Le verruche: quando e come intervenire

Il termine verruca deriva dal latino verrūca-ae, “rialzo, escrescenza”. La verruca è una lesione cutanea produttiva indotta da virus appartenenti alla famiglia del papilloma virus umano (HPV) che comprende oltre cento tipi diversi. Grazie a studi di biologia molecolare, oggi è possibile affermare che alcuni tipi virali sono associati a forme cliniche specifiche: ad esempio, l’HPV 1 è associato alle verruche palmoplantari, l’HPV 2 alle verruche volgari, l’HPV 3 alle verruche piane e gli HPV 6-8-11-16-18 alle verruche genitali o condilomi.
La lesione elementare della verruca è un’estroflessione cutanea costituita all’esterno dai vari strati dell’epidermide e all’interno dal connettivo vascolarizzato ed innervato.

La prevalenza delle verruche cutanee è valutata sul 7-10% della popolazione generale, in netto aumento da due/tre decenni. I bambini in età scolare e i giovani adulti costituiscono il principale serbatoio dei virus delle verruche volgari, con un picco tra i 10 e i 14 anni.
Il virus penetra nell’epidermide e infetta lo strato basale, determinando un aumento della velocità di replicazione. Gli HPV hanno uno spiccato tropismo per gli epiteli squamosi pluristratificati ed inducono uno specifico effetto citopatogeno del quale il coilocita (grande cellula dal nucleo eccentrico con ipercromasia e alone perinucleare chiaro) ne rappresenta l’emblematica morfologia.

Come e dove si trasmette
Il contagio può avvenire per via interumana attraverso il contatto diretto con una verruca di un’altra persona; il virus penetra nell’epidermide attraverso microabrasioni e raggiunge, infettandole, le cellule staminali dello strato basale. Va sfatato, pertanto, il concetto popolare molto diffuso della trasmissione attraverso sanguinamento o attraverso altri liquidi biologici.
Le docce delle palestre, le piscine e gli ambienti umidi ed affollati sono le aree dove tipicamente si può venire a contatto con l’HPV. L’umidità e le elevate temperature aumentano la velocità di replicazione virale. La trasmissione è favorita anche dai microtraumi.

Le parti del corpo più colpite generalmente sono le mani, i piedi e la zona genitale.

Le aree colpite
Le parti del corpo più colpite generalmente sono le mani, i piedi e la zona genitale. Le verruche sono, in genere, asintomatiche ma possono essere dolenti (soprattutto in sede plantare). Clinicamente, si manifestano in modo vario a secondo del tipo virale e della sede colpita. Le verruche volgari, ad esempio, dal diametro di pochi millimetri sono le più comuni e di solito si presentano sulle mani sottoforma di papule rosa-grigiastre a superficie ruvida ed irregolare (Foto 1). Sulla cute della fronte e delle mani dei bambini, invece, possono presentarsi papule rosee appena rilevate: le verruche piane. Verruche filiformi possono essere frequenti in aree come le labbra (Foto 2) o il bordo delle narici. A livello plantare le verruche possono assumere un aspetto a mosaico (Foto 3) o formare un verrucoma (Foto 4), mentre a livello genitale si presentano come lesioni vegetanti spesso multiple o confluenti (creste di gallo).

La diagnosi
La diagnosi è clinica ma la valutazione dermatoscopica spesso risulta dirimente (Foto 5). La frequente regressione anche spontanea delle verruche non giustifica l’astensione terapeutica vista la potenziale contagiosità; alcuni tipi di HPV, inoltre, sono responsabili del carcinoma della cervice uterina dal momento che l’HPV è anche un oncovirus. Circa il 70% di tutte le lesioni pretumorali sono attribuibili a due tipi di HPV (il 16 e il 18), mentre quasi il 90% dei condilomi è causato dai tipi 6 e 11. Risulta, dunque, importante adottare una giusta forma di prevenzione: la vaccinazione.

La vaccinazione
Il carcinoma della cervice uterina è la prima forma tumorale universalmente riconosciuta come completamente riconducibile a un’infezione virale. Tuttavia, solo le infezioni che diventano croniche possono trasformarsi, dopo alcuni anni, in una lesione tumorale franca. Oggi sono disponibili due tipi di vaccini contro l’HPV: il vaccino bivalente protegge contro i tipi 16 e 18 (i tipi di papillomavirus in grado di causare lesioni pretumorali) mentre quello quadrivalente offre una protezione anche contro i tipi 6 e 11 (quelli che causano il maggior numero di condilomi). Entrambi i vaccini inducono una migliore risposta immunitaria nelle persone più giovani.
Per questa ragione la campagna di vaccinazione è indirizzata alle bambine e ai bambini di età compresa tra gli 11 e i 12 anni; l’Advisory Committee on Immunization Practices (ACIP) nel 2011 ha raccomandato l’utilizzo del vaccino quadrivalente per l’HPV anche nei maschi. E’ stato dimostrato che il vaccino quadrivalente protegge anche dal tumore dell’ano, della vulva e della vagina.

I trattamenti
Nella pratica comune le verruche vengono trattate con metodi invasivi come la cheratolisi chimica, la diatermocoagulazione e la crioterapia (solitamente con azoto liquido). In casi selezionati, esse possono essere trattate in centri altamente qualificati con la moderna laserterapia. La sorgente di prima scelta che universalmente può essere utilizzata per il trattamento delle verruche (volgari, plantari, piane, filiformi e condilomi) è il laser CO2 10600 nm mentre il Dye laser 585-595 nm può essere utilizzato come sorgente di seconda scelta.

La laserterapia, oggi, rappresenta la migliore scelta tecnologicamente avanzata per la risoluzione delle verruche anche già precedentemente trattate con terapie tradizionali (Foto 6) e localizzate in sedi notoriamente difficili come quelle plantari (Foto 7). Circa una settimana prima del trattamento, può essere applicato quotidianamente un topico a base di sostanze emollienti e cheratolitiche che, riducendo lo spessore della verruca, consentono una maggiore penetrazione del laser.

Il laser CO2 agisce sul contenuto di acqua delle cellule. Questo laser determina una vera e propria vaporizzazione con un danno termico minimo che deve raggiungere ma non superare il derma reticolare superficiale. Il Dye laser 585-595 nm, invece, ha come target d’azione l’emoglobina e l’ossiemoglobina: questo laser agisce distruggendola componente vascolare delle verruche. Gli effetti collaterali osservati del Dye laser 585-595 nm sono transitori (eritema, edema e porpora). Subito dopo la seduta, la verruca assume un evidente colore bluastro mentre la cute circostante si presenta arrossata. La porpora cutanea regredisce progressivamente nei 10-15 giorni successivi.

Il post laser è semplice e consiste nell’applicare un topico antisettico, lenitivo, cicatrizzante, antinfiammatorio per alcuni giorni. Questi trattamenti di laserterapia sono ambulatoriali, quasi indolore, durano pochi minuti e consentono alle persone di tornare immediatamente alle normali attività lavorative. L’utilizzo di un sistema di raffreddamento cutaneo rende il procedimento estremamente confortevole, con una maggiore compliance del paziente ma talora può essere necessario applicare un anestetico locale. Molto interessante è il trattamento laser delle verruche plantari negli sportivi che non possono concedersi lunghi periodi di inattività, necessitando di allenamento continuo. Il numero delle sedute dipende dalla dimensione e dalle caratteristiche delle verruche. La risposta immune del soggetto può essere lenta; un controllo clinico periodico, anche dopo adeguata terapia laser, è indicato per scongiurare eventuali recidive.

A cura di:
Dott. Paolo Caterino
Specialista in Dermatologia e Venereologia

Dott. Giuseppe Lodi
Polo Dermatologico Aversa

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