Prolasso e incontinenza: ospiti indesiderati del pavimento pelvico


Per prolasso si intende il dislocamento di uno o più organi della pelvi femminile dalla loro posizione fisiologica all’interno della cavità vaginale. Il prolasso può interessare la vescica, l’uretra, il retto, l’utero. Spesso si associa erroneamente l’idea del prolasso a quella della malattia d’organo.

Ebbene è giusto precisare che il prolasso non è una malattia dell’organo, ma dei suoi sistemi di sostegno. Infatti ogni organo della pelvi femminile si mantiene nella sua posizione anatomica grazie all’interazione di un insieme di forze sostenute da strutture anatomiche di tipo muscolare, legamentoso e fasciale.

Queste strutture costituiscono nel loro insieme quello che spesso viene denominato il “pavimento pelvico” che, quindi, è il responsabile della statica degli organi pelvici.
Il prolasso di un organo non implica necessariamente il coinvolgimento delle altre strutture anatomiche vicine e non necessariamente comporta un problema nella funzione dell’organo stesso. Ad esempio un prolasso del retto non comporta necessariamente stitichezza. Così, contrariamente a quanto spesso si sente dire, il prolasso della vescica non implica necessariamente l’incontinenza. Anzi, proprio in questo caso, quello che può verificarsi è esattamente l’opposto. In alcuni casi il prolasso della vescica può causare una disfunzione nello svuotamento della vescica stessa, il quale può essere difficoltoso ed incompleto. Non solo.

La presenza di un prolasso vescicale può mascherare la presenza di una incontinenza urinaria da sforzo. Per incontinenza urinaria da sforzo si intende una incontinenza che si manifesta in concomitanza delle manovre che aumentano la pressione endoaddominale, come tossire, starnutire, ridere intensamente o sollevare grossi pesi. In questi casi l’incontinenza è nascosta dalla presenza del prolasso e può rendersi evidente clinicamente quando il prolasso viene risolto. Spesso, infatti si pensa, erroneamente, che l’incontinenza sia una conseguenza degli interventi chirurgici effettuati per la cura del prolasso dell’utero o della vescica. In realtà, nella maggior parte dei casi l’incontinenza è preesistente all’intervento e questo ha solo l’effetto di slatentizzarla.

Altro mito da sfatare è che l’urgenza minzionale (lo stimolo di urinare improvviso ed impellente, spesso frequente) possa essere il risultato di un aumento di volume dell’utero. L’urgenza trova la sua origine in una disfunzione vescicale durante il tempo in cui la vescica è impegnata a riempirsi. Infatti il riempimento della vescica non è un processo passivo, ma comporta una attività delle pareti vescicali che si rilassano per poter accogliere un volume crescente di urine mantenendo al loro interno una pressione bassa, in grado di consentire ai reni di funzionare costantemente ed in maniera continuativa. L’urgenza minzionale si verifica quando la vescica non è più in grado di distendersi in maniera corretta e quando il fisiologico controllo volontario della contrazione vescicale viene perso. In questi casi l’asportazione dell’utero non è, ovviamente, risolutiva.

E’ quindi molto importante, quando ci si approccia al trattamento del prolasso e delle patologie uro-genitali tener conto della funzione della vescica e dell’uretra, poiché ripristinare una anatomia corretta non significa sempre ripristinare una funzione soddisfacente. Ricordiamo che è la funzione a dare qualità di vita al paziente e che è proprio in questa ottica che dovrebbero muoversi tutte le strategie terapeutiche.