Studio svizzero: essere generosi ci aiuta ad essere più felici

Essere generosi, non solo a Natale, può essere il segreto per sentirsi più felici

Anche solo pensare di compiere gesti di generosità può avere un effetto benefico sul cervello. A dirlo è una recente ricerca condotta dall’Università di Zurigo in Svizzera e pubblicata su Nature Communications.

Lo studio

Il team di scienziati, come riporta il Time hanno preso un  campione di 50 persone, comunicandogli che avrebbero ricevuto circa 100 dollari nel giro di poche settimane. Ad una metà delle persone è stato chiesto di impegnarsi a spendere la somma di denaro soldi per se stessi, e all’altra metà di impegnarli a favore di qualcuno che conoscevano.

L’obiettivo era quello di dimostrare se era sufficiente impegnarsi ad essere generosi per rendere le persone più felici. Quindi, prima della consegna del denaro, li hanno portati in laboratorio e hanno chiesto loro di pensare ad un amico a cui fare un regalo. Hanno eseguito scansioni MRI funzionali per misurare l’attività in tre regioni del cervello associate al comportamento sociale, alla generosità, alla felicità e al processo decisionale.

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Coloro che avevano accettato di spendere soldi per altre persone tendevano ad avere livelli più alti di felicità. Anche i piccoli gesti hanno un effetto benefico, come quello di portare caffè al compagno d’ufficio al mattino.

Gli studi hanno dimostrato che le persone anziane che sono generose tendono ad avere una migliore salute. Altre ricerche, poi, hanno indicato che spendere soldi per altri può essere talmente efficace da abbassare la pressione sanguigna, alla stregua di un farmaco o di un esercizio fisico.

Inoltre, secondo gli studiosi esiste un’associazione positiva tra aiutare gli altri e l’aspettativa di vita, in quanto, probabilmente aiuta gli altri a ridurre lo stress.

capelli biondi

Studio americano: gli uomini preferiscono le donne con i capelli biondi

Sono passati decenni da quando Marilyn Monroe ha dominato il grande schermo. Ma pare che gli uomini preferiscano ancora le bionde. Almeno è quanto suggerito da uno studio scientifico secondo cui gli uomini continuano a preferire le bionde.

Il motivo? I ricercatori hanno scoperto che gli uomini giudicano le donne con i capelli biondi “significativamente” più giovani e dall’aspetto più sano. E le brune e castane? Sempre secondo lo studio, vengono considerate migliori come madri dei loro figli.

La ricerca condotta dagli psicologi della Augsburg University in Minnesota e pubblicata sul Journal of Social Psychology. L’obiettivo della ricerca era di stabilire, per quanto possibile, in che misura il colore dei capelli delle donne può influire sul modo in cui vengono percepiti dagli uomini.

Lo studio ha rilevato che la maggior parte degli uomini generalmente associa le donne con capelli più chiari ad essere più giovani e attraenti rispetto alle donne con i capelli più scuri. Anche se quest’ultime hanno un leggero vantaggio quando si tratta di matrimonio, poiché si ritiene che abbiano un maggiore “potenziale genitoriale”.

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sonno

Ecco gli alimenti amici del buon sonno

Per dormire meglio dimenticate il latte caldo

Secondo un studio condotto dall’Università della Pennsylvania, mangiare pesce può essere la chiave per dormire meglio la notte.

La ricerca, pubblicata su Scientific Reports, ha stabilito che esiste un’associazione diretta tra il consumo regolare di pesce e l’alta qualità del sonno tra gli scolari cinesi; probabilmente grazie alla presenza di acidi grassi Omega-3. In gran parte a causa di quel miglioramento del sonno, i ricercatori hanno scoperto che i bambini hanno anche ottenuto punteggi più alti nei test del QI.

Dormire meglio mangiando pesce

“Esiste una relazione tra consumo di pesce e funzionamento cognitivo. Quello che documentiamo qui è che è il miglior sonno che spiega la relazione.

Lo studio

I ricercatori hanno chiesto a 541 scolari in Cina di età compresa tra 9 e 11 anni di descrivere le loro abitudini alimentari, compresa la frequenza con cui hanno mangiato pesce. I loro genitori, nel frattempo, sono stati invitati a rispondere a domande sui modelli di sonno dei loro figli. Gli studiosi  hanno poi somministrato ai bambini un test di QI al compimento del dodicesimo anno.

I risultati

Hanno trovato un legame tra il consumo regolare di pesce – più se ne mangia, più fa bene – ed un significativo miglioramento della qualità del sonno, ottenendo punteggi QI più alti.

Anche se lo studio ha coinvolto i bambini, per gli studiosi i benefici sono riscontrabili anche per gli adulti.

 

esercizio fisico

Poco esercizio fisico più nocivo del fumo e del diabete

Svolgere poco esercizio fisico potrebbe rappresentare un serio rischio per la salute, maggiore rispetto al fumo, al diabete o alle malattie cardiache.

A dirlo sono i ricercatori della Cleveland Clinic che hanno studiato più di 122.000 pazienti che hanno partecipato a test su tapis roulant tra il 1991 e il 2014.

I risultati hanno mostrato che una migliore forma fisica cardiorespiratoria era legata ad un maggiore benessere che si traduce nel vivere meglio e più a lungo. Mentre la forma aerobica estrema forniva i maggiori benefici, specialmente ai pazienti sopra i 70 anni e ai pazienti con ipertensione.

Lo studio ha anche affermato che il rischio rappresentato dal non svolgere esercizio fisico era lo stesso o superiore ai tradizionali fattori di rischio come il fumo o il diabete.

Lo studio è stato pubblicato il 19 ottobre sul Journal of American Medical Association Network Open.

Il mese scorso, uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rilevato che 1,4 miliardi di persone in tutto il mondo sono fisicamente inattive, mettendo a rischio malattie come il diabete.

A giugno, un rapporto dei Centers for Disease Control and Prevention ha affermato che solo il 23% degli americani stava facendo abbastanza esercizio fisico. Le linee guida CDC suggeriscono agli americani di sottoporsi a 150 minuti di esercizio aerobico moderato alla settimana, insieme ad attività di potenziamento muscolare due volte a settimana.

Ma anche l’esercizio di due giorni alla settimana potrebbe offrire vantaggi. A maggio, uno studio dall’Istituto per l’esercizio fisico e la medicina ambientale al Texas Health Presbyterian Hospital e all’University of Texas Southwestern Medical Center ha rilevato che praticare esercizio fisico da due a tre giorni alla settimana poteva ridurre al minimo l’irrigidimento delle arterie di medie dimensioni.

pasta

Studio canadese: la pasta non fa ingrassare

Lo studio suggerisce che la pasta può essere parte di una dieta sana senza mettere chili in eccesso

I carboidrati non godono di molta stima tra la stampa e spesso vengono indicati come responsabili dell’obesità. Un nuovo studio, tuttavia, suggerisce che questa attenzione negativa potrebbe essere immotivata.

A differenza della maggior parte dei carboidrati “raffinati”, che sono rapidamente assorbiti nel flusso sanguigno, la pasta ha un basso indice glicemico; il che significa che provoca minori aumenti dei livelli di zucchero nel sangue rispetto a quelli causati dal consumo di alimenti con un alto indice glicemico.

La ricerca

I ricercatori del St. Michael’s Hospital in Canada hanno effettuato una revisione sistematica e una meta-analisi di tutte le prove disponibili da studi randomizzati controllati. Hanno identificato 30 studi di controllo randomizzati che hanno coinvolto quasi 2.500 persone che hanno mangiato pasta invece di altri carboidrati come parte di una dieta sana a basso indice glicemico. I loro risultati sono stati pubblicati sulla rivista BMJ Open.

I risultati

“Lo studio ha scoperto che la pasta non ha contribuito all’aumento di peso o all’aumento del grasso corporeo”, ha dichiarato John Sievenpiper, uno scienziato del St. Michael’s Hospital. “In realtà l’analisi ha mostrato una leggera perdita di peso, quindi contrariamente alle preoccupazioni, forse può essere parte di una dieta sana come una dieta a basso indice glicemico”, ha affermato Sievenpiper.

Le persone coinvolte nelle sperimentazioni cliniche hanno mangiato in media 3,3 porzioni di pasta alla settimana invece di altri carboidrati. Una porzione equivale a circa mezzo bicchiere di pasta cotta. Al termini, è emerso che hanno perso circa mezzo chilo con un follow-up di 12 settimane.

I ricercatori hanno sottolineato che questi risultati sono generalizzabili alla quella consumata insieme ad altri alimenti a basso indice glicemico come parte di una dieta a basso indice glicemico.

“Nel valutare le prove, ora possiamo dire con una certa sicurezza che la pasta non ha un effetto negativo sugli esiti del peso corporeo quando viene consumata come parte di un regime alimentare sano”, ha affermato Sievenpiper.