Epilazione laser e ringiovanimento vaginale: boom di richieste

L’atrofia vulvo-vaginale è il più importante fattore che interferisce con la funzione sessuale

L’interesse sul distretto genito-anale sta negli ultimi tempi aumentando in modo esponenziale, non solo in campo di prevenzione e cura delle patologie che colpiscono queste zone, ma anche e soprattutto in ambito prettamente estetico.

Nel corso del primo congresso mondiale della Società Europea di Ginecologia Estetica si è constatato come la richiesta di interventi di ginecologia estetica nell’ultimo anno sia aumentato di 10 volte, e come dal 1990 al 2016 l’interesse nel campo della chirurgia estetica si sia spostato via via dal volto, al seno, ai glutei alla vulva! Il perché di questo fenomeno va ricercato non solo nella liberalizzazione dei costumi, nel crescente accesso ad internet e ai film erotici, ma anche nel fatto che i cambiamenti delle mode, abbigliamenti più succinti e i nuovi canoni di epilazione delle zone genitali hanno portato a scoprire zone che fino a pochi anni fa rimanevano nascoste.

la richiesta di interventi di ginecologia estetica sono aumentati di 10 volte nell’ultimo anno

Nel corso del congresso, diversi relatori provenienti da tutto il mondo hanno inoltre stabilito che il laser CO2 frazionato è il trattamento gold standard non solo per l’atrofia vulvo-vaginale in menopausa, ma anche per il ringiovanimento vulvo-vaginale ed è il primo step terapeutico per patologie come il lichen sclero-atrofico genitale maschile e femminile, la vulvodinia e la sindrome genito-urinaria in genere.

Insieme al laser CO2 frazionato con i suoi scanner per i distretti genito-anali ecco metodiche associate emergenti come le labioplastiche chirurgiche (esiste addirittura un vulva paper con 6 style classes di vulve a cui ispirarsi), filler a base di acido ialuronico dedicati alla zona genitale, trattamenti a base di PRP, lipofilling con o senza cellule staminali, laserlipolisi delle grandi labbra vulvari e del monte di venere, carbossiterapia genitale, ozonoterapia transvaginale e rettale, radiofrequenza intravaginale fino a metodiche sicuramente più bizzarre e commerciali come il G-shot (stimolazione del punto G con laser, PRP e acido ialuronico) e l’O-shot (iniezioni di PRP a livello clitorideo e vaginale per potenziare l’orgasmo femminile). Ma torniamo al nostro ruolo di laseristi e passiamo in rassegna i trattamenti laser che possono essere effettuati nel distretto genito-anale.

Epilazione laser

L’American Society for Aesthetic Plastic Surgery stima che nel 2015 sono stati eseguiti negli Stati Uniti più di 1.200.000 trattamenti di laser epilazione. La laser epilazione è il terzo trattamento più frequente richiesto in medicina estetica ed il secondo più richiesto nel sesso maschile. Utile non solo per l’eliminazione a lungo termine dei peli da un punto di vista meramente estetico ma è il trattamento gold standard per risolvere i casi di follicolite post epilatoria e il trattamento da farsi nei pazienti di sesso maschile a livello scrotale prima degli interventi di cambio sesso (uomo-donna). Il bersaglio della laser epilazione è l’eumelanina che si trova nel fusto del pelo e nel follicolo pilifero a livello della papilla dermica e del bulge (sede delle cellule staminali del pelo).

Basandosi sulla teoria della fototermolisi selettiva, vediamo come un impulso laser specifico per l’epilazione riesce a colpire in modo selettivo il bersaglio cromoforo melanina contenuta nel pelo, il calore che si sprigiona riesce poi a diffondere dal bersaglio cromoforo al bersaglio biologico (cellule staminali del bulge e della papilla) distruggendo efficacemente il follicolo pilifero. La melanina è il cromoforo bersaglio per le lunghezze d’onda comprese tra il rosso ed il vicino infrarosso. Le tecnologie laser ad oggi utilizzate nella laser epilazione vedono accanto al laser a rubino ad impulso lungo (694 nm), laser Nd:Yag a impulso lungo (1064 nm), sistemi a luce pulsata ad alta intensità (400-1200 nm) i laser gold standard: laser a diodo a impulso lungo (810 nm) e laser ad alexandrite a impulso lungo (755 nm).

Nel distretto genito-anale possiamo poi utilizzare il laser vascolare Nd:Yag per la rimozione degli angiocheratomi tipici di questa zona e i laser QS per la rimozione dei tatuaggi cosmetici della zona pubica (di comune riscontro sono i tatuaggi di peli pubici che venivano eseguiti di frequente negli anni 60 per infoltire la peluria della zona pubica) e sovra-pubica. Il laser che trova però il maggior numero di applicazioni in tale distretto rimane il laser CO2, laser chirurgico per eccellenza che ha come target cromoforo l’acqua intra ed extracellulare e che lavora ad una lunghezza d’onda di 10600 nm nel lontano infrarosso. Con il classico manipolo chirurgico possiamo rimuovere con successo i condilomi acuminati vulvari, penieni e perianali, possiamo eseguire precise frenulotomie e piccoli rimodellamenti a livello delle piccole labbra e del contorno dell’introito vaginale.

Ringiovanimento vaginale

Con i nuovi scanner intravaginali e vulvari possiamo invece eseguire i trattamenti di ringiovanimento vulvo vaginale. Grazie ad una procedura laser mini-invasiva veloce ed indolore si riescono oggi a trattare gli effetti del trascorrere del tempo sui tessuti interni dell’apparato genitale femminile andando a rigenerare la mucosa vaginale non soltanto migliorando la lassità dei tessuti ma soprattutto ripristinandone la corretta funzionalità.

Nel periodo peri-post menopausale il 25-50% delle donne accusano sintomi legati ad alterazioni del trofismo vaginale indotte dal declino degli estrogeni. La riduzione progressiva della produzione estrogenica ovarica provoca: atrofia vaginale (riduzione del collagene, assottigliamento dell’epitelio, perdita delle pliche epiteliali, la mucosa diventa più sensibile a sfregamenti e traumi), riduzione del flusso ematico alla mucosa vaginale e riduzione delle secrezioni vaginali (con conseguente dispareunia, riduzione della libido, aumento delle infezioni vaginali), riduzione dei lattobacilli e del glicogeno cellulare con aumento del PH vaginale da 3-3,5 a 6-8 (aumento delle infezioni fungine e batteriche con conseguenti pruriti, irritazioni e bruciori).

L’atrofia vulvo-vaginale è il più importante fattore che interferisce con la funzione sessuale e comporta sintomi come la secchezza (77%), la dispareunia (38%), irritazioni vaginali con pruriti e bruciori (18%), vasocongestione, ridotta lubrificazione, diminuzione della libido, deficit orgasmico, nicturia, disuria, incontinenza, infezioni post-coitali.
La maggior parte delle donne riferisce che le terapie attualmente utilizzate in menopausa (lubrificanti topici, fitoestrogeni, terapia ormonale sostitutiva, estrogeni topici) siano efficaci per migliorare i sintomi sistemici (vampate, irritabilità, insonnia…), ma poco riescono a fare a livello vaginale. La mucosa vaginale è caratterizzata da assenza di cheratina e da grande contenuto di acqua che è il bersaglio del laser CO2. La sostanza fondamentale del connettivo è formata per lo più da protidoglicani che si legano a lunghe catene di acido ialuronico ed intrappolano acqua.

I fibroblasti producono la componente fibrillare (fibre collagene ed elastiche) e la sostanza amorfa (ialuronico, protidoglicani…). Dopo aver elaborato la matrice extracellulare rimangono imprigionati nelle fibre diventando fibrociti quiescenti. Un danno tessutale come quello indotto dal riscaldamento del laser CO2 stimola i fibrociti a tornare ad essere fibroblasti produttivi che riescono a ripristinare la corretta composizione della matrice con fibre collagene all’interno della sostanza amorfa con adeguato contenuto in acqua.

Si ristabilisce quindi la corretta permeabilità del connettivo con una cascata di effetti: aumento di nutrimenti che arrivano alla mucosa con miglioramento del turgore, aumento dell’idratazione con riduzione del prurito e bruciore, aumento del trasudato vaginale con diminuzione della secchezza e della dispareunia, recupero del trofismo, aumento del glicogeno cellulare, ricolonizzazione dei lattobacilli e diminuzione del pH. Dopo 1 mese da un solo trattamento laser gli studi istologici dimostrano che la mucosa vaginale presenta uno spessore notevolmente aumentato, con distacco cellulare superficiale e aumento del glicogeno cellulare.

Il trattamento

Il trattamento prevede una visita ginecologica preliminare atta a valutare il livello di atrofia ed i sintomi soggettivi delle pazienti, a valutare il livello di prolasso degli organi pelvici (che non deve essere superiore al secondo grado), ad escludere infezioni in atto e ad eseguire un pap-test che deve risultare negativo. Il manipolo laser viene inserito in vagina senza speculum e senza utilizzare lubrificanti o anestetici topici (che avendo una base acquosa andrebbero ad interferire con l’efficacia del laser). Le pazienti trattate riferiscono solo un lieve fastidio nell’inserzione del manipolo in vagina, nessun dolore durante il trattamento e solo un lieve fastidio nel trattamento delle porzioni più esterne.

Tutte le pazienti trattate non presentano alcun effetto collaterale nei giorni successivi al trattamento (se non un lieve bruciore in prima giornata e scarse perdite siero-ematiche in prima-seconda giornata) e tutte riferiscono miglioramenti della sintomatologia (miglioramento sintomo dolore a livello dell’introito vaginale, miglioramento bruciore, prurito, secchezza, dispareunia e miglioramento dei sintomi urinari come incontinenza-urgenza e cistiti ricorrenti) già dopo alcuni giorni dalla prima seduta. Visti gli inaspettati e sorprendenti successi dei trattamenti eseguiti con lo scanner intravaginale e vulvare nell’atrofia post menopausa, è ormai prassi trattare con lo scanner CO2 vulvare anche i casi di lichen scleroatrofico genitale della donna e dell’uomo (con miglioramenti evidenti in termini di idratazione, spessore della mucosa, vascolarizzazione, elasticità, minor prurito bruciore e ricorso a creme), i casi di vulvodinia (l’aumento di spessore della mucosa che il laser induce riesce a creare una sorta di cuscinetto per isolare le terminazione nervose nei punti trigger a livello vestibolare) e quelli di prurito perianale.

Dott.ssa Francesca Negosanti
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Specialista in Dermatologia e Venereologia