acne volgare

Strategie terapeutiche per la cura dell’acne


L’acne e l’iperseborrea costituiscono un disturbo molto invalidante per i pazienti, talvolta con ripercussioni psicologiche anche gravi che minano l’autostima e la vita relazionale nonchè lavorativa. A ciò si contrappone, paradossalmente, una certa tendenza a sottovalutare la patologia, considerandola una condizione benigna e transitoriamente legata all’adolescenza. Ciò motiva un approccio terapeutico spesso approssimativo, laddove una gestione adeguata può sortire ottimi risulun nuovo e rivoluzionario trattamento topico per la cura dell’acne tati.

L’acne rappresenta una patologia di frequente osservazione in età adolescenziale che tende a risolversi poi verso i 20- 25 anni, anche se il 5% delle donne e l’1% degli uomini possono soffrire della patologia fino all’età di 40 anni per condizioni legate allo stress. In linea di massima i meccanismi patogenetici possono ricondursi ai seguenti fattori: l’iperseborrea, la colonizzazione batterica da parte del Propionibacterium acnes (responsabile nel mantenere ed amplificare i processi flogistici intra e perifollicolari), l’ infiammazione e la predisposizione genetica. Nell’acne della fase acuta i neurotrasmettitori dello stress svolgono un ruolo centrale. Clinicamente la cute presenta un aspetto lucido, soprattutto nelle zone in cui le ghiandole sebacee sono più numerose, come ad esempio nella regione frontale, al vertice ed alle tempie, associandosi frequentemente a capelli untuosi ed opachi.

L’acne viene classificata, secondo la gravità e il tipo di lesioni del soggetto, in: lieve, moderata e grave. Un corretto approccio diagnostico e la scelta di una terapia integrata topica e sistemica possono essere fondamentali per la risoluzione della patologia. Al dermatologo viene proposto un nuovo prodotto topico per potenziare i risultati ottenibili con il solo acido glicolico, molecola storica nel trattamento della patologia, in una formulazione innovativa in cui il perossido di idrogeno (acqua ossigenata) svolge un ruolo cardine nella fase infiammatoria e nel trattamento del Propionibacterium acnes. L’utilizzo di una associazione tra acido glicolico, notoriamente conosciuto per le sue capacità di penetrazione nel corneo, di stimolo al rinnovamento cellulare e con azione levigante, ed il perossido di idrogeno, con azione batteriostatica e antinfiammatoria, è stato ipotizzato con lo scopo di risolvere con un solo prodotto alcuni dei momenti patogenetici più importanti nel circolo vizioso della patologia dell’acne. Nel nostro studio i pazienti trattati riferivano un miglioramento del quadro clinico con netta diminuzione della seborrea e dell’effetto lucido della pelle, nonchè una maggiore luminosità e compattezza della trama cutanea. All’esame clinico si riscontrava una sostanziale riduzione del numero e della densità delle lesioni (comedoni e papule, circa il 60%) con una diminuzione dell’eritema tipico dell’infiammazione (circa 80%).

L’acido glicolico, ampiamente utilizzato nel trattamento dell’acne da più di 20 anni, svolge numerose attività a livello cutaneo: esfoliazione superficiale e conseguente stimolo al ricambio cellulare con evidenza clinica di levigatezza, compattezza e luminosità. Infine, per la sua azione cheratolitica, rimuove dolcemente il cosiddetto “tappo cheratinico”, levigando lo strato corneo e normalizzando l’eccesso di sebo.

Il perossido di idrogeno, invece, per il suo ampio spettro d’azione è indicato in molte patologie dermatologiche. La sua forma attiva svolge un’azione cicatrizzante sulle papule tendendo ad essiccarle velocemente, oltre all’attività antibatterica specifica sul Propionibacterium acnes. La breve durata d’azione legata alla sua rapida evaporazione riduce fortemente l’instaurarsi di forme batteriche resistenti e minimizza i possibili effetti collaterali irritanti. In conclusione, poichè l’acne si accompagna ad un carico emotivo e relazionale importante, in una delle fasi più delicate della vita, in cui la malattia ha compromesso la qualità dell’età del paziente, è dovere del dermatologo approfondire le sue conoscenze sulle nuove molecole e sulle nuove formulazioni. Ciò al fine di poter offrire ai propri pazienti prodotti innovativi ed efficaci ma soprattutto protocolli terapeutici semplici da utilizzare per non creare problemi di mancato utilizzo e quindi di disillusione delle aspettative del paziente stesso.

A cura di: Elena Sammarco – Specialista in Dermatologia e Venereologia