Vitamina D: svelati i tempi di esposizione al sole

Secondo un recente studio, per fare il pieno di vitamina D in primavera e in estate, bastano dai 10 ai 20 minuti di esposizione solare. Tempi in inverno si allungano fino a 2 ore.
A dirlo una ricerca condotta dall’Università politecnica di Valencia, e appena pubblicata su “Science of the Total Environment”, dove è stato stimato il tempo necessario per ottenere 1.000 unità di vitamina D, la dose raccomandata ed il tempo limite per scongiurare la comparsa di eritemi in base ai tipi di pelle prevalenti tra la popolazione di Valencia.

Dai risultati è emerso che intorno a mezzogiorno nel mese di gennaio, sono necessari circa 130 minuti di esposizione al giorno. Dal periodo primaverile fino a luglio, invece, sono sufficienti appena 10 minuti. Al riguardo, gli studiosi invitano alla cautela.

Una eccessiva esposizione ai raggi solari, senza le dovute precauzioni, rappresenta comunque un rischio per la salute della pelle.

Ma quali sono i benefici della vitamina D?

Nota anche come “vitamina del sole”, é in realtà un gruppo di pro ormoni liposolubili.
La vitamina D ottenuta dall’esposizione solare o attraverso la dieta, viene convertita in sequenza nel fegato e nei reni nella sua forma biologicamente attiva: il calcitriolo.
Questo ormone interagisce con il suo recettore nel piccolo intestino aumentando l’efficienza dell’assorbimento intestinale di calcio e fosforo per garantire un’adeguata massa ossea per tutta la vita.

La carenza di vitamina D durante i primi anni di vita sviluppa nella donna un bacino appiattito, rendendo difficile il parto; nell’adulto provoca osteopenia e osteoporosi, aumentando il rischio di frattura. In sostanza, ogni tessuto e cellula del corpo ha un recettore della vitamina D.

Un deficit di vitamina D é stato inoltre associato ad un aumentato rischio di preeclampsia, sclerosi multipla, artrite reumatoide, diabete di tipo I e II, malattie cardiache, demenza, tumori mortali, e malattie infettive. Sappiamo d’altronde che una eccessiva esposizione al sole senza protezione adeguata (filtri solari) può provocare, in soggetti predisposti, l’insorgenza di cancro della pelle.

È importante tuttavia permettere che arrivi alla pelle una adeguata quantità di radiazioni UV i cui effetti protettivi, a dosi non eccessive, superano di gran lunga quelli dannosi.