Allattamento al seno: tutti i vantaggi per la mamma e il suo bambino

L’allattamento al seno non è un optional, è il continuum della gravidanza. Il seno sostituisce la placenta e, come la placenta, è un organo intelligente che sa analizzare i bisogni del bambino e produrre le sostanze necessarie.

Ad ogni contatto del bambino con il capezzolo avviene uno scambio di informazioni e il seno produce il tipo di latte che il bambino richiede al momento: acquoso se ha sete; denso se ha fame; pieno di anticorpi quando ha batteri in bocca; pieno di tranquillanti quando è agitato, ecc…

Il ruolo delle endorfine

Un ruolo particolarmente importante, e non si trovano nel latte in formula, lo hanno le endorfine. Gratificano il bambino, quindi gli offrono una base esistenziale di felicità. La loro assenza chiaramente produce l’opposto: il bambino tenderà velocemente alla frustrazione. Inoltre le endorfine sono armonizzatori dei sistemi fisiologici, dei pilastri della salute e attivatori del cervello destro. Promuovono l’apprendimento delle cose del mondo e attivano le capacità relazionali. Ricreano una situazione simile allo stato paradisiaco all’interno del liquido amniotico.

 

L’allattamento, per tutta l’esogestazione, dal punto di vista del bambino è una necessità per finire di formarsi e quindi un suo diritto biologico. Ma è anche un diritto della donna. È vero che l’allattamento è stato vissuto, soprattutto in passato, come una fatica, un vincolo, un attacco all’estetica del corpo della donna. Ma i canali biologici spingono il corpo materno verso l’allattamento e si «ostinano» a produrre prolattina e a ingorgare i seni.

L’allattamento offre alla donna un’intensa gratificazione

La consapevolezza di tutto ciò deve essere supportata da operatori e operatrici, che fondamentalmente credono in questo. Che abbiano «inside» la conoscenza di tutti i benefici del latte. «Il counseling care» (prendersi cura di una persona che deve decidere il meglio per sè) è lo strumento per sostenere le madri che allattano.

Un ruolo particolarmente importante, e non si trovano nel latte in formula, lo hanno le endorfine.

Come per il parto, anche per l’allattamento ci deve essere un training prenatale. L’allattamento deve essere stimolato e promosso il più possibile, ma sempre nel rispetto delle condizioni globali, del contesto e delle scelte delle donne. Nei gruppi post-natali si possono cercare insieme modalità e non raramente il gruppo stimola le madri che avevano già rinunciato a rioffrire il seno ai bambini e riprendere l’allattamento.

Quando non è possibile

Per quelle donne che non hanno la possibilità di allattare, è possibile avvicinare le condizioni dell’allattamento artificiale a quello naturale, stimolando il contatto pelle a pelle, cuore a cuore, alternando la posizione del bambino da un braccio all’altro, creando intimità quando è l’ora del cibo e accompagnando la somministrazione del cibo con un nutrimento sensoriale: lo sguardo, il suono delle parole, il tatto, l’odore della mamma, in modo che diventi un momento relazionale intenso.

L’allattamento è parte del ciclo sessuale della donna, per molte madri è un momento di pace, di soddisfazione profonda, in cui riconosce di essere insostituibile e si sente adorata. È un dono, sebbene sia difficile stabilire chi dà e chi riceve.

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Redazione Scientifica

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