L’acne, una patologia spesso sottostimata

Secondo una recente ricerca, uno degli errori più comuni che si commettono quando compaiono i primi segni dell’acne è quello di non ricorrere alla diagnosi e cura di un medico specialista, quale il dermatologo. Spesso ci si affida ai consigli di amici e parenti, ai rimedi della nonna che il più delle volte non fanno altro che aggravare il quadro clinico. Il “fai da te” è la strada più breve per incorrere in danni irreparabili.

I più colpiti sono gli adolescenti (quasi nove su dieci), ma non risparmia gli adulti e i bambini molto piccoli. L’età di insorgenza più comune è intorno ai 12-14 anni, in coincidenza con il periodo dello sviluppo ed evoluzione a livello ormonale.

L’acne può avere risvolti sociali e psicologici profondi. Questi non sono necessariamente correlati alla sua gravità clinica. Anche una forma lieve può essere invalidante in maniera significativa. L’impatto psicologico preoccupa soprattutto perché la patologia colpisce in particolar modo gli adolescenti in un periodo cruciale della loro esistenza. Interessando il viso, infatti, la presenza dei cosiddetti “brufoli” determina spesso una riduzione dell’autostima e della capacità di relazionarsi con gli altri coetanei.

Inoltre, se si considera che nei casi più gravi si corre il rischio di andare incontro a fenomeni cicatriziali, è importante sapere che la prima regola da seguire è quella di recarsi da un dermatologo. Solo dopo un’accurata visita specialistica, sarà possibile valutare la gravità della forma acneica (lieve, moderata, grave) e predisporre la terapia più adeguata per far fronte all’infiammazione.

Rivista di Medicina, Attualità, Cultura

Redazione Scientifica

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