Ginecologia estetica: il ringiovanimento vaginale

Sempre più pazienti si rivolgono alla chirurgia plastica, non solo per problematiche relative al proprio viso o a parti del proprio corpo decisamente visibili. Richiestissima, infatti, è la revisione, il ringiovanimento o il modellamento degli organi genitali esterni. La crescente domanda dei pazienti in tal senso, è legata all’allungamento della vitalità sessuale che caratterizza donne e uomini entrati negli “anta”. Il chirurgo che risponde a tali richieste ha a disposizione soluzioni differenti a seconda della singola necessità della paziente e legata alla eterogeneità delle stesse.

Anche pazienti estremamente giovani, infatti, spesso richiedono il riempimento delle grandi labbra dei genitali esterni, questo per volumizzare, idratare, rendere certamente più gradevoli le stesse. È certamente un intervento estetico, ma non soltanto, in considerazione che, aumentando il volume, l’idratazione e quindi le superfici di contatto, anche il piacere fisico, durante i rapporti con il proprio partner ne ottiene un benefico incremento. Contestualmente a tale intervento, che in genere prevede l’utilizzo di filler adatti a tale scopo, acido ialuronico in primis, si può effettuare anche la volumizzazione del “punto G” atta ad ottenere gli stessi benefici su citati. E’, questo, un intervento ambulatoriale, che richiede l’adozione di piccolissime dosi di anestetico locale e la cui esecuzione prevede tempi assolutamente ridotti nell’ordine dei quindici minuti circa.

La durata, invece, dell’effetto, a seconda delle quantità di filler utilizzato e del filler stesso, va dagli 8 ai 20 mesi, trascorsi i quali, la paziente può richiedere di effettuare un nuovo trattamento esattamente come, ad esempio, si fa per le labbra piuttosto che per le rughe del viso trattate con i filler. Nessuna particolare attenzione è richiesta dopo il trattamento e la paziente potrà, pertanto, riprendere la propria vita sociale fin da subito. Differenti, sono, invece, le necessità estetiche e funzionali di pazienti che si rivolgono al chirurgo a seguito di prolassi, ptosi, ipertrofia dei genitali esterni. Indagato su eventuali cause e patologie primarie, secondarie o annesse ed escluse le stesse, il chirurgo effettuerà un intervento per ristabilire le condizioni fisiologiche ed anatomiche corrette al fine di consentire un’adeguata e dignitosa vita sessuale alla paziente.

Tempistiche operatorie e post operatorie sono assolutamente legate alla tipologia di patologia e al conseguente intervento chirurgico che la sua risoluzione necessita. Ad ogni modo, sia chirurgica, sia medico-estetica, la risposta al paziente sarà certamente rapida, e senza esiti visibili, il tutto al fine di rendere maggiormente soddisfatta  la paziente.

A cura di: Dott. Rocco Carfagna – Specialista in Chirurgia Plastica

Il microneedling per una pelle più giovane

Solitamente le donne tra i 40 ed i 65 anni richiedono interventi per attenuare le rughe e rendere la pelle -in particolare quella del volto- più compatta. Vengono prediletti trattamenti veloci, non invasivi, che hanno anche un impegno economico decisamente inferiore ad un intervento chirurgico come può essere il lifting o la blefaroplastica. Inoltre molte pazienti solo all’idea di doversi sottoporre ad una iniezione -come nel caso dell’uso di filler-, restano titubanti e optano per soluzioni meno dirette e ritenute meno invasive. Sotto questo profilo, il microneedling rappresenta un passo in avanti.

Il microneedling è una tecnica di dermatologia estetica che ha la funzione di rigenerare e rivitalizzare in profondità la pelle (epidermide e derma) del viso e del corpo attraverso l’uso di una particolare “penna” elettrica dotata di 11 microaghi che penetrano nella cute, in modo controllato, a una velocità fino a 25 volte/secondo. Tali aghi sono progettati appositamente per riuscire a stimolare (una volta inseriti nella cute) la proliferazione di nuovo collagene endogeno. La tecnica del microneedling ha molteplici indicazioni: si spazia infatti da trattamenti destinati a ridare turgore e luminosità alla pelle fino ad arrivare a trattare e migliorare anche del 70-80% cicatrici post acneiche, rughe profonde, cicatrici in genere e smagliature.
Il medical device più utilizzato per praticare il microneedling è la “penna ad aghi” che mediante microaghi monouso penetra la cute verticalmente consentendo di migliorare in modo sostanziale i risultati del trattamento e di ridurre al minimo il danno epidermico.

Il microneedling favorisce inoltre l’assorbimento dei prodotti (acido ialuronico, vitamine, PRP, e così via) eventualmente associati. La profondità di azione è regolabile in funzione del tipo di pelle da trattare, dell’area del trattamento e dell’obiettivo dell’applicazione, e varia da <0.5 mm a un massimo di 2.5 mm.
I microfori cutanei indotti dal needling incoraggiano e rinforzano i meccanismi fisiologici di produzione del collagene (collagenesi), dell’elastina e di altre sostanze naturali, lungo il ciclo CIT (Terapia di Induzione del Collagene) che si compone di tre fasi. La prima fase inizia con il rilascio dei fattori di crescita e la successiva cascata di crescita epidermica, proliferazione dei fibroblasti e produzione di matrice cellulare. La proliferazione dei tessuti dell’organismo stimola il rilascio dei fattori di crescita dai fibroblasti, cheratinociti e monociti, e culmina nella seconda delle tre fasi, durante la quale la formazione di nuovi vasi sanguigni (neoangiogenesi) si accompagna alla produzione di collagene III e IV, elastina, proteoglicani e glicosaminoglicani (GAG). L’ultima fase del ciclo coincide con la comparsa del nuovo collagene e il rimodellamento e rassodamento della pelle.

La formazione di nuovi capillari (neoangiogenesi) aumenta la vascolarizzazione della zona trattata (viso o corpo), contribuendo sia a migliorare la salute della pelle esistente, sia fornendo una base migliore e più integra alla formazione del nuovo tessuto. Il microneedling “rompe” il tessuto fibroso e cicatriziale, e ciò lo rende adatto anche, a differenza di altri trattamenti, a trattare con grande efficacia anche le cicatrici dell’acne e le smagliature. Dopo il trattamento, la pelle diventa più tonica e levigata, e i difetti cutanei risultano progressivamente attenuati.
L’azione del microneedling determina dunque una stimolazione di produzione di collagene di tipo III° con conseguente organizzazione fibrotica. Questa azione è causa dell’incremento del tono dei tessuti trattati, e della rigenerazione delle cicatrici e del miglioramento di smagliature.

Gli effetti dunque possono essere così sintetizzati:
• Stimolazione del tessuto cutaneo a produrre nuovo collagene, aumentare la microcircolazione, richiamare fibroblasti.
• Favorire la penetrazione per via topica di prodotti cosmeceutici negli strati superficiali, medi e profondi della pelle.

Il trattamento con microneedling si svolge in tre fasi:
• Nella prima fase, sono deposti sulla parte da trattare acido ialuronico, vitamine, oligoelementi coniugati insieme, secondo la tipologia del caso.
• Nella seconda fase, il manipolo ripetutamente passato sulla pelle provoca i micro canali prodotti dagli aghi sottilissimi che penetrando permettono l’immediato assorbimento dei prodotti.
• Nella terza fase i prodotti sono nuovamente deposti sulla pelle per amplificare l’effetto del trattamento.
Il trattamento è in genere indolore fino a una profondità di penetrazione dei microaghi pari a 0.5 mm. Per profondità superiori si applica localmente una pomata anestetica 15-40 minuti prima del trattamento, che a questo punto diventa completamente indolore. Alla fine del trattamento si può in genere ritornare alle proprie attività quotidiane senza mostrare alcun segno visibile o arrossamento locale; qualora questo si producesse, i normali cosmetici sono
sufficienti a mascherarlo.

pezza_19_a pezza_19_bLe micro ferite prodotte dagli aghi si richiudono nel giro di pochi minuti e non sono visibili. La zona trattata rimane arrossata per poco tempo permettendo di riprendere subito la vita sociale. La seduta dura circa quindici minuti. Il numero di trattamenti e i prodotti utilizzati variano da paziente a paziente e secondo la sua condizione di base. In genere bastano tre sedute per raggiungere un miglioramento di circa il 70% dalle condizioni iniziali, gli intervalli tra le sedute sarà di 3/6 settimane. I risultati ottenuti si manterranno per circa 2 o 3 mesi quindi si assisterà ad una riduzione annuale di circa il 20%. Una prescrizione molto importante è rappresentata dai cosmeceutici che dovranno essere prescritti al paziente durante e fra i trattamenti, questo per favorire il loro assorbimento grazie alla terapia che apre dei canali intradermici.

Bibliografia
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