Idratazione cutanea e cure termali: scopri i benefici

La cute è l’organo con cui l’interno del nostro organismo si interfaccia con l’ambiente esterno. Dispone, pertanto, di mezzi atti a neutralizzare stimoli che la possono alterare o ledere. Questi mezzi sono costituiti per lo più da sistemi enzimatici che richiedono, per un regolare funzionamento, nutrienti adeguati tra cui oligoelementi, sali minerali e acqua.

Bere una sufficiente quantità di liquidi ogni giorno consente di avere una pelle morbida, elastica ed in forma, motivo per cui si consiglia una assunzione quotidiana di almeno 2 litri d’acqua. D’altra parte oggi sappiamo che per il benessere e corretto funzionamento dell’organismo umano è fondamentale non solo l’idratazione generale ma anche l’idratazione cutanea.

Ma perché la pelle ha bisogno di acqua?

Vari studi hanno evidenziato che una corretta e idonea idratazione cutanea, e l’integrità della barriera che lipidi e proteine formano insieme all’acqua, garantiscono il mantenimento del tono e dell’elasticità delle fibre che sostengono l’impalcatura del derma, che a loro volta riescono così a sopportare e ad adattarsi a tutti i movimenti dei muscoli e delle articolazioni sottostanti. In condizioni ottimali a livello cutaneo è presente una percentuale di acqua intorno al 30-35%, se tale livello scende al di sotto del 20% si osserva: secchezza e disidratazione della cute.

L’epidermide, quando è disidratata, oltre a presentare un aspetto ruvido e opaco, può andare incontro facilmente a fissurazioni e screpolature. Il progredire di queste condizioni può essere messo in relazione all’impiego quotidiano di detergenti aggressivi che rimuovono i lipidi superficiali, all’invecchiamento della popolazione, all’aumento dei fattori ambientali inquinanti, alla indiscriminata esposizione al sole durante il periodo estivo. Si evidenzia pure che l’idratazione dello strato corneo dell’epidermide ha un positivo effetto anche verso gli strati più profondi migliorandone il metabolismo ed il turnover.

Essenzialmente l’idratazione cutanea dipende: dall’acqua proveniente dagli strati profondi, dall’integrità dello strato corneo (che può essere considerato come una membrana a bassa permeabilità con la capacità di ridurre la quota di acqua corporea perduta a livello trans-epidermico – TEWL o Trans Epidermal Water Loss – e di limitare il passaggio a sostanze esterne) e dalla presenza di fattori emollienti naturali (tipo aminoacidi, urea, acido lattico etc.) ad azione osmotica capaci di trattenere il 30% circa di acqua.

Quando l’acqua riesce a raggiungere la superficie cutanea si dispone, insieme con i lipidi sebacei ed epidermici, a formare la prima difesa della pelle contro l’ambiente esterno: il film idrolipidico, che costituisce un’importante barriera contro la perdita di acqua. Infatti si è visto che la mancanza di sostanze lipidiche sulla superficie epidermica ne aumenta notevolmente la permeabilità favorendo così una maggiore perdita di acqua. La presenza dei lipidi, dunque, sembra essere essenziale per la normale funzionalità della pelle.

Questi lipidi vengono prodotti dalle ghiandole sebacee e dalle cellule epidermiche. I lipidi sebacei ed epidermici si emulsionano con l’acqua della superficie cutanea, formando così una sottile pellicola che si dispone sopra lo strato corneo, come una prima barriera di difesa sia nei confronti dell’ambiente e della continua e perenne perdita d’acqua.

La prima difesa fisiologica contro la disidratazione è, quindi, costituita dallo stesso strato corneo. Alcuni studi hanno confermato che l’acqua arriva facilmente a livello della parte inferiore dello strato corneo, ma poi viene notevolmente rallentata durante l’attraversamento di questo strato. D’altra parte, la quantità d’acqua presente sulla superficie cutanea, che viene dispersa molto rapidamente, è maggiore di quella che, nello stesso tempo, vi giunge, conseguentemente la parte superficiale dello strato corneo appare molto disidratata. Molto importante per l’idratazione cutanea è anche il cosidetto “Fattore Idratante Cutaneo” o N.M.F. (dall’inglese Natural Moisturizing Factor).

Il Fattore idratante cutaneo è costituito principalmente da sali minerali, aminoacidi di vario tipo, zuccheri e aminozuccheri, acido piroglutamico, lattato di sodio e urea. E’ presente all’interno dei corneociti ove trattiene il 15% di acqua garantendo così l’idratazione dello strato corneo; ed è presente anche sulla superficie dell’epidermide, dove entra nella composizione del film idrolipidico che forma, come abbiamo visto, uno strato continuo sulla pelle. Questa miscela è in gran parte idrosolubile o facilmente asportabile anche solo con detergenti, quindi è molto facile perderne l’azione imbibente ed idratante.

Ovviamente l’uso di sostanze aggressive (colori, permanenti, shampoo esageratamente asportanti) facilita di molto la sua disgregazione. Anche il contatto prolungato con l’acqua, nonostante la protezione del film idrolipidico, causa un impoverimento del Fattore Idratante Cutaneo e di conseguenza si ha un’alterazione della funzione barriera. Infatti quando questo fattore si altera la pelle, perdendo più acqua di quanta ne catturi, diviene più secca, perde elasticità e anche l’attività delle cellule rallenta.

La pelle può quindi essere considerata come una barriera semi-impermeabile e pertanto il suo contenuto idrico è importante anche da un punto di vista patologico. Pur essendo ben noto il ruolo dell’idratazione cutanea, poca attenzione ancora viene data alla correlazione esistente con varie affezioni dermatologiche.

La pelle secca oltre che dipendere dall’età, dalla predisposizione genetica e da fattori ambientali, costituisce anche una condizione comune ad una serie di patologie come la dermatite atopica, la psoriasi etc.. Il suo impatto sul paziente in termini di disagio, prurito e alterata qualità della vita è enorme.

Nel trattamento globale di questi pazienti molta attenzione va dunque posta all’uso di sostanze emollienti in grado di ridurre il prurito e reidratare la pelle. In questo le acque minerali, utilizzate mediante metodica applicativa idropinoterapica (somministrazione di acque minerali a scopo terapeutico mediante bibita) e/o balneoterapica (immersione totale o parziale del corpo umano, ad esclusione del capo, a scopo terapeutico nell’acqua minerale) possono essere utili? La risposta è sicuramente affermativa.

Numerosi sono gli studi che hanno evidenziato i benefici che un adeguato apporto idrominerale può espletare a livello dell’apparato cutaneo. Le acque minerali grazie al loro contenuto in oligoelementi e sali minerali sono in grado di assicurare un ottimale trofismo cutaneo e un normale funzionamento dei sistemi enzimatici difensivi cutanei; ancora sono in grado di favorire una normale cheratinizzazione, il processo di reidratazione cutanea e il ripristino del Fattore Idratante Cutaneo, fattore che, come abbiamo detto sopra, può essere notevolmente compromesso da trattamenti tecnico-chimici come colori, decolorazioni o permanenti oltre che da inquinamento, vento, sole e freddo. Non dimentichiamo poi l’effetto peeling svolto da alcune acque minerali a livello cutaneo; la loro azione antinfiammatoria, in grado di ridurre lo stimolo eritematogeno indotto dai raggi ultravioletti (UV-B).

E’ stato anche dimostrato che gli oligoelementi presenti nelle acque minerali entrano nella composizione del terreno di coltura adatto per lo sviluppo delle cellule epiteliali cutanee, così come l’elevato contenuto in molte acque minerali di sali di calcio e magnesio consentono di esercitare un’azione lenitiva su cute sensibile.

Per tutte queste proprietà le acque minerali vengono oggi usate anche per la formulazione di cosmetici. Negli ultimi anni si è incominciato a parlare, infatti, di Crenocosmesi. Con tale termine si intendono tutti quei preparati a base di acqua di fonti termali o minerali ricche in oligoelementi che risultano preziosi per la biochimica, il metabolismo e l’idratazione cutanea. D’altronde una cute ben idratata e con Fattore Idratante Cutaneo (o NMF factor) ben conservato consente un miglior metabolismo cellulare, un miglior effetto protettivo e tolleranza a trattamenti chimici, una ridotta insorgenza di anomalie cutanee.

Tutto questo viene offerto dalle innumerevoli strutture termali di cui l’Italia è ricca, a tal uopo ricordiamo le Terme di Telese-BN, le Terme di Torre Canne-BR, le Terme Fonte delle Ninfe Nitrodi in Ischia-NA; le Terme di Lurisia in Mondovì-CN, i Giardini Poseidon Terme in Ischia-NA, le terme Stufe di Nerone in Bacoli-Na, etc.

Prof. Dott.ssa Maria Costantino

Specialista in Idrologia Medica

Docente a. c. Università degli Studi di Salerno

Specialista in Audiologia

Presidente Ass. F.I.R.S.Thermae (Form.ne Interdiscip. Ricerche e Scienze Termali)

Prof. Dott.ssa Maria Costantino

Specialista in Idrologia Medica Docente a. c. Università degli Studi di Salerno Specialista in Audiologia Presidente Ass. F.I.R.S.Thermae (Form.ne Interdiscip. Ricerche e Scienze Termali)