Palermo: G20 ADI-ADMG Dermatology International Congress

Palermo, la città fondata dai fenici, accoglie il Congresso “G20 ADI-ADMG Dermatology International Congress”, promosso e organizzato da ADI (Associazione Dermatologica Ionica) e ADMG (Associazione Dermatologi della Magna Grecia) dall’11 al 13 novembre 2021 presso l’Astoria Palace Hotel.

Il comitato di presidenza è affidato ai Proff. Rocco De Pasquale, Steven P. Nisticò e dal dott. Giuseppe Noto; la direzione scientifica del congresso al prof. Alberto Giannetti.

Il Congresso sarà di portata internazionale, con relatori stranieri e nazionali di comprovata esperienza e conoscenza in settori specifici della dermatologia, che garantiranno un alto livello di contenuti scientifici: una grande opportunità per conoscere e mostrare gli ultimi progressi nella cura, nella prevenzione, nella diagnosi e nel trattamento delle malattie della pelle.

Il programma

Saranno affrontati i temi più attuali ed importanti della dermatologia, saranno discusse le linee guida internazionali sulla disciplina, sarà confrontata la dermatologia italiana con quella del resto del mondo, lasciando spazio alla discussione in un’atmosfera di interattività.

Ci saranno sessioni dedicate alle correlazioni clinico-patologiche, allergie da contatto e dermopatie professionali, dermopatie e infiammazioni sistemiche, dermato-oncologia, dermato-chirurgia e laserterapia. Non mancheranno spazi dedicati alle nuove tecnologie e cosmetici innovativi.

Nella Prima Sessione programmata dell’evento, tra le ore 10,30 e le 12,30 di giovedì 11 novembre, avremo una rassegna di alterazioni dermatologiche particolari, di non comune osservazione, presentate come pillole di rarità da dermatologi o specializzandi in dermatologia interessati.

La sede

“Palermo è sicuramente una delle città più belle d’Italia. Un patrimonio mondiale dell’umanità con i suoi diversi stili e caratteri – scrivono i presidenti – che si armonizzano tra loro in una sorta di sovrapposizione culturale. Vi invitiamo in una città colorata, vivace, ricca di storia, dove non si rimane mai a corto di cose da fare o da vedere. Se mai, si rimane a corto di tempo per completare l’avventura in questa straordinaria città siciliana”.

Il G20 ADI-ADMG Dermatology International Congress è accreditato come attività formativa per medici specialisti secondo la normativa ECM italiana. La segreteria organizzativa è affidata a L’Orsa Maggiore. 

Il Premio ADMG alla Carriera sarà conferito quest’anno al Dott. Federico Ricciuti, Direttore Emerito dell’Unità Operativa di Dermatologia dell’ospedale San Carlo di Potenza. Tra i giovani dermatologi che presenteranno casi clinici sarà assegnato a sorteggio un’opera in 3 volumi del Prof. Giannetti.

mollusco contagioso

Il mollusco contagioso: i soggetti a rischio

Il mollusco contagioso è una patologia infettiva virale cutanea. Appartiene alla famiglia dei Poxviridae ed è sostenuta da virus a DNA. Il virus coinvolto nell’infezione è conosciuto come molluscum contagiosum virus, o più semplicemente con l’acronimo MCV.

L’unico ospite del virus è l’uomo. Si annoverano 4 tipi di MCV, identificati con i numeri dall’1 al 4. Il più diffuso in assoluto sembra essere l’MCV-1, mentre il più raro è l’MCV-2 (tipico vettore del mollusco contagioso degli adulti).

Solitamente il contagio avviene per contatto diretto (da persona a persona attraverso il contatto diretto pelle a pelle), oppure con oggetti contaminati (asciugamani, lenzuola, maniglie, rubinetti).

Immagine dermatoscopica

Per queste caratteristiche, il contagio è particolarmente frequente tra fratelli e tra bambini che vanno in piscina. Negli adulti, il contagio può avvenire anche per via sessuale.

Se le papule vengono grattate o strofinate aumenta il rischio di diffusione nelle aree vicine. Sembra che il mollusco contagioso sia più diffuso in bambini con un sistema immunitario compromesso o indebolito o che soffrono di dermatite atopica.

Il contagio

Spesso la propagazione delle lesioni provocate dal mollusco contagioso avviene per “autoinoculazione”: il paziente cioè, toccandole con le mani, può diffondere il virus in altre parti del corpo, tanto che le papule possono moltiplicarsi fino a diventare un centinaio.

Trattandosi di una malattia infettiva e virale che si trasmette da uomo a uomo, è richiesta la massima prudenza da parte di chi è affetto dalla malattia, al fine di diminuire il pericolo di contagio di terze persone.
Il riconoscimento precoce è di grande importanza sia per il trattamento sia per il contenimento del contagio verso gli altri.

Spesso si osserva un ritardo nella diagnosi e nella cura, dovuto al fatto che le lesioni solitamente non sono né dolorose né pruriginose, e quindi, a prescindere dall’aspetto estetico, non causano disturbo.

Clinicamente si riscontrano piccole papule che possono variare in numero (da poche unità fino ad alcune decine o centinaia) e dimensione (1-16 mm). In genere sono asintomatiche.

Chi colpisce

L’incidenza è alta soprattutto nei bambini di età compresa tra i 2 e i 10 anni; negli adulti vi è un secondo picco dovuto alla trasmissione sessuale.

Diagnosi

L’esame dermatoscopico consente di valutare allo specialistica la tipica ombelicatura centrale con una regione centrale biancastra più depressa ed un bordo rialzato di colorito rosso vivo.

Solitamente la clinica consente di porre diagnosi nei casi dubbi è possibile eseguire una biopsia con esame istologico per dirimere un eventuale dubbio diagnostico.

Il trattamento

La terapia prevede l’utilizzo di courrettage delle singole lesioni o crioterapia con azoto liquido, o laserterapia. Ciascun metodo ha i propri vantaggi e i propri effetti collaterali: sarà il medico specialista a consigliare la strategia più adatta per il bambino.

Finché il virus del mollusco contagioso è attivo, le recidive sono frequenti: possono quindi rendersi necessari più interventi.

A cura di: Michele Pezza – Specialista in dermatologia e venereologia

capelli grigi

Capelli grigi: la scoperta degli scienziati

In un nuovo studio pubblicato sulla rivista Genes & Development, sono state individuate le cellule responsabili della calvizie e dei capelli grigi.

La scoperta è stata fatta dai ricercatori della University of Texas Southwestern Medical Center in maniera del tutto accidentale.

Mentre tentavano di capire come il Neurofibromatosi di tipo 1, una malattia genetica rara, che provoca lo sviluppo di alcuni tipi di tumore.

LA SCOPERTA
Nel corso di esperimenti sui topi, il team di scienziati, guidati dal Dr. Lu Le (nella foto), professore di dermatologia presso la Southwestern Medical Center, ha scoperto che una proteina (KROX20), concorre alla formazione del pelo. Nei topi, queste due proteine ​​si sono rivelate importanti per la calvizie e incanutimento.

Quando i ricercatori hanno eliminato le cellule che producono KROX20, la crescita del pelo nei topi si è arrestata fino alla definitiva caduta. Eliminando il gene SCF, il pelo delle cavie è diventato bianco.

GLI SVILUPPI
“Anche se questo progetto è stato avviato nel tentativo di comprendere come certi tumori si formano, abbiamo finito per comprendere il motivo per cui i capelli diventano grigi”, ha detto il ricercatore Dr. Lu Le, nel comunicato stampa diffuso dall’università texana.

Sono necessarie ulteriori ricerche per capire se il processo funziona in modo simile negli esseri umani. “Con questa conoscenza, speriamo in futuro di creare un composto topico o per fornire in modo sicuro il gene necessario per correggere questi problemi estetici nei follicoli dei capelli,” ha spiegato il dr. Lu Le.

Il segreto per essere felici? Più facile di quanto sembri

I soldi non fanno la felicità. A dirlo, questa volta, è uno studio scientifico condotto dai ricercatori universitari della Nuova Zelanda.

Il segreto per essere felici si nasconderebbe dietro attività creative e rilassanti. Quali? Scrivere, dipingere e persino lavorare a maglia o uncinetto.

La ricerca è stata pubblicata sul The Journal of Positive Psychology ed è stata condotta da un’equipe dell’Università di Otago.

Lo studio

I ricercatori hanno analizzato un campione di 658 studenti universitari, a cui è stato chiesto di tenere un diario delle attività giornaliere e del proprio stato d’animo per un periodo di 13 giorni.

Dall’analisi dei diari, è emerso che gli studenti erano più ottimisti del solito nei giorni in cui avevano fatto più attività creative.

Latte e formaggi per combattere l’obesità: lo studio

Una tazza di latte al giorno riduce il rischio di obesità di bambini e adulti.

A dirlo un recente studio condotto in Cina presso l’Università di scienze e tecnologie di Qingdao e pubblicato sugli Annals of Epidemiology.

I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 30 studi già pubblicati sul consumo di latte e formaggi in riferimento al rischio di obesità.

Ebbene, contrariamente a quanto si pensava, i latticini non solo non rappresentano una minaccia per l’obesità, ma possono persino aiutare a perdere peso.

Nello specifico, gli studiosi hanno calcolato che per ogni 200 grammi di latte consumati al giorno (circa una tazza) il rischio di obesità di bambini e adulti si riduce del 16%.

Gli stessi ricercatori universitari sono convinti che si tratta di un risultato oltremodo significativo, in quanto può avere importanti risvolti sul fronte della salute pubblica.