Il segreto per essere felici? Più facile di quanto sembri

I soldi non fanno la felicità. A dirlo, questa volta, è uno studio scientifico condotto dai ricercatori universitari della Nuova Zelanda.

Il segreto per essere felici si nasconderebbe dietro attività creative e rilassanti. Quali? Scrivere, dipingere e persino lavorare a maglia o uncinetto.

La ricerca è stata pubblicata sul The Journal of Positive Psychology ed è stata condotta da un’equipe dell’Università di Otago.

Lo studio

I ricercatori hanno analizzato un campione di 658 studenti universitari, a cui è stato chiesto di tenere un diario delle attività giornaliere e del proprio stato d’animo per un periodo di 13 giorni.

Dall’analisi dei diari, è emerso che gli studenti erano più ottimisti del solito nei giorni in cui avevano fatto più attività creative.

bionde

Studio americano: gli uomini preferiscono le bionde

Sono passati decenni da quando Marilyn Monroe ha dominato il grande schermo. Ma pare che gli uomini preferiscano ancora le bionde. Almeno è quanto suggerito da uno studio scientifico secondo cui gli uomini continuano a preferire le donne dai capelli biondi.

Il motivo? I ricercatori hanno scoperto che gli uomini giudicano le donne con i capelli biondi “significativamente” più giovani e dall’aspetto più sano. E le brune e castane? Sempre secondo lo studio, vengono considerate migliori come madri dei loro figli.

Lo studio

La ricerca condotta dagli psicologi della Augsburg University in Minnesota e pubblicata sul Journal of Social Psychology.

L’obiettivo della ricerca era di stabilire, per quanto possibile, in che misura il colore dei capelli delle donne può influire sul modo in cui vengono percepiti dagli uomini.

Lo studio ha rilevato che la maggior parte degli uomini generalmente associa le donne con capelli più chiari ad essere più giovani e attraenti rispetto alle donne con i capelli più scuri.

Anche se quest’ultime hanno un leggero vantaggio quando si tratta di matrimonio, poiché si ritiene che abbiano un maggiore “potenziale genitoriale”.

LEGGI – Le donne sono più atletiche degli uomini
cefalea

La cefalea: come riconoscerla e come curarla

La gravità della cefalea e il suo impatto sociale e personale variano da persona a persona

E’ sorprendente come molta gente pensi: “è solo un mal di testa”. Ma non si tratta solo di questo, è molto più che un mal di testa” (commento di una paziente).

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità le cefalee figurano fra i primi dieci posti nella lista delle malattie che più compromettono il benessere fisico e psicologico a livello globale.

Esistono oltre 100 tipi di cefalea ma sebbene si manifestino in modo diverso, i disturbi rientrano di solito in tre categorie: la cefalea di tipo tensivo, l’emicrania e la cefalea a grappolo.

La cefalea di tipo tensivo è caratterizzata da un dolore persistente e non pulsante localizzato soprattutto alla fronte (il famoso “cerchio alla testa”) a volte diffuso in tutto il capo. L’intensità è lieve o moderata, non tale da compromettere le normali attività quotidiane e può durare da pochi minuti a diversi giorni.

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L’emicrania, caratterizzata per manifestazioni cliniche tipiche (dolore pulsante su un lato della testa, la cui intensità rende difficile svolgere le normali attività), costituisce la forma di cefalea primaria maggiormente disabilitante.

Gli attacchi sono ricorrenti, con frequenza variabile con un’alta percentuale di soggetti che hanno attacchi plurimensili, ognuno con una durata media di 1-3 giorni. Il loro caratteristico ripresentarsi per lunghi periodi determina limitazioni in ambito lavorativo e familiare.

Il paziente emicranico non è un malato qualsiasi: non va dal medico soltanto per lamentarsi di un disturbo che continua ad affliggerlo

Oliver Sacks

La cefalea a grappolo è un’entità più rara, ma per l’intensità degli attacchi è detta anche cefalea del suicidio. Il dolore è localizzato su un occhio ed è accompagnato da lacrimazione, gli episodi durano da 15 minuti a 3 ore durante i quali il soggetto è molto nervoso e non riesce a stare fermo. Nelle forme croniche gli attacchi si presentano più volte al giorno o sono più frequenti nei cambi di stagione.

La gravità della cefalea e il suo impatto sociale e personale variano da persona a persona e nelle varie epoche della vita.

A questi tre principali tipi si aggiunge la nevralgia del trigemino, dovuta all’eccessiva vicinanza di un vaso del collo con questo nervo. Si crea così una compressione che determina l’attività anomale del trigemino, che è alla base del dolore.

Perché è necessario un approccio personalizzato?

La gravità della cefalea e il suo impatto sociale e personale variano da persona a persona e nelle varie epoche della vita. Tutte queste caratteristiche determinano una differenza nelle scelte terapeutiche, che il medico esperto dovrà adattare in ogni singolo caso in maniera “sartoriale”, aiutando il paziente ad individuare potenziali fattori scatenanti modificabili e, quando possibile, a rimuoverli o limitarli.

Quali informazioni dare al paziente?

Purtroppo la cefalea non è sempre curata bene. A volte non si va neppure dal medico, ma bisogna ricordarsi che il fai da te può essere pericoloso. Alcune persone possono andare incontro a evoluzione sfavorevole con progressione verso una forma di cefalea cronica quotidiana.

Uno dei principali fattori di rischio è rappresentato da un uso eccessivo di farmaci sintomatici che possono indurre un potenziale abuso. In questi casi si impone una terapia preventiva, basandosi sulla scelta più adatta per ogni singolo paziente.

Il diario del mal di testa

Conoscere il proprio mal di testa e i fattori che lo scatenano è il primo passo per combatterlo. Per questo si chiede ai pazienti di tenere un diario in cui annotare i giorni critici e altre informazioni utili a impostare un percorso terapeutico. Tale diario è uno strumento essenziale che permette di valutare l’efficacia delle terapie e fornisce informazioni indispensabili sulle esigenze del singolo.

Curiamo la persona non la malattia

Non dobbiamo mai dimenticarci che non si può curare la persona senza pensare ai fattori emozionali e psicologici. Un consiglio che vale per tutti è regolarizzare il proprio stile di vita. Gli altri interventi vanno mirati invece sui singoli.

L’agopuntura e le terapie basate sul rilassamento o la pratica di discipline come lo yoga permettono in alcuni casi di ottenere un buon controllo della cefalea senza che sia necessario ricorrere ai farmaci. Questo è particolarmente importante nei pazienti giovani o per chi non tollera bene le medicine.

Oliver Sacks nel suo libro “Emicrania” diceva: “Il paziente emicranico non è un malato qualsiasi: non va dal medico soltanto per lamentarsi di un disturbo che continua ad affliggerlo. Se impariamo ad ascoltarlo possiamo accorgerci che ci sta raccontando la storia della sua vita, il suo modo di vivere, il modo in cui reagisce e forse anche quei meccanismi più profondi che anche a lui sono oscuri e ognuno di questi fattori è importante per curare la sua emicrania”.

A cura di:
Giuseppe Bonavina
Specialista in Neurologia

sonno

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Secondo un studio condotto dall’Università della Pennsylvania, mangiare pesce può essere la chiave per dormire meglio la notte.

La ricerca, pubblicata su Scientific Reports, ha stabilito che esiste un’associazione diretta tra il consumo regolare di pesce e l’alta qualità del sonno tra gli scolari cinesi; probabilmente grazie alla presenza di acidi grassi Omega-3.

In gran parte a causa di quel miglioramento del sonno, i ricercatori hanno scoperto che i bambini hanno anche ottenuto punteggi più alti nei test del QI.

Dormire meglio mangiando pesce

“Esiste una relazione tra consumo di pesce e funzionamento cognitivo. Quello che documentiamo qui è che è il miglior sonno che spiega la relazione.

Lo studio

I ricercatori hanno chiesto a 541 scolari in Cina di età compresa tra 9 e 11 anni di descrivere le loro abitudini alimentari, compresa la frequenza con cui hanno mangiato pesce.

I loro genitori, nel frattempo, sono stati invitati a rispondere a domande sui modelli di sonno dei loro figli. Gli studiosi  hanno poi somministrato ai bambini un test di QI al compimento del dodicesimo anno.

I risultati

Hanno trovato un legame tra il consumo regolare di pesce – più se ne mangia, più fa bene – ed un significativo miglioramento della qualità del sonno, ottenendo punteggi QI più alti.

Anche se lo studio ha coinvolto i bambini, per gli studiosi i benefici sono riscontrabili anche per gli adulti.

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Anche se lo studio ha coinvolto i bambini, per gli studiosi i benefici sono riscontrabili anche per gli adulti.