La rosacea: chi colpisce e cosa fare per arginarla


La pelle sensibile è un problema che interessa molte persone e, soprattutto, quando si localizza al volto o al décolleté può creare disagi psicologici nelle relazioni sociali. Molto spesso il problema è vissuto in modo amplificato dal paziente, che lo vive in maniera molto più tragica e negativa di quanto non sia nella realtà.

I pazienti che soffrono di questi problemi, che possiamo accomunare nei vari stadi di manifestazione con il nome di “rosacea”, tendono ad avere rossori antiestetici sulle zone interessate in seguito a stimoli anche molto deboli. Basta uno sbalzo di temperatura ambientale, l’uso di prodotti topici troppo aggressivi o anche l’assunzione di cibi o bevande troppo calde, perché la pelle candida come la seta diventi di un rosso acceso.

È un eritema teleangectasico che colpisce circa 3 milioni e 200 mila italiani, in particolare le donne.

Ma cosa accade negli strati più profondi della pelle? Il diametro dei vasi sanguigni di una persona in condizioni di normalità si allarga con il calore e si restringe quando la temperatura torna normale, perché sono dotate di fibre elastiche. Le persone affette da rosacea, invece, hanno scarsità di fibre elastiche nelle pareti, per cui, in seguito ad ognuno degli stimoli sopra citati, i vasi sanguigni si dilatano ma non sono più in grado di ritornare alla normalità, quando il fattore scatenante l’evento viene a mancare. Il sangue, quindi, ristagna, e induce prima il rossore poi l’infiammazione, e progressivamente tende a peggiorare in forme con sovrainfezione locale. In questo ambito, la primavera e l’estate diventano un fattore scatenante nevralgico, tanto da richiedere l’intervento tempestivo del dermatologo per “spegnere” rossori molto accesi, che spesso sono vissuti anche in modo sintomatico. Il paziente riferisce fastidio, bruciore, sensazione di tensione della pelle anche se questa viene semplicemente sfiorata. Il sole, sia esso primaverile che estivo, coglie impreparata la pelle dei soggetti affetti da rosacea, che non sanno gestire una tale quantità di calore assunta tutta insieme in una sola volta. Di qui la necessità di ricorrere  ad una visita specialistica che saprà consigliare ai pazienti tutta una gamma di prodotti terapeutici, dal detergente alla crema solare, dall’idratante al farmaco.

Nelle persone che ne fanno uso, il dermatologo dovrà consigliare anche il trucco, che deve essere specifico. Infatti molto spesso i trucchi non specifici vengono mal tollerati sia al momento dell’applicazione sia durante l’intera giornata in cui sono a contatto la pelle. E’ possibile, inoltre, rivolgersi al dermatologo anche per trattamenti laser che, eseguiti durante il periodo invernale, tendono a chiudere fisicamente i vasi sanguigni e a rendere più resistenti gli stessi. Si è quindi relativamente preparati a rispondere agli insulti solari aggressivi del periodo primaverile-estivo. A seconda delle fasi cliniche, si può ricorrere a trattamenti di luce pulsata o laser ND-Yag, la cui applicazione verrà valutata dal dermatologo a seconda dei casi; spesso sarà necessario trattare il paziente, usandoli da soli o in modo combinato e sequenziale.

Quando, invece, la rosacea è in fase molto avanzata e ha modificato la struttura anatomica del viso, e questo generalmente accade al naso, il trattamento è di tipo chirurgico con Laser COablativo o di tipo chirurgico plastico. Tale fase va comunque accompagnata da una adeguata terapia domiciliare con creme che gestiscano la problematica sul restante viso e décolleté.

Tuttavia i pazienti affetti da rosacea – che non è un difetto estetico ma una vera e propria malattia del viso –  che si rivolgono al dermatologo come medico specialista, talvolta necessitano anche alcuni approfondimenti diagnostici (visita gastroenterologica ed eventuale gastroscopia). Se in questi pazienti si dovessero riscontrare problematiche di tale tipo, sarà consigliabile procedere a terapie antibiotiche e gastroprotettive per via orale, da valutare in relazione all’esito degli esami. La rosacea, essendo però un problema di quasi esclusiva pertinenza della pelle, non deve diventare un fenomeno invalidante tanto da limitare le uscite e la vita sociale di chi ne è affetto. E’ opportuno, pertanto, che adottino dei corretti stili di vita tali da consentire una vita sociale normale e gratificante. Stili di vita che richiedono l’uso corretto di prodotti topici, una adeguata alimentazione e corretti comportamenti nei confronti di diversi climi ambientali. E, mi permetto di aggiungere, tra gli stili di vita da seguire, anche una corretta gestione dell’emotività, che risulta spesso molto spiccata e tendente ad una marcata timidezza, riservatezza, desiderio di accoglienza emozionale e di rassicurazione.

Superare questi ostacoli emotivi aiuterà certamente i pazienti affetti da rosacea ad avere un completamento ed un potenziamento della terapia sicuramente efficace a loro prescritta.

A cura di: Valentina Dente – Specialista in Dermatologia e Venereologia


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