Psoriasi: tutti i benefici dell’esposizione al sole

CONOSCERE LA PSORIASI
La psoriasi è una dermatosi persistente e duratura, a carattere infiammatorio, che colpisce circa l’1-2% della popolazione, interessa tutte le fasce d’età, senza prevalenza di sesso, ed è più frequente nella razza bianca. E’ caratterizzata dalla comparsa di chiazze eritemato-desquamative, con squame argentate superficiali e bordi netti. Pur non infettiva, tale patologia, ha un forte impatto negativo sulla vita personale, sociale e relazionale di chi ne è colpito, per il marcato disagio sia psichico che fisico, legato non solo alla gravità ma anche alle sedi delle lesioni.

La presenza delle chiazze sulle mani o altre zone visibili del corpo, il prurito ed il dolore possono interferire, infatti, con molte normali attività quotidiane e molti pazienti cambiano le proprie abitudini personali per il timore che si vedano le chiazze, limitandosi nell’indossare abiti corti, andare in spiaggia, in piscina o persino dal parrucchiere. Anche le chiazze localizzate sul cuoio capelluto infatti, che vengono spesso scambiate per forfora, possono essere particolarmente imbarazzanti. Le localizzazioni cutanea e annessiale sono quelle di più frequente riscontro, ma è ricorrente anche il coinvolgimento delle mucose e delle articolazioni. Può interessare la pelle in qualsiasi zona del corpo, e nella maggior parte dei casi gomiti, ginocchia, cuoio capelluto, parte bassa della schiena, viso, palmo delle mani e pianta dei piedi, unghie delle mani e dei piedi, tessuti molli della cavità orale e della zona genitale.

La psoriasi ha un forte impatto negativo sulla vita personale, sociale e relazionale di chi ne è colpito, per il marcato disagio sia psichico che fisico, legato non solo alla gravità ma anche alle sedi delle lesioni.

FATTORI SCATENANTI
Il soggetto affetto da psoriasi deve imparare a riconoscere quali sono le condizioni e le abitudini di vita che influenzano negativamente la sua malattia, e pertanto a saper modificare di conseguenza il proprio stile di vita per trarne beneficio. Ambienti malsani, stress, abuso di alcool, fumo, obesità, abitudini alimentari scorrette, mancanza di esposizione solare sono fattori che contribuiscono sicuramente ad aggravare la malattia. Ma non basta, è necessario che si sappiano individuare anche i fattori in grado di scatenare una psoriasi silente o una recidiva di cui è necessario informare il dermatologo affinché si intervenga nel percorso terapeutico da seguire ed eventualmente riformulare.

Tra i fattori scatenanti citiamo, in quanto riconosciuti tali, quelli di più comune riscontro:

Traumatismi: Traumi locali, ferite, graffi e abrasioni possono essere punto di partenza di nuove chiazze psoriasiche; anche un semplice tatuaggio può scatenare il fenomeno di Koebner e la
riacutizzazione di una psoriasi a placche. Per lo stesso motivo è bene evitare abiti di lana o tessuti irritanti a diretto contatto con la pelle. E ancora stare molto attenti alle Scottature solari o da lettini abbronzanti;
Infezioni: Faringotonsillite streptococcica, Candida albicans, Malassezia; infezioni delle alte vie respiratorie.
Farmaci: Sali di litio, interferone, beta bloccanti, ace inibitori, fans e salicilati; Interruzione brusca di trattamento cronico con corticosteroidi;
Fattori psicologici: Ansia, stress psichici e fisici sono i fattori che più spesso scatenano o aggravano l’andamento della patologia psoriasica. L’ansia ha una duplice sfaccettatura in quanto legata sia all’andamento proprio della malattia che all’impatto visivo della stessa che può compromettere le relazioni interpersonali;
Abitudini di vita: Consumo di tabacco e alcool (spesso associati a insorgenza precoce e maggior rischio di recidive di psoriasi). Obesità (aumenta il rischio di psoriasi grave);
Fattori Ambientali e Clima: Il freddo e i cambi di stagione sono fattori predisponenti. L’esposizione al sole ha generalmente un effetto favorevole a meno che non sia troppo intensa ed eccessiva.

psoriasi mano

IL SOLE AMICO “PER LA PELLE”
Generalmente, nel corso dell’estate, la psoriasi tende a migliorare sensibilmente o, addirittura, scomparire del tutto. Questo avviene in circa l’80% dei casi, senza dimenticare che circa il 5% dei casi invece peggiora con una eccessiva esposizione solare. E’ in particolar modo in presenza delle varianti pustolose ed eritrodermica della malattia, che si può verificare una recrudescenza dei sintomi. Del resto una delle cure canoniche per la psoriasi, la fototerapia, si basa proprio sull’utilizzo della parte cosiddetta “buona” dei raggi ultravioletti.

I raggi ultravioletti (UV) emessi dal sole hanno effetto distruttivo sui linfociti T della pelle, in questo modo il processo infiammatorio regredisce e rallenta la sovrapproduzione di cellule che è causa della comparsa delle squame sulla pelle. Naturalmente, il sole va però preso con precauzione per evitare scottature ed eritemi. Un’eccessiva esposizione solare quando ancora non si è abbronzati può essere responsabile di una recidiva o di un forte peggioramento del quadro clinico a causa del fenomeno di Koebner. E’ importante, non dimenticare mai come una scorretta ed esagerata esposizione solare può esporci ad altre problematiche e inficiare i miglioramenti attesi. Questo vale anche per l’esposizione alle lampade UV.
In ogni caso l’esposizione solare va sempre intesa quale valido supporter alle terapie tradizionali e sicuramente mai come trattamento sostitutivo delle stesse, in quanto non è in grado di sostituire la fototerapia PUVA o UVB a banda stretta.

Inoltre il sole agisce facendo aumentare la sintesi di vitamina D, la quale esercita la sua azione antipsoriasica, in quanto contribuisce a ridurre la velocità di crescita abnorme delle cellule della cute e attenua l’infiammazione allontanando i linfociti. Non è da escludere, come effetto aggiuntivo, che di per sé il relax al sole o una bella vacanza al mare agiscano da antipsoriasici in quanto stimolano la produzione di endorfine che elevando il tono dell’umore diminuiscono la percezione dello stress. In quest’ottica, il binomio sole e mare diventa una combinazione vincente per far regredire le lesioni, in quanto combina l’azione cheratolitica dell’acqua marina che livella le lesioni, con l’azione dei raggi solari, creando un effetto sinergico antinfiammatorio che lenisce il prurito delle lesioni, elimina le cellule morte e favorisce la rigenerazione cutanea. Bisogna comunque fare attenzione a non esporsi al sole dopo aver utilizzato da poco sostanze fotosensinilizzanti, tipiche nei trattamenti terapeutici della psoriasi, quali catrami o farmaci come la ciclosporina e l’etretinato, per i possibili effetti collaterali spiacevoli che possono causare, quali macchie sulla cute. Pertanto è sempre opportuno consultare il proprio dermatologo prima di decidere di esporsi al sole.

IL DECALOGO PER UNA CORRETTA ESPOSIZIONE SOLARE
Osservare alcune semplici suggerimenti rende estremamente terapeutici i raggi solari: • Mantenere una certa prudenza nelle prime esposizioni, per evitare le scottature, scegliendo le ore meno calde della giornata. L’esposizione deve essere graduale, con incrementi di 5-10 minuti al giorno evitando rischiose “full immersion” iniziali.

Sarebbe preferibile cominciare l’esposizione al sole gradualmente in primavera; prevenire le scottature solari e i possibili danni indotti dalle radiazioni ultraviolette, evitando l’esposizione nella fascia oraria più calda, che va dalle 11.00 alle 15.00;
• Proteggere la pelle con prodotti che abbiano un filtro adeguato al proprio fototipo, iniziando con fattori più alti, quindi più bassi nei giorni successivi ai primi. E’ importante stendere le creme uniformemente circa 15/20 minuti prima dell’esposizione, senza dimenticare orecchie, nuca e piedi, e rinnovare l’applicazione per mantenere la protezione, dopo essersi bagnati o asciugati o anche dopo aver sudato;
• Alternare, all’esposizione al sole, frequenti e brevi bagni, per via dell’azione decapante dell’acqua salata che favorisce il distacco delle squame e asciugarsi tamponando la pelle con l’asciugamano evitando lo strofinio;
• Consultare il Dermatologo per valutare l’opportunità di modificare la terapia d’estate, in considerazione di eventuali possibili interazioni tra sole e trattamento farmacologico in corso. Molti farmaci utilizzati, infatti, possono essere fotosensibilizzanti, quindi si è più predisposti alle scottature. Va valutata quindi l’interruzione della loro assunzione o in alternativa va accompagnata da particolari cautele durante i periodi di esposizione solare prolungata;
• Mantenere la pelle il più possibile pulita mediante l’utilizzo di detergenti non aggressivi quali saponi neutri o a base oleosa e oli detergenti di origine naturale. Può essere utile anche l’uso di creme doposole emollienti, protettive, non profumate, ricche di sostanze riparatrici e antinfiammatorie, che restituiscano alla pelle la giusta idratazione per mantenere l’elasticità cutanea e allo scopo di facilitare l’eliminazione delle squame, prevenire secchezza, prurito, grattamento ed escoriazioni;
• Bere molta acqua (almeno due litri al giorno) e succhi vitaminici. Un mese prima di sottoporsi ad esposizione solare sarebbe opportuno assumere integratori alimentari a base di vitamine A ed E, consigliati dallo specialista. Evitare le bevande alcoliche, che peggiorano la psoriasi e seguire un’alimentazione fresca e leggera: frutta e verdure di stagione, ortaggi, cereali, pane e pasta preferibilmente integrali, riso integrale, pesce, alimenti ricchi di antiossidanti, olio d’oliva, evitare formaggi fusi, burro, lardo, carne rossa, insaccati, fritture, uova;
• Evitare l’uso di crema depilatoria che potrebbe provocare allergie, preferire, l’uso del rasoio e, in assenza di placche, anche la cera a caldo/freddo, gli epilatori e le pinzette. Idratare rigorosamente la cute dopo la depilazione;
• Indossare abiti in fibra naturale, meglio se larghi e piuttosto comodi privi accessori che possano creare microtraumi a contatto con la pelle e usare calzature aperte e comode, per aiutare la pelle a traspirare e restare asciutta;
• Evitare le circostanze che creano sudorazione eccessiva che può peggiorare i sintomi;
• Prevenire le punture d’insetti con l’uso di repellenti privi di sostanze irritanti; in caso di punture di meduse o insetti, di contatto con erbe urticanti o alghe, procedere con i rimedi convenzionali, facendo attenzione a non grattare le lesioni, per non creare irritazione e riesacerbazione delle chiazze di psoriasi. Lenire il prurito con applicazione di pomate specifiche.

Redazione Scientifica

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