Le smagliature della pelle: la soluzione in un raggio laser

Le “striae distensae”, comunemente chiamate smagliature, costituiscono una delle problematiche di interesse medico-estetico più diffuse. In passato colpivano prevalentemente il sesso femminile, attualmente si sta registrando un forte incremento dell’incidenza del problema smagliature anche nel sesso maschile.

Le cause
Le cause delle smagliature non sono ancora chiare, tuttavia appare evidente l’influenza di disturbi ormonali sulla loro insorgenza: è a tutti noto, infatti, che esse compaiono principalmente in età puberale o nel corso della gravidanza, quando l’assetto ormonale subisce delle alterazioni significative. In queste situazioni si verifica inoltre un aumento di volume delle zone in cui sorgeranno le smagliature (fianchi, seno, addome).

Lo stiramento dei tessuti, abbinato ad una alterata resistenza degli stessi, causata dallo stato ormonale, determina una debolezza a livello della cute che, analogamente a quanto avviene ad un elastico, cede e si smaglia.
La smagliatura è causata, in fin dei conti, da un vero e proprio strappo dei tessuti al di sotto dell’epidermide. Altre condizioni in cui tipicamente compaiono le smagliature sono: la sindrome e la malattia di Cushing (caratterizzata da un eccesso di glucocorticoidi sia endogeni che esogeni – Cushing secondario); la terapia corticosteroidea protratta con alte dosi; l’attività fisica finalizzata ad un rapido aumento della massa muscolare, in particolare se associato all’uso di anabolizzanti; l’obesità, soprattutto se caratterizzata da repentini sbalzi ponderali.

Come si formano
Credenza comune, da smitizzare, è che le smagliature si manifestino in seguito a rapide perdite di peso o volume. In realtà la riduzione volumetrica può evidenziare la presenza di una smagliatura che si è formata nella precedente fase di dilatazione. Pensiamo ad un elastico: eventuali danni si osservano nel momento in cui viene rilasciato. Analogamente, la cute fintanto che è tesa non mostra danni evidenti, se non piccole alterazioni (eccetto i casi più gravi), quando si distende nei punti in cui sono comparse le smagliature, si osservano e si apprezzano al tatto zone che appaiono svuotate e poco elastiche.

Le aree colpite
Le aree anatomiche interessate condizionano la diffusione e l’orientamento delle smagliature.
Fianchi: spesso a reticolo con lesioni che si intersecano senza un orientamento preciso, anche se prevalgono quelle a direzione verticale.
Addome: in genere andamento radiale con centro verso l’ombelico; quelle disposte più lateralmente presentano disposizione verticale.
Seno: radiali verso l’areola. Regione lombare: orizzontali.
Arti: più frequenti nelle regioni prossimali, mediali (interno braccia e cosce), con andamento parallelo all’asse maggiore dell’arto. L’aspetto clinico delle smagliature risulta anch’esso molto variabile: si va da casi in cui sono estremamente sottili, fino a situazioni in cui appaiono molto larghe ed anelastiche (post gravidanza, terapie steroidee, Cushing).
Anche il colore è variabile: la fase iniziale, si caratterizza per un colorito rossastro che può diventare violaceo nei casi più gravi in genere conseguenti a terapia steroidea o al morbo di Cushing; quando sono stabilizzate in genere appaiono traslucide, madreperlacee e depresse sul piano cutaneo, il tessuto interessato, inoltre, perde spesso la capacità di pigmentarsi, per cui, anche se sottili, si rendono più visibili dopo l’esposizione al sole.

L’esame
L’esame istologico evidenzia assottigliamento delle fibre collagene e diminuzione delle fibre elastiche, con conseguente riduzione dello spessore del derma; alterazione strutturale dei fibroblasti che appaiono globosi e con scarsa attività metabolica, associata ad una significativa alterazione del circolo capillare con conseguente ridotto apporto nutritivo ai tessuti colpiti; epidermide assottigliata con strato corneo ispessito e giunzione dermo-epidermica appiattita.

Il trattamento tradizionale
Il trattamento delle smagliature ha, fino ad oggi, evidenziato grossi limiti e le tecniche adottate non hanno dato risposte soddisfacenti; ciò a causa della natura stessa delle strie che possono essere assimilate ad una cicatrice atrofica conseguente ad un processo infiammatorio e caratterizzata da uno scompaginamento della struttura epidermica e dalla perdita della normale funzione di sostegno del tessuto connettivo.

I limiti delle tecniche tradizionali finora adottate sono da ricercare nella incapacità di correggere contemporaneamente le alterazioni che caratterizzano le strie:
• ripristinare la continuità della superficie cutanea;
• riparare il danno del microcircolo all’interno della smagliatura, responsabile dell’alterato metabolismo locale con conseguente alterazione dell’attività fibroblastica e melanocitaria;
• recuperare la normale funzione fibroblastica al fine di produrre collagene ed elastina normali per poter ristrutturare il connettivo e ridare elasticità allo stesso;
• riattivare la melanogenesi per consentire alla smagliatura di acquisire una pigmentazione simile alla cute sana circostante.

Le terapie fino ad oggi adottate (veicolazione trans-dermica e biostimolazione, peeling medi e profondi con acido glicolico, piruvico e tricloroacetico, chirurgia) hanno mirato a fornire nutrienti al tessuto danneggiato, stimolare il microcircolo, creare un danno controllato capace di indurre una rigenerazione tissutale, stimolare la pigmentazione.

Il trattamento laser per la rimozione delle smagliature
Le recenti tecniche laser combinate hanno raggiunto risultati soddisfacenti. Si ottiene la risoluzione totale soprattutto delle smagliature in fase infiammatoria, interrompendo il processo e recuperando la normale funzione cutanea prima che i danni diventino permanenti. Sulle smagliature più vecchie e più larghe le risposte alle terapie sono state spesso scarse registrando parziale riempimento del deficit del connettivo, parziale avvicinamento dei margini, parziale repigmentazione.

Non bisogna, però, dimenticare di idratare costantemente l’area interessata con prodotti specifici attraverso un massaggio che ne facilita l’assorbimento.

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