Alimentazione in gravidanza: proteine, fosforo e calcio per un corretto apporto nutrizionale

L’alimentazione costituisce per tutti gli individui una necessità vitale con condizionamenti anche psicologici e culturali e, come affermava il filosofo greco Anassagora già nel 500 a.C., visto che assumendo ” il pane e l’acqua, crescono ossa, unghie, cervello, dobbiamo dedurre che nel pane e nell’acqua siano contenuti i semi….di tutte le parti del corpo’’.

Infatti gli alimenti, oltre a fornirci l’energia necessaria al normale svolgimento delle nostre attività quotidiane, ci “regalano” i principi nutritivi (semi) indispensabili a tutte le fasi della crescita e della vita, contribuendo al mantenimento di uno stato psicofisico ottimale in ogni situazione. Si deve anche sottolineare che la nostra alimentazione è fortemente legata a tradizioni, storia e cultura territoriali che, come preziosi ricordi, non dobbiamo perdere o rinnegare, ma con cui dobbiamo confrontarci acquisendo corrette abitudini alimentari, frutto di una condivisione tra vecchie e nuove conoscenze scientifiche.

I bisogni dell’organismo variano in relazione a diversi fattori, quali l’età, il sesso, l’attività lavorativa e\o fisica, i periodi fisiologici che attraversiamo e, soprattutto nella donna, la gravidanza, l’allattamento, la menopausa, che rappresentano tre fasi particolarmente impegnative a causa degli ‘sconvolgimenti’ ormonali che le caratterizzano.

Durante la gravidanza, il benessere del bambino dipende dalla salute fisica e mentale della madre, per tutto il periodo gestazionale e anche dopo, durante l’allattamento. La sottile e meravigliosa relazione che lega ogni madre al proprio bambino si manifesta anche con la scelta oculata degli alimenti e di uno stile di vita sano. Partendo dalla premessa che ogni donna ha un bisogno ed un gusto alimentare diverso da un’altra, non può esistere una dieta che vada bene per tutte, ma occorre tenere conto dello stato di salute e del peso iniziali, anche di eventuali condizionamenti ambientali e culturali.

L’alimentazione deve essere varia con una giusta quantità di carboidrati, ma arricchita di proteine “nobili”, vitamine, e sali minerali

Generalmente per una donna sana in gravidanza, le proteine (contenute nel latte, uova, carne rossa e bianca, pesce) dovrebbero subire un incremento di circa g 10\die al fine di assicurare il giusto accrescimento tissutale materno e fetale come pure per le vitamine, il calcio ed i sali minerali sono previsti supplementi mirati e variabili durante tutto il periodo interessato.

Per i lipidi e i carboidrati non occorre alcuna variazione degna di nota, piuttosto bisogna tenere sotto controllo la quantità e la qualità dei nutrienti, preferendo il consumo di lipidi di origine vegetale da utilizzare crudi (ricchi di Acidi Grassi Monoinsaturi ed Essenziali) e dei carboidrati complessi, anche integrali, limitando il consumo di dolci e zuccheri semplici.

Vista l’aumentata richiesta del ferro durante tutto il periodo gestazionale è indispensabile un continuo monitoraggio ematico ed un supplemento di circa il 30-60 mg\die nell’ultimo trimestre, talvolta difficile da garantire con la sola alimentazione abituale, infatti è necessario seguire i consigli del proprio medico di fiducia.

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Riassumendo, per una donna sana, generalmente si consiglia un incremento percentuale dei seguenti componenti nutrizionali: proteine +15%, Fosforo +50%, Calcio +50%. E’, inoltre, indispensabile associare ad ogni pasto, una buona quantità di verdure ed ortaggi cotti (soprattutto se la donna dovesse risultare negativa al test della toxo plasmosi), legumi, frutta fresca, acqua (necessaria ad eliminare anche le scorie del feto) ed olio crudo.

Il modo di cucinare deve essere semplice, escludendo le fritture, i soffritti, le salse piccanti, la carne poco cotta, i frutti di mare crudi, le uova crude e le lavorazioni che prevedono alimenti crudi (creme, ricotta, maionese…), sostanze nervine (caffè, tè, coca cola). Vietato naturalmente l’uso di alcolici (vino, birra…), superalcolici e sigarette.

Per ogni donna è auspicabile allattare al seno il proprio figlio per diversi motivi (maggiore immunizzazione, minore rischio di allergie generiche o intolleranze al latte del bambino, maggiore prevenzione dei tumori al seno per la madre), pertanto occorre precostruire tutte le sostanze nutritive di cui avrà bisogno già durante la gravidanza.

Di solito, se una donna non ha ancora smaltito una buona percentuale dei chili accumulati nei nove mesi, non occorre aumentare eccessivamente la soglia calorica, bensì occorre incrementare la quantità proteica, vitaminica e l’apporto di calcio, fosforo e iodio, quest’ultimo riscontrabile soprattutto nel pesce fresco indispensabile dall’ultimo trimestre di gravidanza, al primo di allattamento.

Una donna che allatta, dopo 1-2 settimane dal parto, in genere produce circa 700-800 ml\die di latte. Tenuto conto che in 100 ml di latte materno troviamo circa 1.2 g di proteine, occorre incrementare, nell’alimentazione materna, l’apporto proteico di circa 18g\die nei primi mesi, per arrivare a 12g\die nei mesi successivi, come raccomandato peraltro dalla FAO e dalla Commissione Europea.

Relativamente al Calcio, fosforo e magnesio, il fabbisogno richiesto è uguale a quello della gravidanza, occorre invece incrementare l’apporto di zinco e iodio e delle vitamine. I consigli dietetici per una donna sana che allatta al seno il proprio figlio, non si discostano eccessivamente da quelli della donna in gravidanza, tuttavia alcuni ortaggi si devono evitare per non fare assumere un sapore sgradevole al latte (cipolle, aglio, asparagi, peperoni, cavoli…).

Dott.ssa Sabina Fonti
Specialista in Biologia

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