconoscimento semplice sia per la popolazione che per i medici. Purtroppo ha una bassa sensibilità per lesioni piccole, ipomelanotiche e per i melanomi nodulari a prognosi peggiore, che si presentano spesso regolari per forma, colore, bordi e dimensioni.

L’unico criterio dell’ABCDE che è positivo nei melanomi nodulari è il criterio E (evoluzione); infatti i melanomi nodulari crescono molto rapidamente. Un altro indicatore clinico è il così detto segno del “brutto anatroccolo”. In un determinato individuo i nevi generalmente hanno le medesime caratteristiche; il “brutto anatroccolo” è un nevo con caratteristiche diverse dagli altri nevi presenti sullo stesso soggetto. L’autoesame della superficie corporea da parte del paziente, o attraverso l’aiuto di conviventi e familiari, integra la visita dermatologia nell’ambito della prevenzione secondaria. Il limite dell’autoesame fatto utilizzando la regola dell’ABCDE è legato al fatto che difficilmente un paziente riesce da solo ad esaminare tutto il corpo, sia perché ha un numero elevato di nevi, sia per la presenza di lesioni in sedi corporee difficilmente visibili e sia per le caratteristiche dei nevi del paziente stesso.

ABCDE-Melanoma
Regola ABCDE

L’uso regolare della dermatoscopia da parte del dermatologo ha aumentato la sensibilità e la specificità della diagnosi clinica del melanoma rispetto al semplice esame clinico, rendendo possibili diagnosi sempre più precoci e diminuendo il numero delle asportazioni chirurgiche non necessarie di lesioni melanocitarie benigne. Il più importante fattore prognostico è l’indicedi Breslow, ovvero lo spessore misurato in millimetri dallo strato granuloso dell’epidermide al punto più profondo di invasione da parte della neoplasia.

Quindi più precoce è la diagnosi, più sottile sarà la lesione escissa e migliore sarà la prognosi. L’escissione chirurgica infatti rappresenta il trattamento di scelta per il melanoma cutaneo. Per questo motivo il miglioramento del tasso di sopravvivenza a 5 anni viene attribuito essenzialmente ad una più precoce individuazione della lesione. L’asportazione precoce di lesioni “sottili” permette una sopravvivenza del paziente a 10 anni fino al 90%.

La maggior parte dei melanomi individuati durante il regolare controllo annuale della superficie cutanea sono in situ o “sottili” (spessore secondo Breslow inferiore o uguale a 1 millimetro). Questo risultato conferma come i moderni strumenti diagnostici dermatologici non invasivi siano estremamente utili per la diagnosi precoce. Diversamente, la diagnosi di melanoma, solo attraverso l’autoesame della propria superficie cutanea, è risultata spesso essere associata ad una più alta percentuale di melanomi “spessi” (spessore secondo Breslow maggiore di 1 millimetro).

L’area torace-addome è quella più facilmente esplorabile durante l’autoesame e quella in cui più frequentemente i pazienti riescono a trovare da soli un melanoma. E’ quindi auspicabile che, attraverso una crescita di controlli dermatologici periodici oltre all’autocontrollo, la precocità della diagnosi (quindi un minor spessore della lesione) coinvolga sempre più altri tipi di melanoma oltre al melanoma a diffusione superficiale. Infatti il dermatologo utilizza una serie di metodiche di diagnostica non invasiva che permettono di fare una diagnosi precoce.

La precocità della diagnosi attraverso l’utilizzo di questi strumenti appare sempre più irraggiungibile ad occhio nudo. I soggetti di sesso maschile, i quali sono più a rischio per melanoma spesso, sono anche i soggetti che meno aderiscono alle strategie di prevenzione secondarie fino a oggi adottate. L’autoesame è sicuramente uno strumento necessario, ma non è sufficientemente efficace da solo ad abbattere la mortalità per melanoma.

L’autoesame della propria superficie cutanea, mediante l’applicazione delle regole dell’ABCDE, non permette di scoprire le lesioni aggressive come i melanomi nodulari. Inoltre l’autodiagnosi è generalmente associata alla scoperta di un melanoma ad uno stadio più avanzato. Va sottolineato che è difficile per un paziente esaminare le proprie lesioni in sedi scomode da osservare.

La popolazione va quindi incoraggiata a sottoporsi regolarmente ad un annuale controllo della propria superficie cutanea oltre ad osservare con attenzione il proprio corpo. Tale progetto educativo potrebbe assicurare un ulteriore miglioramento della prognosi di questa patologia.

Redazione Scientifica

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