capelli grigi

Capelli grigi: la scoperta degli scienziati

In un nuovo studio pubblicato sulla rivista Genes & Development, sono state individuate le cellule responsabili della calvizie e dei capelli grigi.

La scoperta è stata fatta dai ricercatori della University of Texas Southwestern Medical Center in maniera del tutto accidentale.

Mentre tentavano di capire come il Neurofibromatosi di tipo 1, una malattia genetica rara, che provoca lo sviluppo di alcuni tipi di tumore.

LA SCOPERTA
Nel corso di esperimenti sui topi, il team di scienziati, guidati dal Dr. Lu Le (nella foto), professore di dermatologia presso la Southwestern Medical Center, ha scoperto che una proteina (KROX20), concorre alla formazione del pelo. Nei topi, queste due proteine ​​si sono rivelate importanti per la calvizie e incanutimento.

Quando i ricercatori hanno eliminato le cellule che producono KROX20, la crescita del pelo nei topi si è arrestata fino alla definitiva caduta. Eliminando il gene SCF, il pelo delle cavie è diventato bianco.

GLI SVILUPPI
“Anche se questo progetto è stato avviato nel tentativo di comprendere come certi tumori si formano, abbiamo finito per comprendere il motivo per cui i capelli diventano grigi”, ha detto il ricercatore Dr. Lu Le, nel comunicato stampa diffuso dall’università texana.

Sono necessarie ulteriori ricerche per capire se il processo funziona in modo simile negli esseri umani. “Con questa conoscenza, speriamo in futuro di creare un composto topico o per fornire in modo sicuro il gene necessario per correggere questi problemi estetici nei follicoli dei capelli,” ha spiegato il dr. Lu Le.

Il segreto per essere felici? Più facile di quanto sembri

I soldi non fanno la felicità. A dirlo, questa volta, è uno studio scientifico condotto dai ricercatori universitari della Nuova Zelanda.

Il segreto per essere felici si nasconderebbe dietro attività creative e rilassanti. Quali? Scrivere, dipingere e persino lavorare a maglia o uncinetto.

La ricerca è stata pubblicata sul The Journal of Positive Psychology ed è stata condotta da un’equipe dell’Università di Otago.

Lo studio

I ricercatori hanno analizzato un campione di 658 studenti universitari, a cui è stato chiesto di tenere un diario delle attività giornaliere e del proprio stato d’animo per un periodo di 13 giorni.

Dall’analisi dei diari, è emerso che gli studenti erano più ottimisti del solito nei giorni in cui avevano fatto più attività creative.

Latte e formaggi per combattere l’obesità: lo studio

Una tazza di latte al giorno riduce il rischio di obesità di bambini e adulti.

A dirlo un recente studio condotto in Cina presso l’Università di scienze e tecnologie di Qingdao e pubblicato sugli Annals of Epidemiology.

I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 30 studi già pubblicati sul consumo di latte e formaggi in riferimento al rischio di obesità.

Ebbene, contrariamente a quanto si pensava, i latticini non solo non rappresentano una minaccia per l’obesità, ma possono persino aiutare a perdere peso.

Nello specifico, gli studiosi hanno calcolato che per ogni 200 grammi di latte consumati al giorno (circa una tazza) il rischio di obesità di bambini e adulti si riduce del 16%.

Gli stessi ricercatori universitari sono convinti che si tratta di un risultato oltremodo significativo, in quanto può avere importanti risvolti sul fronte della salute pubblica.

bionde

Studio americano: gli uomini preferiscono le bionde

Sono passati decenni da quando Marilyn Monroe ha dominato il grande schermo. Ma pare che gli uomini preferiscano ancora le bionde. Almeno è quanto suggerito da uno studio scientifico secondo cui gli uomini continuano a preferire le donne dai capelli biondi.

Il motivo? I ricercatori hanno scoperto che gli uomini giudicano le donne con i capelli biondi “significativamente” più giovani e dall’aspetto più sano. E le brune e castane? Sempre secondo lo studio, vengono considerate migliori come madri dei loro figli.

Lo studio

La ricerca condotta dagli psicologi della Augsburg University in Minnesota e pubblicata sul Journal of Social Psychology.

L’obiettivo della ricerca era di stabilire, per quanto possibile, in che misura il colore dei capelli delle donne può influire sul modo in cui vengono percepiti dagli uomini.

Lo studio ha rilevato che la maggior parte degli uomini generalmente associa le donne con capelli più chiari ad essere più giovani e attraenti rispetto alle donne con i capelli più scuri.

Anche se quest’ultime hanno un leggero vantaggio quando si tratta di matrimonio, poiché si ritiene che abbiano un maggiore “potenziale genitoriale”.

LEGGI – Le donne sono più atletiche degli uomini

Demenza senile: 3 caffè al giorno per ridurre il rischio

Basterebbero 3 tazzine di caffè al giorno per ridurre il rischio di demenza.

E’ quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista The Journals of Gerontology, Series A: Biological Sciences and Medical Sciences.

La ricerca ha coinvolto circa 6500 donne sopra i 65 anni nell’arco di 10 anni.

In base ai dati raccolti, i ricercatori hanno calcolato che chi assume 261 milligrammi di caffeina (l’equivalente di 3 tazze di espresso e 2 di moka) presenta un rischio di ammalarsi di demenza ridotto del 36%.

Per chi preferisce il tè, la dose sale a 5 tazze di tè nero.

Secondo un altro studio osservazionale condotto dal National Cancer Institute, le persone che hanno bevuto caffè, non importa quanto o che tipo, erano più longevi per un periodo di 10 anni rispetto ai bevitori di non-caffè.

Il team del National Cancer Institute ha utilizzato i dati delle persone che hanno preso parte a un ampio studio genetico in Gran Bretagna chiamato UKBankbank. Più di mezzo milione di persone si sono offerte volontarie per donare il sangue e rispondere a domande dettagliate sulla salute e sullo stile di vita per la ricerca in corso su geni e salute.

Il team ha analizzato chi ha bevuto caffè – quantità e tipo, anche decaffeinato – e ha cercato differenze in diversi geni coinvolti nel metabolizzare la caffeina. Poi hanno esaminato i tassi di mortalità in oltre 10 anni di studio.

Persino le persone che hanno dichiarato di aver bevuto più di otto bicchieri al giorno avevano meno probabilità di morire, in media, rispetto ai non bevitori.

I volontari erano per lo più britannici e avevano diverse abitudini di bere caffè rispetto a gran parte del resto del mondo. Per prima cosa, erano più propensi a bere un caffè istantaneo.