Studio svizzero: essere generosi ci aiuta ad essere più felici

Essere generosi, non solo a Natale, può essere il segreto per sentirsi più felici

Anche solo pensare di compiere gesti di generosità può avere un effetto benefico sul cervello. A dirlo è una recente ricerca condotta dall’Università di Zurigo in Svizzera e pubblicata su Nature Communications.

Lo studio

Il team di scienziati, come riporta il Time hanno preso un  campione di 50 persone, comunicandogli che avrebbero ricevuto circa 100 dollari nel giro di poche settimane. Ad una metà delle persone è stato chiesto di impegnarsi a spendere la somma di denaro soldi per se stessi, e all’altra metà di impegnarli a favore di qualcuno che conoscevano.

L’obiettivo era quello di dimostrare se era sufficiente impegnarsi ad essere generosi per rendere le persone più felici. Quindi, prima della consegna del denaro, li hanno portati in laboratorio e hanno chiesto loro di pensare ad un amico a cui fare un regalo. Hanno eseguito scansioni MRI funzionali per misurare l’attività in tre regioni del cervello associate al comportamento sociale, alla generosità, alla felicità e al processo decisionale.

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Coloro che avevano accettato di spendere soldi per altre persone tendevano ad avere livelli più alti di felicità. Anche i piccoli gesti hanno un effetto benefico, come quello di portare caffè al compagno d’ufficio al mattino.

Gli studi hanno dimostrato che le persone anziane che sono generose tendono ad avere una migliore salute. Altre ricerche, poi, hanno indicato che spendere soldi per altri può essere talmente efficace da abbassare la pressione sanguigna, alla stregua di un farmaco o di un esercizio fisico.

Inoltre, secondo gli studiosi esiste un’associazione positiva tra aiutare gli altri e l’aspettativa di vita, in quanto, probabilmente aiuta gli altri a ridurre lo stress.

sonno

Ecco gli alimenti amici del buon sonno

Per dormire meglio dimenticate il latte caldo

Secondo un studio condotto dall’Università della Pennsylvania, mangiare pesce può essere la chiave per dormire meglio la notte.

La ricerca, pubblicata su Scientific Reports, ha stabilito che esiste un’associazione diretta tra il consumo regolare di pesce e l’alta qualità del sonno tra gli scolari cinesi; probabilmente grazie alla presenza di acidi grassi Omega-3. In gran parte a causa di quel miglioramento del sonno, i ricercatori hanno scoperto che i bambini hanno anche ottenuto punteggi più alti nei test del QI.

Dormire meglio mangiando pesce

“Esiste una relazione tra consumo di pesce e funzionamento cognitivo. Quello che documentiamo qui è che è il miglior sonno che spiega la relazione.

Lo studio

I ricercatori hanno chiesto a 541 scolari in Cina di età compresa tra 9 e 11 anni di descrivere le loro abitudini alimentari, compresa la frequenza con cui hanno mangiato pesce. I loro genitori, nel frattempo, sono stati invitati a rispondere a domande sui modelli di sonno dei loro figli. Gli studiosi  hanno poi somministrato ai bambini un test di QI al compimento del dodicesimo anno.

I risultati

Hanno trovato un legame tra il consumo regolare di pesce – più se ne mangia, più fa bene – ed un significativo miglioramento della qualità del sonno, ottenendo punteggi QI più alti.

Anche se lo studio ha coinvolto i bambini, per gli studiosi i benefici sono riscontrabili anche per gli adulti.

 

abbuffate natalizie

Consigli utili per non rinunciare alle abbuffate natalizie

Pronti per le abbuffate natalizie? Meglio preparasi in tempo

Nel corso del lungo periodo Natalizio le occasioni per festeggiare e ritrovarsi a tavola sono davvero molteplici e svariate. Le cene di lavoro per lo scambio degli auguri, gli aperitivi con i colleghi e i brunch serali con gli amici di sempre, tutti momenti di comunione e condivisione che si sommano ai cenoni e veglioni, tipici della nostra tradizione italiana.

Che siate a casa vostra, da parenti oppure al ristorante, a tavola giungono serviti i piatti più ricchi e gustosi in termini di calorie della nostra gastronomia: lasagne, cannelloni, pasta ripiena di ogni tipo, torrone, panettone, pandoro, frutta secca, ecc…

Onorare la tavola e la convivialità fa di certo bene allo spirito e concedersi serenamente il piacere del pasto luculliano nelle ricorrenze importanti non solo è concesso, ma è anche “doveroso”.  Talvolta, però, può accadere di eccedere nelle quantità, peggio ancora qualora i festeggiamenti ricorrano troppo frequentemente.

Se festeggiare, come tutti immaginano, fa bene emotivamente all’anima, sicché ci allontana e ci distrae dalle preoccupazioni e dai problemi della quotidianità, gli eccessi a tavola possono, talvolta, provocare qualche fastidio digestivo: senso di gonfiore prolungato, pesantezza e/o nausea, tutti disturbi tipici di queste occasioni.

In aggiunta, chi tiene in modo particolare alla forma fisica raggiunta con innumerevoli sacrifici e/o segue una dieta dimagrante teme di compromettere, in modo troppo deleterio, i propri sforzi.

Dunque, come salvaguardare la propria silhouette, senza rinunciare ad una qualche forchettata di troppo, in attesa dei molteplici cenoni e veglioni?

1.  Consumare tisane digestive

Per risolvere difficoltà digestive sono indicate tisane calde, non necessariamente bollenti, dopo il pasto. Vi ricordo che menta piperita, anice stellato, liquirizia, achillea, verbena odorosa, carvi, semi di finocchio, radice di genziana e zenzero sono tutti ingredienti che favoriscono la digestione ed hanno effetto carminativo, cioè “sgonfiano” la pancia.

2. Bere molta acqua

Bere assecondando sempre il senso della sete ci permetterà di smaltire la ritenzione idrica tipica delle pietanze saporite delle feste.

Si potrà, altresì, bere acqua anche sotto forma di infusi drenati e depurativi, non zuccherati. Ottimo anche il mirtillo, che contiene antociani utili a riattivare la circolazione sanguigna.

3. Pasti non abbondanti precedono quelli importanti

Il pasto che anticiperà quello importante dovrà essere leggero e ricco di vegetali. Prediligiamo piatti ipocalorici quali verdure crude o cotte che apportano sali minerali, vitamine e sostanze antiossidanti, come: sedano e finocchio, pomodori, carciofo e lattuga.

Limitare i farinacei, in primis: pane, pasta, riso, cracker, biscotti secchi, ecc… E’ una scelta valevole, in virtù del fatto che molto probabilmente più facilmente si abbonderà con questa tipologia di pietanze.

4. Masticare lentamente

Mangiare lentamente è essenziale, sicché oltre a permettere di gustare realmente i sapori e le sensazioni suscitate dal piatto che si ha dinanzi,  favorisce il raggiungimento del senso di sazietà, che percepiamo dopo circa 20 minuti da quando cominciamo a masticare.

Se mangiassimo velocemente, invece, ingeriremo più cibo del necessario, perdendo realmente la possibilità di apprezzare il piacere del pasto. Procedere con lentezza favorisce la nostra consapevolezza e regolazione del senso di fame e sazietà, limitando la frenesia della fame nervosa. Di certo, non è facile rallentare se si è passata la vita a correre, ma ci si può allenare…

5. Non saltare i pasti

Per evitare i cali di zucchero e gli attacchi compulsivi di fame improvvisa.

6. Essere parsimoniosi con i dolci natalizi

Centellinare e limitare il panettone o il pandoro avanzati dal festeggiamento solo ad una porzione al giorno.

7. Mantenere uno stile di vita attivo

Optare per delle lunghe passeggiate a piedi, preferendo le scale agli ascensori, e aumentare l’attività fisica consueta (passeggiate, bicicletta, nuoto, ecc.) sono sempre delle soluzioni validissime.

8. Evitare i propositi drastici

I festeggiamenti vanno vissuti senza tensioni: rinunciare ai piatti preparati per le feste può rivelarsi controproducente e indurvi ad un’abbuffata successiva.

Ricordiamoci che nonostante tutto Natale e Capodanno vengono una sola volta all’anno….

Buone Feste a tutti….

pesarsi

Pesarsi una volta al giorno può essere efficace in caso di dieta

Contrariamente a quanto si crede, pesarsi ogni giorno può aiutare a raggiungere più facilmente gli obiettivi prefissi per perdere peso. A dirlo è uno studio condotto dalla University of Pittsburgh School of Nursing e dalla Università della California.

La ricerca

Per arrivare alla loro conclusione, i ricercatori hanno analizzato i dati su 1.042 adulti con un’età media di 47 anni. Per un anno, i volontari si sono pesati usando bilance Wi-Fi o Bluetooth. Il team di ricerca non ha offerto ai partecipanti consigli o indicazioni specifiche.

I risultati

Alla fine dello studio, circa un terzo del campione ha mantenuto l’abitudine di pesarsi quotidianamente.

In media, gli intervistati hanno perso in media meno di 2 kg. Le cifre risultanti hanno rivelato che coloro si avevano monitorato il loro peso ogni giorno o sei volte alla settimana, avevano perso l’1,7% del loro peso corporeo nell’anno seguente: un importo che il team ha definito significativo. Al contrario, coloro che non si erano mai pesati, o lo avevano fatto una volta alla settimana, non avevano raggiunto gli obiettivi prefissi dal piano dietetico. I dati sono stati presentati all’American Heart Association Scientific Sessions 2018.

Gli autori ritengono che lo studio suggerisca che il controllo del peso corporeo spesso renda una persona più consapevole di come il loro stile di vita possa influenzare il loro peso, e apporta modifiche appropriate

esercizio fisico

Poco esercizio fisico più nocivo del fumo e del diabete

Svolgere poco esercizio fisico potrebbe rappresentare un serio rischio per la salute, maggiore rispetto al fumo, al diabete o alle malattie cardiache.

A dirlo sono i ricercatori della Cleveland Clinic che hanno studiato più di 122.000 pazienti che hanno partecipato a test su tapis roulant tra il 1991 e il 2014.

I risultati hanno mostrato che una migliore forma fisica cardiorespiratoria era legata ad un maggiore benessere che si traduce nel vivere meglio e più a lungo. Mentre la forma aerobica estrema forniva i maggiori benefici, specialmente ai pazienti sopra i 70 anni e ai pazienti con ipertensione.

Lo studio ha anche affermato che il rischio rappresentato dal non svolgere esercizio fisico era lo stesso o superiore ai tradizionali fattori di rischio come il fumo o il diabete.

Lo studio è stato pubblicato il 19 ottobre sul Journal of American Medical Association Network Open.

Il mese scorso, uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rilevato che 1,4 miliardi di persone in tutto il mondo sono fisicamente inattive, mettendo a rischio malattie come il diabete.

A giugno, un rapporto dei Centers for Disease Control and Prevention ha affermato che solo il 23% degli americani stava facendo abbastanza esercizio fisico. Le linee guida CDC suggeriscono agli americani di sottoporsi a 150 minuti di esercizio aerobico moderato alla settimana, insieme ad attività di potenziamento muscolare due volte a settimana.

Ma anche l’esercizio di due giorni alla settimana potrebbe offrire vantaggi. A maggio, uno studio dall’Istituto per l’esercizio fisico e la medicina ambientale al Texas Health Presbyterian Hospital e all’University of Texas Southwestern Medical Center ha rilevato che praticare esercizio fisico da due a tre giorni alla settimana poteva ridurre al minimo l’irrigidimento delle arterie di medie dimensioni.