mollusco contagioso

Il mollusco contagioso: i soggetti a rischio


Il mollusco contagioso è una patologia infettiva virale cutanea. Appartiene alla famiglia dei Poxviridae ed è sostenuta da virus a DNA. Il virus coinvolto nell’infezione è conosciuto come molluscum contagiosum virus, o più semplicemente con l’acronimo MCV.

L’unico ospite del virus è l’uomo. Si annoverano 4 tipi di MCV, identificati con i numeri dall’1 al 4. Il più diffuso in assoluto sembra essere l’MCV-1, mentre il più raro è l’MCV-2 (tipico vettore del mollusco contagioso degli adulti).

Solitamente il contagio avviene per contatto diretto (da persona a persona attraverso il contatto diretto pelle a pelle), oppure con oggetti contaminati (asciugamani, lenzuola, maniglie, rubinetti).

Immagine dermatoscopica

Per queste caratteristiche, il contagio è particolarmente frequente tra fratelli e tra bambini che vanno in piscina. Negli adulti, il contagio può avvenire anche per via sessuale.

Se le papule vengono grattate o strofinate aumenta il rischio di diffusione nelle aree vicine. Sembra che il mollusco contagioso sia più diffuso in bambini con un sistema immunitario compromesso o indebolito o che soffrono di dermatite atopica.

Il contagio

Spesso la propagazione delle lesioni provocate dal mollusco contagioso avviene per “autoinoculazione”: il paziente cioè, toccandole con le mani, può diffondere il virus in altre parti del corpo, tanto che le papule possono moltiplicarsi fino a diventare un centinaio.

Trattandosi di una malattia infettiva e virale che si trasmette da uomo a uomo, è richiesta la massima prudenza da parte di chi è affetto dalla malattia, al fine di diminuire il pericolo di contagio di terze persone.
Il riconoscimento precoce è di grande importanza sia per il trattamento sia per il contenimento del contagio verso gli altri.

Spesso si osserva un ritardo nella diagnosi e nella cura, dovuto al fatto che le lesioni solitamente non sono né dolorose né pruriginose, e quindi, a prescindere dall’aspetto estetico, non causano disturbo.

Clinicamente si riscontrano piccole papule che possono variare in numero (da poche unità fino ad alcune decine o centinaia) e dimensione (1-16 mm). In genere sono asintomatiche.

Chi colpisce

L’incidenza è alta soprattutto nei bambini di età compresa tra i 2 e i 10 anni; negli adulti vi è un secondo picco dovuto alla trasmissione sessuale.

Diagnosi

L’esame dermatoscopico consente di valutare allo specialistica la tipica ombelicatura centrale con una regione centrale biancastra più depressa ed un bordo rialzato di colorito rosso vivo.

Solitamente la clinica consente di porre diagnosi nei casi dubbi è possibile eseguire una biopsia con esame istologico per dirimere un eventuale dubbio diagnostico.

Il trattamento

La terapia prevede l’utilizzo di courrettage delle singole lesioni o crioterapia con azoto liquido, o laserterapia. Ciascun metodo ha i propri vantaggi e i propri effetti collaterali: sarà il medico specialista a consigliare la strategia più adatta per il bambino.

Finché il virus del mollusco contagioso è attivo, le recidive sono frequenti: possono quindi rendersi necessari più interventi.

A cura di: Michele Pezza – Specialista in dermatologia e venereologia