cinetosi

Cinetosi: quando viaggiare diventa un fastidio

La cinetosi, o più semplicemente mal di viaggio, è una condizione sgradevole che si verifica quando si è in movimento su un qualsiasi mezzo di trasporto.

I sintomi

I sintomi più comuni sono nausea, vertigini e malessere generale, comunemente noti come ‘mal d’auto‘, ‘mal d’aereo‘, o ‘mal di mare‘. In genere è considerato un disturbo di origine fisiologica e quasi tutti gli individui la sperimentano se esposti a stimoli di movimento.

Chiunque può soffrire di chinetosi, ma alcuni soggetti sono più vulnerabili di altri: donne e bambini i più vulnerabili.

Nella maggior parte dei casi, i sintomi inizieranno a migliorare non appena il nostro organismo si adatta alle condizioni che causano il problema. Ad esempio, se si soffre di chinetosi su una nave da crociera, i disturbi tendono a scomparire dopo un paio di giorni. Tuttavia, alcune persone non riescono ad adattarsi e i sintomi scompaiono del tutto quando si lascia l’ambiente che lista causando.

Chi colpisce

Chiunque può soffrire di chinetosi, ma alcuni soggetti sono più vulnerabili di altri. Le donne, ad esempio, sperimentano di frequente episodi di cinetosi, in particolare durante le mestruazioni o la gravidanza. Frequente anche nei bambini di età compresa tra i 4 e i 12 anni.

Quali sono le cause? 

La cinetosi è di solito associata ad un viaggio in auto, nave, aereo o treno. Tuttavia, è anche possibile che si verifichi sulle giostre e durante la visione di un film d’azione o ai
videogame
. Il nostro cervello contiene informazioni su dove ci troviamo e come ci stiamo spostando. Si aggiorna costantemente grazie ai dati forniti dagli occhi e dal sistema vestibolare, una rete di nervi, canali e fluidi all’interno dell’orecchio, che dà al nostro cervello il senso di movimento e di equilibrio.

Se c’è una mancata corrispondenza di informazioni tra questi due sistemi, il cervello non è in grado di aggiornare il proprio stato attuale e la confusione che ne sussegue può provocare nausea e vomito. Ad esempio, tale condizione si può presentare quando si viaggia in auto: i nostri occhi dicono al cervello che si sta viaggiando a più di 50 chilometri orari, ma il sistema vestibolare suggerisce che si è seduti.

Quando consultare un medico

E’ consigliabile chiedere il parere di un medico solo i sintomi persistono dopo aver smesso di viaggiare. In tal caso, sarà possibile escludere altre possibili cause, come ad esempio un’infezione virale dell’orecchio (labirintite).

I rimedi della cinetosi

Quando i sintomi sono lievi si può ricorrere a qualche tecnica fai da te, come fissare l’orizzonte o distrarsi ascoltando buona musica. La lettura, invece, può peggiorare i sintomi: meglio tenere gli occhi chiusi. L’ideale sarebbe scegliere una posto centrale se si viaggia in nave o aereo, dove la sensazione di movimento è ridotta al minimo.

Inoltre utilizzare un cuscino o un poggiatesta aiuta a mantenere la testa più ferma possibile. Evitate di fare pasti abbondanti o bere alcolici prima di partire: meglio un bicchiere d’acqua.

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cervello

Una dieta sana per il benessere del cervello

Dimmi cosa mangi e ti dirò che cervello hai. Un recente studio ha dimostrato che esiste una correlazione tra la dieta ed il volume encefalico.

Più l’alimentazione è sana, maggiore è il volume del cervello. E, in questo caso, le dimensioni contano. Vediamo il perché.

La ricerca

Secondo un gruppo di ricercatori olandesi, una dieta sana, incluso un elevato apporto di verdura, frutta, cereali integrali, latticini, noci e pesce, è associata a un volume cerebrale più ampio.

Pubblicato su Neurology online, lo studio hanno valutato la relazione della qualità della dieta con i volumi strutturali del tessuto cerebrale e le lesioni vascolari focali attraverso la risonanza magnetica su un campione di 4.213 partecipanti.

I risultati

I ricercatori hanno scoperto che una migliore qualità della dieta era correlata a un volume maggiore del cervello, al volume della materia grigia, al volume della materia bianca e al volume dell’ippocampo. Non c’era alcuna associazione tra qualità della dieta e volume della lesione della sostanza bianca, lacune o microbolli. Nello specifico, un volume cerebrale più ampio è stato associato ad un’elevata assunzione di verdure, frutta, cereali integrali, frutta a guscio, prodotti lattiero-caseari e pesce e un basso consumo di bevande contenenti zucchero.

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Perché lo sbadiglio è contagioso? La risposta della scienza

Una recente ricerca condotta dall’Università di Nottingham ha scoperto il perché sbadigliamo automaticamente quando vediamo qualcuno farlo, anche se l’intensità varia da persona a persona.

Lo studio

Secondo gli studiosi inglesi, questa tendenza viene automaticamente innescata dai nostri riflessi primitivi, nella corteccia motoria del cervello, l’area adibita al controllo dei movimenti. Gli ultimi risultati di questo studio rivelano, inoltre, che la nostra capacità di resistere allo sbadiglio quando guardiamo qualcuno farlo è limitata. Ma c’è di più. Ogni volta che tentiamo di resistere, la voglia aumenta. I risultati sono stati pubblicati il ​​31 agosto nella rivista “Current Biology“.

Ecofenomeno

Quando guardiamo un’altra persona sbadigliare, lo sbadiglio diventa contagioso e viene attivato in automatico. È una forma molto comune di “Ecofenomeno“: l’imitazione automatica di parole o azioni di qualcuno. Le persone con disordini di empatia come l’autismo sbadigliano meno quando vedono gli altri sbadigliare e sembra che gli psicopatici siano immuni agli sbadigli contagiosi.

Un altro aspetto importante che i ricercatori hanno scoperto è che la voglia di sbadiglio è specifica per ognuno di noi. Lo “sbadiglio contagioso” non è tipico solo degli esseri umani, bensì coinvolge anche scimpanzé e cani.

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Di quante ore di sonno abbiamo veramente bisogno?

Il sonno è un indicatore fondamentale della salute generale e del benessere psicofisico. Spendiamo fino a un terzo della nostra vita dormendo, e lo stato generale della qualità del sonno rimane una questione essenziale in tutta la nostra esistenza.

Anche se si è consapevoli del fatto che dormire bene la notte sia importante per la salute, non tutti possono ammettere di svegliarsi al mattino e sentirsi veramente riposati e soddisfatti.

A complicare ulteriormente le cose, ci si mette anche l’abitudine di assumere, in alcuni casi abusando, stimolanti come caffè e bevande energetiche, l’utilizzo di sveglie, e spie luminose, tra cui quelle dei dispositivi elettronici (tv, smartphone, etc…) che interferiscono con il nostro “ritmo circadiano” (veglia – sonno).

Di quante ore di sonno abbiamo bisogno?

Le ore dipendono in base all’età e agli stili di vita che influenzano la qualità e la quantità del sonno, come orari di lavoro e stress.

La National Sleep Foundation– ente di ricerca statunitense – ha condotto un’approfondita ricerca per fasce d’età: un team di 18 specialisti ha lavorato per due anni arrivando dunque a stilare delle linee guida “age-to-age”.

 

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In sintesi, il sonno di un neonato fino a 3 mesi è compreso tra le 14 e le 17 ore, mentre dai 4 a 11 ne bastano circa dalle 12 alle 15 ore. I bimbi di 1-2 anni devono dormire almeno 11 ore fino ad un massimo di 14, mentre in età prescolare (3-5 anni) il sonno raccomandato è tra le 10 e le 13 ore. In età scolare (6-13 anni) il range è compreso tra 10 e 11 ore. Per gli adolescenti (14-17 anni) bastano circa 8 ore. Quando si diventa adulti, ovvero dai 18 anni a salire e fino ai 65 anni è consigliabile riposare tra le 7 e le 9 ore. Agli over 65, invece, servono meno ore per riposare in maniera adeguata, fino ad un massimo di 8.

 

L’auricoloterapia laser nel dolore cervicale

L’auricoloterapia è una disciplina medica che utilizza il padiglione auricolare a scopo diagnostico e terapeutico. Ha una storia piuttosto recente, nata negli anni ‘50 per una geniale intuizione del medico francese P. Nogier, ed ha raggiunto, da alcuni anni, una larga diffusione a livello mondiale.

Questa disciplina si basa sul principio che sul padiglione auricolare esiste una rappresentazione delle strutture e funzioni dell’intero organismo (somatotopia auricolare, mappa auricolare) e che, stimolando alcuni punti con microaghi, sferette magnetiche o con luce laser (lunghezza d’onda 610-625 nm), si possono attivare dei meccanismi nervosi e bioumorali, determinando un riequilibrio delle funzioni alterate dell’organismo alla base di molte malattie e del dolore.

A differenza dell’approccio terapeutico farmacologico sintomatico che prevede l’assunzione di sostanze chimiche estranee al nostro corpo e non esenti da effetti collaterali, con l’Auricoloterapia si stimola l’organismo ad attivare dei sistemi endogeni di riequilibrio (endorfine, serotonina, ecc).

Di recente è stata introdotta una nuova terapia per il trattamento del dolore cervicale della cervicobrachialgia, maturata dopo alcuni anni di medicina complementare ed agopuntura auricolare.

La stimolazione auricolare con luce laser

L’agopuntura laser si basa sugli stessi principi del trattamento con gli aghi. Secondo i fondamenti della medicina cinese il corpo umano è un’entità attraversata da un’energia vitale, il Qi, che scorre lungo canali ben definiti, i meridiani, i quali percorrono l’intero organismo, collegando tutti gli organi e gli apparati in un’unità funzionale. Lungo i meridiani si trovano numerosi punti di agopuntura, attraverso i quali è possibile influenzare lo scorrere dell’energia vitale.

Nella concezione cinese le malattie nascono in seguito al disturbo della regolare circolazione dell’energia vitale nel corpo. Durante una seduta di agopuntura il medico cerca di eliminare blocchi o ristagni dell’energia vitale inserendo gli aghi in maniera mirata in determinate aree del corpo, in punti di agopuntura ben precisi. L’agopuntura laser agisce secondo lo stesso principio, ma gli aghi in questo caso sono sostituiti da un raggio di luce laser.

La luce laser, generata da uno speciale strumento, è composta da fasci di luce estremamente ordinati e concentrati, aventi tutti la medesima lunghezza d’onda (610-625 nm). Accanto all’azione specifica esercitata attraverso la stimolazione dei punti di agopuntura, i raggi laser attivano i processi di crescita e del metabolismo nelle singole cellule dell’organismo, favorendo inoltre l’irrorazione sanguigna e la scomparsa del dolore.

La profondità di penetrazione dei raggi laser nel corpo dipende dalla lunghezza d’onda selezionata e dalla potenza in uscita dell’apparecchio. Il dolore cervicale Per tratto cervicale si intende la porzione superiore dalla colonna vertebrale comprendente 7 vertebre (le prime due costituiscono il rachide cervicale superiore, le altre 5 il rachide cervicale inferiore).

Quando di parla di cervicale (cervicalgia in campo medico) si intende un dolore al livello del collo, che da lì tende ad irradiarsi alle spalle e, nei casi più gravi, alle braccia, rendendo difficoltosi i movimenti.

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Nella maggior parte dei casi, il dolore è originato da un’alterazione non grave che interessa le strutture meccaniche situate nella regione delle prime vertebre della colonna. Si tratta dei muscoli, dei legamenti, dei dischi intervertebrali e delle articolazioni posteriori che garantiscono il movimento (il collo ha un’estrema mobilità per consentire allo sguardo di orientarsi in tutte le direzioni) e il sostegno (il collo, struttura esile, sostiene la testa che è molto pesante).

Basta uno sforzo non adeguato istantaneo, brusco o prolungato a livello del collo, o una postura non corretta, a creare una lesione a queste strutture provocando il dolore.

Cause

Tra le cause della cervicalgia: sedentarietàposture scorrette (es. la dattilografa o lo studente che resta ore ed ore piegato in avanti sui libri e sulla tastiera del pc, i camionisti, gli agenti di commercio, ma anche guardare la tv dal letto, col capo ruotato sempre da una parte), discopatie, fattori traumatici (infortuni sul lavoro, impiego della testa per trasportare i pesi, colpo di frusta, lesioni traumatiche pregresse), ernia cervicale, artrosi cervicale, stress, utilizzo di cuscini inadeguati.

C’è chi è predisposto alla cervicalgia per difetti occlusali (rapporto tra arcata dentale superiore o inferiore) o del campo visivo (a partire dagli strabismi e i difetti di accomodazione) che possono generare a loro volta ipercifosi dorsale o iperlordosi lombare, come pure un aumento delle normali curvature fisiologiche della colonna.

Sintomi

La cervicale si caratterizza per numerosi sintomi: dolore al collo (muscolo contratto, rigido, dolente alla palpazione), spesso a tal punto da rendere difficili i movimenti del capo, come la rotazione o l’inclinazione; mal di testa, cefalea, emicrania, senso di sbandamento, offuscamento generale; talvolta vertigini e giramenti di testa.

Diagnosi

Si effettua con l’esame obiettivo per una valutazione muscolo-scheletrica e neurologica, per escludere problematiche più severe quali protusioni o ernie capaci di sollecitare o comprimere le strutture nervose. In caso contrario, il sospetto diagnostico e/o la severità del dolore obbligano il medico a effettuare un esame più approfondito con Rx, TAC, RM ed elettromiografia.

Terapia

Se il dolore è episodico, si utilizzano farmaci analgesici (es. paracetamolo, ibuprofene ecc.), in seconda battuta gli antinfiammatori non steroidei (Fans) e, più raramente, infiltrazioni di anestetici locali e cortisone. I farmaci possono essere applicati sia localmente (creme, cerotti, gel), che per bocca, per un periodo limitato (7-10 giorni). Un valido aiuto viene dato dai massaggi, dalle manipolazioni in mani esperte e dalle terapie fisiche (TENS, ultrasuoni, laserterapia, elettroanalgesia, massoterapia, termoterapia e agopuntura).

La cervicobrachialgia

La cervicobrachialgia è un disturbo caratterizzato da dolore che coinvolge innanzitutto il collo, per poi diffondersi alle spalle e agli arti superiori e alle mani, causando un senso di formicolio e di addormentamento.

Sintomi

La cervicobrachialgia si manifesta con torcicollo acuto, rigidità della regione cervicale e debolezza dei muscoli del collo, dolore cervicoscapolare, scapolare o radicolare. Il dolore, inizialmente moderato, si acuisce, fino ad estendersi alle spalle e agli arti superiori. Le braccia e le mani possono essere deboli, indolenzite, addormentate; questi sintomi sono spesso accompagnati da una sensazione di formicolio.

Terapia

È innanzitutto necessario accertare le cause che scatenano la cervicobrachialgia, per poter procedere con la terapia più adatta alla guarigione completa. La laserterapia e gli ultrasuoni sono usati per attenuare i sintomi dolorosi della cervicobrachialgia.

Nei casi più complicati, specialmente quelli in cui la radice del nervo può essere compromessa in modo permanente, può rendersi inevitabile un intervento chirurgico o infiltrazioni. Diversi pazienti affetti da dolore cervicale e cervicobrachialgia sono stati trattati con l’Agopuntura auricolare e la stimolazione laser del padiglione auricolare, con ottimi risultati a breve e lungo termine.

Dott. Carmine Prota
Specialista in Chirurgia Generale