cheratosi seborroica

Cheratosi seborroica: un fastidioso disturbo estetico


La cheratosi seborroica è una forma di iperplasia benigna dell’epidermide. Si presenta come macchia brunastra più o meno rilevata sul piano cutaneo, con aspetto verrucoso o squamo-crostoso. Può essere pruriginosa e, se traumatizzata, dare origine a sanguinamento.

Viene anche definita verruca seborroica o senile, ma non è di origine virale, e pertanto non contagiosa. Può presentarsi isolata oppure diffusa, in genere su viso e tronco, e arrecare un serio disturbo estetico.

Chi colpisce

La cheratosi seborroica si presenta in genere in soggetti di entrambi i sessi intorno ai 40-50 anni. Da qualche anno, in seguito all’eccessiva fotoesposizione, l’età di insorgenza si è abbassata notevolmente, già a partire dai 30 anni. Assieme alle rughe e al fotodanneggiamento, producono un senso d’invecchiamento precoce.

Come si presentano

Le cheratosi possono essere anche di grandi dimensioni tanto da preoccupare il paziente ed essere scambiate per tumori della pelle.

In alcuni individui, familiarmente predisposti o a causa di patologie concomitanti, tendono a essere molto numerose e con crescita rapida tanto da procurare un fastidio, oltre che visivo, anche nel vestirsi o nel lavarsi. In questo caso occorre procedere alla loro eliminazione.

Le cause

Attualmente le cause della cheratosi seborroica restano sconosciute, ma esistono studi clinici di una familiarità relativa al loro numero e alla localizzazione, il che farebbe ipotizzare una trasmissione genetica dominante.

È certo, però, che la loro crescita, quindi l’evoluzione, è potenziata da alterazioni ormonali o irritazioni, pur non costituendo la causa scatenante: per questo motivo la menopausa, momento di elevata modulazione ormonale, coincide con il potenziamento delle verruche seborroiche, soprattutto sotto la piega mammaria.

Durante l’evoluzione, la lesione si può modificare a seguito di una irritazione. Ciò comporta lo sviluppo di una forma particolare chiamata cheratosi seborroica irritata, che mostra un caratteristico sanguinamento e rossore. Il colore può variare d’intensità: da una tonalità più chiara, giallognola, può arrivare sovente anche a tonalità molto più scure con tendenza al nero.

Molte sono le neo-formazioni da cui bisogna differenziarle:

  • lentigo solare, che a differenza della cheratosi non può essere palpata durante l’esame obiettivo (è solo una macchia sulla pelle);
  • cheratosi attinica pigmentata;
  • melanoma piano in placca;
  • carcinoma basocellulare pigmentato;
  • carcinoma spinocellulare

Trattamento

Le formazioni seborroiche, contrariamente alla cheratosi attinica, non possono evolvere in forme tumorali maligne. Nel caso in cui fosse necessaria l’asportazione per motivi estetici e funzionali, si può ricorrere all’asportazione chirurgica o al courettage, alla diatermocoagulazione, alla crioterapia e alla laser terapia.

In particolare quest’ultima assicura una corretta rimozione senza rischio di esiti come cicatrici, iper e ipopigmentazione, che spesso si riscontrano nella crioterapia.

Il trattamento ottimale per le cheratosi del volto resta quello della laserterapia. Occorre, però, essere certi che si tratti di cheratosi seborroiche e non di altra patologia, per questo occorre una visita specialistica. Il dermatologo, in caso di dubbio, utilizzerà il dermoscopio per accertarsi della diagnosi.

Dott. Mario SANNINO
Specialista in oncologia dermatologica