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Ecco gli alimenti amici del buon sonno

Per dormire meglio dimenticate il latte caldo

Secondo un studio condotto dall’Università della Pennsylvania, mangiare pesce può essere la chiave per dormire meglio la notte.

La ricerca, pubblicata su Scientific Reports, ha stabilito che esiste un’associazione diretta tra il consumo regolare di pesce e l’alta qualità del sonno tra gli scolari cinesi; probabilmente grazie alla presenza di acidi grassi Omega-3. In gran parte a causa di quel miglioramento del sonno, i ricercatori hanno scoperto che i bambini hanno anche ottenuto punteggi più alti nei test del QI.

Dormire meglio mangiando pesce

“Esiste una relazione tra consumo di pesce e funzionamento cognitivo. Quello che documentiamo qui è che è il miglior sonno che spiega la relazione.

Lo studio

I ricercatori hanno chiesto a 541 scolari in Cina di età compresa tra 9 e 11 anni di descrivere le loro abitudini alimentari, compresa la frequenza con cui hanno mangiato pesce. I loro genitori, nel frattempo, sono stati invitati a rispondere a domande sui modelli di sonno dei loro figli. Gli studiosi  hanno poi somministrato ai bambini un test di QI al compimento del dodicesimo anno.

I risultati

Hanno trovato un legame tra il consumo regolare di pesce – più se ne mangia, più fa bene – ed un significativo miglioramento della qualità del sonno, ottenendo punteggi QI più alti.

Anche se lo studio ha coinvolto i bambini, per gli studiosi i benefici sono riscontrabili anche per gli adulti.

 

La gentilezza per sconfiggere l’ansia: provare per credere

Essere gentili fa bene all’umore e aiuta a combattere l’ansia. E’ quanto sostengono due psicologhe sociali Jennifer L. Trew e Lynn E. Alden in un loro studio riportato sulle pagine dell’Huffington Post America.

Secondo le due ricercatrici, comportarsi in maniera gentile e generosa con chiunque potrebbe essere la chiave per “spegnere” una particolare forma di ansia, quella sociale, nota anche come fobia sociale.

Lo studio ha coinvolto 115 studenti delle scuole superiori colpiti da fobia sociale in tre gruppi. Ad ogni gruppo è stato suggerito uno specifico comportamento per combattere l’ansia.

Al termine della sperimentazione è emerso che gli studenti ai quali è stato chiesto di praticare la gentilezza si sono rivelati meno ansiosi, con un netto miglioramento della vita sociale.

Studio svizzero: essere generosi ci aiuta ad essere più felici

Essere generosi, non solo a Natale, può essere il segreto per sentirsi più felici

Anche solo pensare di compiere gesti di generosità può avere un effetto benefico sul cervello. A dirlo è una recente ricerca condotta dall’Università di Zurigo in Svizzera e pubblicata su Nature Communications.

Lo studio

Il team di scienziati, come riporta il Time hanno preso un  campione di 50 persone, comunicandogli che avrebbero ricevuto circa 100 dollari nel giro di poche settimane. Ad una metà delle persone è stato chiesto di impegnarsi a spendere la somma di denaro soldi per se stessi, e all’altra metà di impegnarli a favore di qualcuno che conoscevano.

L’obiettivo era quello di dimostrare se era sufficiente impegnarsi ad essere generosi per rendere le persone più felici. Quindi, prima della consegna del denaro, li hanno portati in laboratorio e hanno chiesto loro di pensare ad un amico a cui fare un regalo. Hanno eseguito scansioni MRI funzionali per misurare l’attività in tre regioni del cervello associate al comportamento sociale, alla generosità, alla felicità e al processo decisionale.

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Coloro che avevano accettato di spendere soldi per altre persone tendevano ad avere livelli più alti di felicità. Anche i piccoli gesti hanno un effetto benefico, come quello di portare caffè al compagno d’ufficio al mattino.

Gli studi hanno dimostrato che le persone anziane che sono generose tendono ad avere una migliore salute. Altre ricerche, poi, hanno indicato che spendere soldi per altri può essere talmente efficace da abbassare la pressione sanguigna, alla stregua di un farmaco o di un esercizio fisico.

Inoltre, secondo gli studiosi esiste un’associazione positiva tra aiutare gli altri e l’aspettativa di vita, in quanto, probabilmente aiuta gli altri a ridurre lo stress.

bionde

Studio americano: gli uomini preferiscono le donne con i capelli biondi

Sono passati decenni da quando Marilyn Monroe ha dominato il grande schermo. Ma pare che gli uomini preferiscano ancora le bionde. Almeno è quanto suggerito da uno studio scientifico secondo cui gli uomini continuano a preferire le bionde.

Il motivo? I ricercatori hanno scoperto che gli uomini giudicano le donne con i capelli biondi “significativamente” più giovani e dall’aspetto più sano. E le brune e castane? Sempre secondo lo studio, vengono considerate migliori come madri dei loro figli.

La ricerca condotta dagli psicologi della Augsburg University in Minnesota e pubblicata sul Journal of Social Psychology. L’obiettivo della ricerca era di stabilire, per quanto possibile, in che misura il colore dei capelli delle donne può influire sul modo in cui vengono percepiti dagli uomini.

Lo studio ha rilevato che la maggior parte degli uomini generalmente associa le donne con capelli più chiari ad essere più giovani e attraenti rispetto alle donne con i capelli più scuri. Anche se quest’ultime hanno un leggero vantaggio quando si tratta di matrimonio, poiché si ritiene che abbiano un maggiore “potenziale genitoriale”.

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esercizio fisico

Poco esercizio fisico più nocivo del fumo e del diabete

Svolgere poco esercizio fisico potrebbe rappresentare un serio rischio per la salute, maggiore rispetto al fumo, al diabete o alle malattie cardiache.

A dirlo sono i ricercatori della Cleveland Clinic che hanno studiato più di 122.000 pazienti che hanno partecipato a test su tapis roulant tra il 1991 e il 2014.

I risultati hanno mostrato che una migliore forma fisica cardiorespiratoria era legata ad un maggiore benessere che si traduce nel vivere meglio e più a lungo. Mentre la forma aerobica estrema forniva i maggiori benefici, specialmente ai pazienti sopra i 70 anni e ai pazienti con ipertensione.

Lo studio ha anche affermato che il rischio rappresentato dal non svolgere esercizio fisico era lo stesso o superiore ai tradizionali fattori di rischio come il fumo o il diabete.

Lo studio è stato pubblicato il 19 ottobre sul Journal of American Medical Association Network Open.

Il mese scorso, uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rilevato che 1,4 miliardi di persone in tutto il mondo sono fisicamente inattive, mettendo a rischio malattie come il diabete.

A giugno, un rapporto dei Centers for Disease Control and Prevention ha affermato che solo il 23% degli americani stava facendo abbastanza esercizio fisico. Le linee guida CDC suggeriscono agli americani di sottoporsi a 150 minuti di esercizio aerobico moderato alla settimana, insieme ad attività di potenziamento muscolare due volte a settimana.

Ma anche l’esercizio di due giorni alla settimana potrebbe offrire vantaggi. A maggio, uno studio dall’Istituto per l’esercizio fisico e la medicina ambientale al Texas Health Presbyterian Hospital e all’University of Texas Southwestern Medical Center ha rilevato che praticare esercizio fisico da due a tre giorni alla settimana poteva ridurre al minimo l’irrigidimento delle arterie di medie dimensioni.