La tinea: tutta colpa dei funghi

Le infezioni da funghi dermatofiti vengono descritte con il termine latino “tinea”, seguito dalla specificazione della sede colpita: tinea capitis, tinea faciei, tinea barbae, tinea corporis, tinea manuum, tinea pedis, tinea cruris e tinea unguium1-3.

La tinea rappresenta una dermatofitosi ubiquitaria causata da tre generi differenti di dermatofiti: TrichophytonMicrosporum ed Epidermophyton che si distinguono per la forma dei macroconidi che si sviluppano in coltura.

I dermatofiti si nutrono della cheratina presente nello strato corneo dell’epidermide e degli annessi cutanei, provocando delle caratteristiche chiazze di colore rosa-rossastro, a bordi netti e microvescicolari e a progressiva apparente guarigione centrale. Data la loro caratteristica di essere cheratinolitici (dotati di cheratinasi) e cheratinofili, questi funghi sono capaci di lisare le strutture cornee e di utilizzare, come nutrimento, i prodotti di demolizione.

I dermatofiti che, più frequentemente, invadono i capelli, la pelle e le unghie sono: Trichophyton mentagrophytes e verrucosum, Microsporum canis ed Epidermophyton floccosum4. I capelli colpiti possono mostrare un’infezione del tipo ectotrix o endotrix (tigna favosa) e, nel caso di microsporia, presentano una fluorescenza giallo-verdastra alla luce ultravioletta.

Cani e gatti sono gli ospiti naturali del fungo Microsporum canis5 che causa circa il 90% delle micosi nei gatti e circa il 60% delle micosi nei cani. La propagazione avviene attraverso spore presenti nell’ambiente (in particolare zone umide, terreno e scarpe). In alcuni casi, ci potrebbe essere una risposta suppurativa dell’ospite all’infezione fungina che caratterizza le dermatomicosi dei follicoli piliferi della barba6 e del cuoio capelluto, il Kerion Celsi7,8. Quest’ultima è dovuta all’infezione da parte di dermatofiti zoofili, talvolta geofili, complicata da agenti batterici9. L’affezione risulta comune nelle zone rurali.

Come si manifesta

La tinea corporis, invece, si manifesta con lesioni costituite inizialmente da una macula eritematosa, pruriginosa, il cui centro è squamoso; i margini sono vescicopapulari e la chiazza si estende centrifugamente, talora assumendo aspetti a bersaglio. L’utilizzo sconsiderato di steroidi topici potrebbe sconvolgere l’aspetto clinico tipico della malattia per la perdita della maggior parte degli elementi semeiotici causando una forma particolare di tinea chiamata incognito10-12, caratterizzata de remissioni spontanee ed estensioni dell’infiammazione. Le dermatofizie possono colpire anche le grandi pieghe, la cute glabra, le mani e i piedi.

La trasmissione della tinea avviene per contatto diretto cutaneo con persone o animali infetti, oppure indirettamente tramite spore presenti in: biancheria, indumenti, strumenti professionali, spazzole e pettini.

Diagnosi

La diagnosi, spesso già clinicamente evidente, può essere confermata con il prelievo di materiale biologico che viene esaminato attraverso la microscopia diretta e messo in coltura su terreno di Sabouraud (acqua, glucosio, peptone, agar) per identificare il tipo di fungo coinvolto. Grazie a tali tecniche, il medico specialista può programmare una terapia antimicotica specifica per l’agente eziologico, tenendo in considerazione anche lo stato immunologico del paziente, il tipo di zona colpita dalla tinea e l’estensione delle manifestazioni cliniche.

La diagnosi differenziale, a seconda dell’area del corpo colpita, viene posta con: pitiriasi rosea di Gibert, eczematidi, eruzioni da farmaci, dermatite nummulare, eritema multiforme, pitiriasi versicolor, eritrasma, psoriasi, sifilide secondaria, alopecia areata e micosi fungoide13,14.

Terapia

La terapia si avvale di farmaci antimicotici, usati sia per applicazione locale (creme, polveri, lozioni) che per via sistemica; quest’ultima risulta più indicata nelle forme estese, nelle infezioni croniche o di vecchia data15.

I farmaci più utilizzati per via sistemica sono il fluconazolo, l’itraconazolo, la terbinafina e la griseofulvina16-18. I derivati imidazolici bloccano la sintesi dell’ergosterolo, molecola non presente nell’organismo delle cellule eucariote dei mammiferi: le proprietà della membrana cellulare si modificano e si altera la permeabilità e l’attività dei suoi enzimi. Nei pazienti pediatrici che soffrono di prurito severo potrebbero essere frequenti superinfezioni batteriche, soprattutto da parte di Staphylococcus aureus19.

Trattamento

Il trattamento è di solito abbastanza lungo, dato che la risoluzione completa della malattia richiede circa tre settimane. Di fondamentale importanza risulta la prescrizione di detergenti riacidificanti e medicati, adatti a contrastare l’evolversi della patologia e/o a prevenire eventuali recidive.

A cura di 
Dott. Paolo Caterino
Specialista in Dermatologia e Venereologia

Bibliografia

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