Le micosi delle unghie: come curarle

L’onicomicosi colpisce soprattutto le persone anziane e negli ultimi anni anche i giovani

L’onicomicosi è una alterazione della lamina unguale derivante dall’azione di funghi patogeni. In alcuni casi anche alcune muffe e lieviti possono esserne la causa. Per una corretta diagnosi bisogna effettuare l’esame colturale e microscopico, poiché la patologia può essere facilmente confusa con altre malattie (ad es. onicodistrofie post-traumatiche o da chemioterapici, psoriasi, psoriasi artropatica, ecc). Didatticamente si distinguono in: 1. Onicomicosi da dermatofiti, più frequenti ai piedi; 2. Onicomicosi da lieviti (Candida albicans), più frequenti alle mani. Secondo la letteratura medica, l’onicomicosi è causa di patologia ungueale nello 0,44% della popolazione tra i 17-27 anni; nel 15% della popolazione tra i 64-98 anni; nel 50% dopo i 40 anni. Quindi è una patologia molto frequente nelle persone anziane, anche se da qualche anno si è verificata una notevole riduzione dell’età di insorgenza. La causa sembrerebbe imputabile alla maggiore diffusione dell’attività sportiva con casi di onicomicosi anche in soggetti sotto i 30 anni e ad errate pratiche igieniche personali . Alla base di questo tipo di onicomicosi, in realtà, si riconoscono fattori di carattere ereditario sui quali concorrono numerosi agenti di rischio quali: età, patologie concomitanti (es. diabete mellito), traumatismi, immunodepressione (AIDS, farmaci), clima caldo umido, uso prolungato di calzature antinfortunistiche e sportive, frequentazione di locali per fitness, piscine e saune.

Forme di onicomicosi. L’onicomicosi può manifestarsi in diversi modi. L’onicomicosi subungueale disto-laterale, che è la forma più frequente, in cui l’unghia si presenta opaca, inspessita, con accumulo di sedimenti giallastri; l’onicomicosi prossimale, in cui l’infezione, sempre subungueale, ha origine a livello della matrice. Poco frequente, può verificarsi a mani e piedi ed è tipica dei soggetti immunodepressi; l’onicomicosi bianca superficiale (WSO), dove la superficie dell’unghia si presenta biancastra e ruvida, perché la colonizzazione è superficiale; l’onicomicosi totale distrofica, quando l’infezione interessa l’intera unghia, che si indebolisce e si deforma.

Sintomi. Fra i sintomi sono riconoscibili lo sfaldamento dell’unghia, che diviene friabile a livello distale, il suo ispessimento ipercheratosico (pachionichia) e il contemporaneo indebolimento. L’unghia appare biancastra o giallo-verdastra, distaccata dal letto ungueale nella porzione distale o laterale. Tipica la presenza di detriti maleodoranti che si sfaldano dallo spazio subungueale. Se l’onicomicosi è in fase avanzata, si possono accusare dolori alla digitopressione e/o spontanei a causa della deformità indotta dall’infezione.

Terapia. In questi casi si prescrivono antimicoticotici sistemici per os e/o antimicotici topici (lacche ungueali) per un periodo abbastanza lungo, anche 4-6 mesi. Di fatto, questi farmaci, uccidendo le ife fungine, facilitano la ricrescita dell’unghia sana che si sostituisce a quella malata. La terapia contro l’onicomicosi non termina però con la sola assunzione del farmaco. Bisogna infatti prestare molta attenzione alle eventuali recidive e associare il farmaco orale con prodotti antifungini ad uso topico. Infine anche l’innovativa terapia laser (Nd:Yag) può essere un valido ausilio contro l’onicomicosi, soprattutto nelle forme resistenti ai farmaci o nei pazienti che, a causa di malattie associate, non ne possono assumere.

Redazione Scientifica

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