Studio americano: il sole invecchia la pelle, non solo d’estate

L’impiego di una adeguata fotoprotezione può ridurre l’insorgenza di patologie fotoindotte dal “sole urbano”

Nel 2012, è stato pubblicato su “The New England Journal of Medicine” uno studio dal titolo: “Images in clinical medicine: Unilateral Dermatoheliosis” di Gordon e Brieva relativo alla storia di un

uomo di 69 anni (nella foto) che presentava da circa 25 anni una graduale ed asintomatica comparsa di rugosità cutanea localizzata solo al lato sinistro del volto.

Clinicamente, l’uomo mostrava ipercheratosi, presenza di comedoni aperti e aree di elastosi nodulare. L’esame istopatologico ha mostrato un accumulo di materiale elastolitico nel derma e la formazione di milia all’interno dei follicoli piliferi.

Fonte: www.nejm.org

Grazie allo studio istologico e ai dati clinic, è stata posta diagnosi di sindrome di Favre-Racouchot, nota come dermatoeliosi.

Le cause

Il paziente ha riferito di aver guidato un camion in modo continuativo per 28 anni. I raggi ultravioletti-A (UV-A) passanti attraverso il vetro del finestrino, lo hanno colpito per decenni solo a sinistra e, penetrando negli strati superficiali del derma, hanno causato un ispessimento dell’epidermide e del corneo, nonché la distruzione delle fibre elastiche.

Come prevenire

L’impiego di una adeguata fotoprotezione SPF 50+ applicata al mattino prima di uscire da casa può ridurre l’insorgenza di patologie fotoindotte dal “sole urbano” come l’orticaria solare, una forma comune di fotodermatosi idiopatica, la lucite benigna e la dermatite polimorfa solare. A queste, vanno aggiunti i danni attinici come lentigo solari, cheratosi attiniche e cloasma.

Infine va ricordato che molti tumori cutanei sono fotoindotti come il basalioma e lo spinalioma.

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