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HPV: informazione e prevenzione in emergenza Covid

L’HPV è una malattia infettiva causata dal “Papilloma Virus” a trasmissione sessuale, di origine virale, di cui ne esistono oltre 205 tipi, anche se solo un piccolo numero di essi sono ritenuti HPV ad alto rischio per il cancro cervicale.

E’ stata confermata l’evidenza oncogena per 12 tipi di HPV che causano il 99,7% dei tumori cervicali, di cui i ceppi HPV 16 e 18, sono responsabili di oltre il 70% dei casi di tumore della cervice.

I ceppi oncogeni del virus, sono inoltre responsabili di circa il 90% dei tumori dell’ano, 70% della vagina, 50% del pene e 26% dell’orofaringe (e anche di displasia cervicale, cancro della vulva, cancro testa collo, condilomi ano genitali e papillomatosi respiratoria ricorrente).

I papilloma virus

I Papilloma virus sono gli agenti eziologici di nove patologie con prevalenza più alta nei maschi.

Il tumore cervicale è il secondo tumore più diffuso nelle donne di età tra i 15 e i 44 anni e si calcola che fino all’80% di quelle sessualmente attive. Può entrare in contatto con un virus HPV nel corso della vita, con maggiore prevalenza per le giovani fino a 25 anni di età.

L’elevato numero di rapporti sessuali a vita, il numero di sigarette e l’età avanzata aumentano l’acquisizione di infezioni da HPV orali.

Relativamente a quest’ultimo aspetto, sia nell’uomo che nella donna, lo screening è importantissimo per il “follow-up”, la precocità diagnostica e la gestione della paziente.

Diagnosi

E’ quindi fondamentale che le donne si sottopongano agli esami di routine periodici, attraverso i programmi di prevenzione ginecologica. Infatti, attraverso la valutazione delle alterazioni citologiche o istologiche ottenuta con il Pap-Test o altre biopsie, si può effettuare la diagnosi di infezione da HPV.

Non vanno poi dimenticate le indagini utili ad approfondire quali: Colposcopia, Anoscopia, Laringoscopia per eventuali forme tumorali che possono colpire la gola.

A tal proposito, fondamentale è il test HPV-DNA. Si può effettuare ogni 5 anni se negativo, dopo 12 mesi se positivo. Consiste per la donna in un prelievo del muco cervicale con un tampone vaginale, per l’uomo con un tampone sullo sperma e sul pene.

Le manifestazioni cliniche dipendono dal tipo di virus e dalla sede della lesione. Tra gli uomini, la prevalenza di HPV è più alta a livello del pene e più bassa a livello dell’uretra. Tra le donne, la prevalenza è più alta a livello della cervice e della vagina e più bassa a livello dell’epitelio vulvare.

La scoperta che la prevenzione dell’infezione da HPV ad alto rischio può prevenire questi tumori, ha spinto lo sviluppo di vaccini HPV a livello mondiale per immunizzazioni profilattiche e screening cervicali tempestivi.

Prevenzione

La prevenzione primaria si basa sulla vaccinazione preventiva contro ceppi HPV che generalmente causano le lesioni genitali precancerose della cervice uterina, della vulva e della vagina e le lesione invasive dell’ano.

La prevenzione secondaria, si attua invece attraverso la diagnosi precoce dei precursori del carcinoma, mediante il Pap-Test e l’HPV-test.

E’ stato dimostrato che l’esecuzione periodica del Pap-Test, riduce il rischio di sviluppare un tumore cervicale invasivo di almeno il 70%.

Il Virus è altamente contagioso. Non si arresta nemmeno attraverso l’uso del preservativo sia maschile che femminile che risulta solo parzialmente efficace per la prevenzione. Infatti è possibile anche il contagio attraverso rapporti sessuali non penetrativi.

Il Virus è altamente contagioso. Non si arresta nemmeno attraverso l’uso del preservativo sia maschile che femminile che risulta solo parzialmente efficace per la prevenzione.

Può essere sufficiente un contatto per trasmettere il virus al partner, che ha il 60% di efficienza di trasmissione ad ogni rapporto. Ciò conferma il rapporto sessuale come principale modalità di contagio, dimostrato da alcuni studi su HIV o uomini che fanno sesso con uomini (MSM) con alta prevalenza di “HPV” anale.

Terapia

Il trattamento delle infezioni da HPV si basa sulla cura dell’esito. Molte verruche scompaiono spontaneamente e le modalità di cura attualmente disponibili non sono del tutto efficaci.

L’obiettivo del trattamento di coppia è l’eliminazione delle lesioni piuttosto che l’eliminazione del virus. Le lesioni esterne si rimuovono con crioterapia (bruciare con azoto liquido a freddo), terapia Laser, diatermocoagulazione (bruciatura a caldo) e asportazione chirurgica.

Si utilizza anche il trattamento locale di sostanze attive con risultanza immunomodulante o citotossica (epigallocatechina o podofillina).

Di fronte a recidive a distanza di tempo (perché il virus sosta nelle cellule), si può utilizzare terapia locale e sistemica con farmaci mediante principi attivi di fitoterapia mirata.

Vaccinazione

In ogni caso, estremamente importante è ricorrere all’uso del vaccino.

Questo è quanto di più efficace al momento per l’HPV e trova il suo utilizzo per tutta la popolazione dall’età di 9 anni, donne di 25 anni, persone HIV + e per i maschi che praticano sesso con altri uomini (MSM).

Va ricordato che la vaccinazione non va a sostituire lo screening. Questo perché il vaccino non può essere efficace al 100%, non determina protezione contro ogni tipologia virale e non è la terapia da HPV presente al tempo della vaccinazione.

Dott.ssa Luisa Barbaro, specialista in ginecologia

Dalla fine del 2016 il vaccino nonavalente (Gardasil 9) è l’unico disponibile. E’ raccomandata la vaccinazione di routine a 11 o 12 anni di età. Tale vaccino protegge da altri 5 ceppi di HPV ad alto rischio (HPV 31/33/45/52/58) non coperti finora dal precedente vaccino quadrivalente.

La vaccinazione è stata estesa anche in età adulta e nei maschi (rischio infertilità). Inoltre prevista la possibilità di intervento gratuito in età diverse in base alle Regioni.

L’infezione da HPV non conferisce purtroppo protezione contro infezioni successive. Per cui c’è la possibilità di una reinfezione con lo stesso sottotipo come risultato della riattivazione di un’infezione latente acquisita in precedenza, oppure a seguito di nuovi contatti sessuali più recenti.

Inoltre in età adulta vi è maggiore probabilità di assistere ad una persistenza più stabile o prolungata. Questo a causa di una clearance virale meno efficace, ponendo la donna matura a maggior rischio oncogeno.

Si consiglia la vaccinazione anti-HPV anche post trattamento per la prevenzione delle recidive. La letteratura internazionale ha ormai chiarito come l’infezione persistente da HPV dopo intervento chirurgico sia il principale fattore di rischio di recidiva di malattia.

Quindi secondo le nuove linee guida, il vaccino anti HPV ha un ruolo adiuvante nella riduzione del rischio di recidiva di CIN2+ dopo trattamento chirurgico, favorendo un più rapido rientro a screening con conseguenti vantaggi economici, individuali e a carico del SSN per la riduzione delle terapie ripetute negli anni successivi.

L’emergenza Covid

In questo contesto storico a seguito dell’emergenza COVID-19, la vaccinazione per prevenire il cancro alla cervice, ha subito un grosso calo di somministrazione. Per questo il Ministero della Salute e l’OMS richiedono raccomandazioni operative rivolte alle Regioni per il ripristino e rafforzamento delle attività di vaccinazione, al più presto.

Parlare di prevenzione non è mai stato così difficile come in questo periodo. L’elevato indice di contagio “COVID” ha cancellato la percezione del rischio di tutte le altre patologie prevenibili con la vaccinazione o con la prevenzione secondaria.

La prevenzione è stata messa a dura prova dalla pandemia COVID-19, minaccia per la salute e priorità assoluta, a scapito delle altre prestazioni sanitarie differibili.

E’ quindi necessario rivolgere la necessaria attenzione nel recupero della vaccinazione anti-HPV in entrambi i sessi, anche attivando diverse collaborazioni: scuola e insegnanti (corsi di educazione sessuale). Anche promuovere il coinvolgimento e la collaborazione operativa dei pediatri di libera scelta, dei Medici di Medicina Generale, valutando anche sinergie con i Consultori Familiari e con le varie Associazioni della società civile.

Dobbiamo quindi impegnarci con ancora più forza per promuovere campagne informative, per raggiungere gli obiettivi di prevenzione e di copertura vaccinale.

C’è la necessità di rafforzare le attività di vaccinazione tramite il ripristino dei servizi dedicati e il potenziamento della comunicazione ai cittadini sull’importanza della vaccinazione, il recupero delle “lacune immunitarie” che si possono essere create durante l’emergenza e l’espansione dei servizi per le vaccinazioni “di routine” che consentano di raggiungere i soggetti non vaccinati.

Luisa Barbaro
Ginecologa-Oncologa- Sessuologa

gravidanza e covid-19

Gravidanza e Covid-19: tutto quello che c’è da sapere

La gravidanza comporta cambiamenti del sistema immunitario che possono aumentare il rischio di contrarre infezioni respiratorie virali, tra cui quella da Covid-19, anche se, secondo un Report dell’I.S.S., le donne in gravidanza non sembrano essere a maggior rischio rispetto alle non gravide.

  • Le precauzioni che deve adottare una donna in gravidanza durante i controlli in ospedale o in studio privato sono:
  • Utilizzo della mascherina che è “usa e getta” e deve essere usata correttamente.
  • Lavaggio frequente delle mani per circa 60 sec. o con gel idroalcolico frizionato per circa 30 sec (ciò secondo uno studio su 400.000 bambini negli Stati uniti, ha ridotto infezioni virali del 70%)
  • Distanziamento fra persone superiore a 1/1,8 metri per evitare trasmissione per Droplet ed evitare contatti diretti e indiretti con persone infette.

Inoltre:

  • Arieggiare frequentemente i locali in cui si soggiorna
  • Pulire le superfici e disinfettarli con candeggina
  • Evitare di toccarsi naso, occhi, bocca.

Le donne in gravidanza che non hanno sintomi, faranno regolarmente controlli ed esami: l’assistenza al percorso nascita nei Consultori e nei punti nascita procede normalmente ed è sempre garantito a tutte le donne nel massimo rispetto delle norme di sicurezza.

Importante è la prevenzione del contagio con raccomandazioni di prudenza, fuori dai contesti assistenziali. D’altronde le visite e i controlli in gravidanza sono tempo-dipendenti e non possono esser rimandati a dopo la pandemia.

In caso di infezione

In caso di infezione da SARS_COV-2 durante la gravidanza, vanno programmati controlli con monitoraggio della crescita fetale ogni 4-6 settimane. L’osservazione dei casi di donne che hanno partorito in Cina, mostra che il decorso dell’infezione in donne in gravidanza non appare più grave di quello di donne di pari età non in gravidanza.

In linea generale, posso consigliare alle future mamme di vivere serenamente la gravidanza se non hanno fattori di rischio e se adottano gesti responsabili.

Al momento non sembra che il virus si trasmetta al feto (trasmissione verticale del virus): secondo i dati scientifici più recenti, nessuno dei bambini nati da madri con covid-19, è risultato positivo.

Sintomi

Inoltre il virus non è stato rilevato nel liquido amniotico, né nel sangue del cordone ombelicale. I sintomi sono spesso lievi e moderati e le donne affette da covid-19 al momento del parto non devono necessariamente fare il taglio Cesareo. Una possibile spiegazione dell’assenza di trasmissione verticale del virus, sarebbe la scarsa presenza di recettori ACE2 a livello dell’interfaccia materno fetale osservata in uno studio che ha analizzato decidue e placente.

I sintomi a cui bisogna prestare attenzione durante la gravidanza hanno a che fare con le vie aeree. Quindi, gola irritata, comparsa di tosse irritativa, mancanza del gusto e dell’olfatto, febbre superiore a 37,5 e difficoltà respiratoria.

Il concepimento

Se una coppia avesse deciso di programmare una gravidanza, è evidente che sorgono dei dubbi. A tal proposito, la Comunità Scientifica è concorde nel dire che la gravidanza non amplifica gli effetti di un’infezione da Coronavirus. Così come il Coronavirus non va ad interessare il feto.

Couple love waking up together

Quindi, non è assolutamente necessario posticipare il concepimento se si è decisi di ampliare la propria famiglia.

In linea generale, posso consigliare alle future mamme di vivere serenamente la gravidanza se non hanno fattori di rischio e se adottano gesti responsabili.

Se siamo invece in presenza di comorbilità, come condizioni di rischio, quali l’obesità, l’ipertensione, il diabete o alcune malattie importanti del sistema immunitario o endocrino, sarebbe meglio, oggi, posticipare il concepimento.

Queste condizioni patologiche fanno sì che il virus possa essere aggressivo e determinare lo stato di malattia come i picchi iperglicemici. Le “Spine-Spike” del virus si attaccano ai recettori del polmone quando sono legati a molecole di zucchero, secondo studi dell’Università di Haward di Biologia Molecolare.

La presenza al parto del partner

Un aspetto meno patologico ma di sicuro effetto di gioia per i futuri genitori è la presenza al parto del padre.

Le ricerche mostrano che le donne attribuiscono un valore elevato alla presenza e al sostegno del partner durante il travaglio. Ciò si traduce in una riduzione dell’ansia, un minore dolore percepito, una maggiore soddisfazione per l’esperienza della nascita.

Quando iniziano le contrazioni o alla rottura delle acque, prima di recarsi al punto nascita, è consigliabile telefonare in sala parto e parlare con un’ostetrica in modo da evitare di andare troppo precocemente in ospedale. Se possibile, è consigliabile raggiungere il nosocomio con i propri mezzi, senza chiamare un’ambulanza.

Come fare

L’assistenza durante il parto e il ricovero, seguiranno le normali procedure, se non si è ammalate. Se si è contratto il virus e i sintomi sono lievi, si applicheranno le misure di isolamento, ma si potrà partorire per via vaginale ed allattare il proprio bambino seguendo le indicazioni dei professionisti, per ridurre il rischio di diffusione del contagio.

Se la gravida e il padre del bambino non presentano alcun sintomo e lo stesso le ostetriche individuate per l’assistenza, non ci sono controindicazioni al parto in ambiente extraospedaliero. L’unico modo possibile di far assistere il padre alla nascita.

Deve essere garantita la disponibilità di gel idroalcolico e distanza di oltre 1 metro tra i presenti. Vanno assicurati il lavaggio delle mani, l’areazione dei locali, la pulizia delle superfici. Inoltre, va eseguito il triage di base per febbre >37,5°C, tosse, difficoltà respiratoria sia sulla donna che su chi l’accompagna al momento del parto.

Il vaccino

La speranza che arrivi presto un vaccino per un rapido utilizzo, è l’augurio di ognuno, ma va considerato che deve essere necessariamente preceduto da studi rigorosi, per valutarne efficacia e sicurezza. I trial clinici richiedono lunghe fasi con un processo per cui normalmente si impiegano anni e numerosi investimenti economici.

Dott.ssa Luisa Barbaro
Specialista in Ginecologia

pcos e acne

Pcos e acne: consigli per la detersione

L’acne è uno dei sintomi caratteristici della Pcos. La scelta di prodotti specifici per la detersione è essenziale per la risoluzione.

Chi soffre di ovaio policistico presenta livelli di androgeni elevati, gli ormoni che favoriscono la produzione di sebo.

L’iperandrogenismo può portare a pelle grassa e acne, una condizione che, a sua volta, può causare la comparsa di macchie su viso, collo, schiena o torace. La comparsa dell’acne può essere fonte di ansia e incidere sull’autostima.

Pcos e acne: detersione specifica

Uno degli errori più comuni che si fanno nella gestione dell’acne, è fare ricorso ad una pulizia eccessiva e aggressiva della pelle, che può privarla delle sue difese naturali, rendendola secca e irritata.

Detergere il viso due volte al giorno, utilizzando un prodotto delicato specifico per pelli a tendenza acneica o predisposte alla formazione di punti neri. Infine, effettuare una pulizia accurata del viso prima di andare a letto.

Esfoliazione delicata

Come la pulizia, un’esfoliazione eccessiva rischia di irritare la pelle, peggiorando il quadro clinico. Un esfoliante aggressivo può portare a una maggiore sensibilità e infiammazione.

L’esfoliazione è comunque importante. Aiuta a rendere la pelle più luminosa e può anche ridurre i comedoni. Per questo è bene chiedere al dermatologo che indicherà un prodotto specifico per la pelle grassa a tendenza acneica.

Inosavance è un integratore alimentare a base di Myo-inositolo, acido folico e vitamina D. 
La vitamina D interviene nel processo di divisione delle cellule. L’acido folico contribuisce alla crescita dei tessuti materni in gravidanza.

Radicali liberi e invecchiamento cutaneo in menopausa

La menopausa per le donne rappresenta un punto di svolta cruciale, perché non solo segna la fine dell’età fertile e ne determina l’invecchiamento sessuale femminile, ma accelera anche i processi di invecchiamento generale, con ripercussioni significative per la salute nel suo complesso.

Con l’invecchiamento ormonale, si verificano alterazioni maggiori che riguardano la cute: si tratta di modificazioni quali-quantitative dell’epidermide e del derma.

Nella donna esiste, dunque, un invecchiamento ormonale che tende a peggiorare l’invecchiamento cronologico. Fronteggiare adeguatamente l’invecchiamento in menopausa si può: con un giusto stile di vita, appropriate terapie mediche e prevenzione di alcuni problemi legati alla vecchiaia in generale.

Radicali liberi

Nella biochimica dell’invecchiamento, le cellule dell’organismo vengono danneggiate dall’eccessiva produzione di radicali liberi. Quest’ultimi sono scorie, prodotti di scarto del catabolismo cellulare, molecole instabili con un solo elettrone che si formano nei mitocondri. Se non vengono contrastati dagli antiossidanti, provocano danni sui fosfolipidi della membrana cellulare con un’azione lesiva sul DNA.

Le cause

Cause di questa degenerazione non sono solo fattori organici interni, ma anche condizionamenti esterni, agenti destabilizzanti. Tra questi l’alimentazione scorretta, l’obesità, il fumo di sigaretta, l’alcool, il diabete, l’ipertensione arteriosa, agenti infettivi, l’uso di alcuni farmaci, lo sforzo muscolare protratto, l’inquinamento atmosferico, etc.

E’ bene, poi, evitare lo stress psicologico ed emotivo, l’utilizzo di farmaci, le lunghe esposizioni solari.

Consigliato, invece, l’utilizzo di sostanze antiossidanti attraverso una dieta ricca di vegetali, frutta cruda e fresca, vit. C, che riduce il rischio di malattie cardiache bloccando l’ossidazione delle LDL, vit. A ed E.

Ciò porta al benessere psicofisico con un aumento dell’energia, elimina i radicali liberi, appiana le rughe rigenerando la pelle che diventa più tonica, rendendo luminosi viso e capelli.

E’ possibile intervenire per misurare il grado di stress ossidativo attraverso il d-Roms test (determina la concentrazione ematica dei cataboliti derivati dai radicali liberi dell’ossigeno). Il Bap test (quantifica la capacità antiossidante del sangue).

In base ai risultati, si può prescrivere alla paziente una terapia anti-aging personalizzata ed efficace. In tal modo si fornisce all’organismo gli antiossidanti necessari all’organismo capaci di riportare l’equilibrio chimico sui radicali liberi con una precisa strategia attraverso cui è possibile rallentare l’invecchiamento.

Estate e gravidanza: come comportarsi

Ipo­ten­sio­ne, astenia, insofferenza ai raggi solari, gonfiore agli arti inferiori, inappetenza ed eccessiva sudorazione. Questi sono i principali sintomi che si accentuano in estate nel corso di una gravidanza. L’ipotensione é un fenomeno naturale determinato soprattutto da una serie di variazioni ormonali e cardiovascolari. I vasi sanguigni, in primis le arterie, si dilatano per aumento delle prostaglandine. I valori pressori si aggirano intorno a 60/70 per la minima e 90/110 per la massima.

Fare una nuotata al mare durante la prima parte della mattinata può giovare senz’altro alla gravida, la quale con l’esercizio migliora il tono dei muscoli retti dell’addome e la pressione del nervo sciatico. Frequentare ambienti climatizzati favorisce la vasocostrizione e quindi i valori pressori. L’astenia oltre che pressoria può essere dovuta ad un calo del livello di zuccheri presenti nel sangue. Quando si rimane a digiuno per molte ore o si compiono sforzi ecco che le funzioni cerebrali possono risentirne. Gli zuccheri sono una importantissima fonte di energia per il cervello.

I benefici del sole in gravidanza

Per la donna gravida il sole dà innumerevoli benefici. Innanzitutto migliora il tono dell’umore; aiuta l’organismo a sintetizzare la vitamina D che serve a fissare il calcio nelle ossa e ciò anche per le au­men­tate richieste del feto. È sufficiente, per evitare effetti dannosi sul­la pelle già sottoposta a stress ormonali (iper­-pro­ge­ste­ro­ni­smo gra­vi­di­co), andare a mare durante le prime ore della giornata (8.00-11.00) e proteggere la pelle con creme solari ad alto potere protettivo.

Il gonfiore alle gambe

Il gonfiore agli arti inferiori occupa un posto di primo piano nella patologia del sistema venoso in gravidanza. Le varici sono meno frequenti ai genitali esterni e più rare alla vagina. Il provvedimento preventivo più importante consiste nel­l’evitare tutte le condizioni che possono favorire la stasi venosa.

Utile, quindi, é il movimento evitando di stare troppo a lungo sedute o in piedi; indossare sempre anche nel periodo estivo calze elastiche e non collant che potrebbero accentuare le varici vulvari; fare docce fredde sulle gambe e massaggi di linfodrenaggio dall’estremità degli arti verso l’inguine; riposare durante la giornata preferendo il de­cubito laterale sinistro per alleggerire la compressione sulla vane cava; utile l’uso di creme a base di escina.

L’alimentazione

L’inappetenza, può essere allontanata con una alimenta­zio­ne ricca di li­qui­di (latte, succhi di frutta, pompelmo), sorseggiando bevande ricche di sali minerali che aiutano a rimpiazzare i li­qui­di persi con la sudorazione (la farmacia ne é ben for­ni­ta). Utile l’uso del magnesio, in particolare il pidolato che é anche un neurotonico e tocolitico (prevenzione parto – pretermine).

L’uso di fibre favorisce l’evacuazione giornaliera ed evita il sin­tomo stip­tico frequente in gravi­danza. Si devono ridurre i cibi grassi e ricchi di proteine, in primo luogo i fritti e la carne rossa. In alternativa si con­si­glia­no i legumi e i formaggi freschi (Philadelphia, robiola, certo­sino ecc…). Poche regole, ma soprattutto la volontà di osservarle, per i benefici immediati.