Monnalisa touch: il ringiovanimento vaginale con un raggio laser

Anche gli organi genitali invecchiano. Il periodo critico per la vagina inizia verso i 50 anni. La comparsa di scarsa lubrificazione, la perdita di turgore e di idratazione delle mucose vaginali rendono i rapporti sessuali in molti casi dolorosi, accompagnati da sensazione di prurito, secchezza e bruciore.

Insomma, un sottile disagio che spinge molte donne alla ricerca di qualcosa di naturale in grado di alleviare i fastidiosi sintomi genitali. I piccoli-grandi disturbi che minacciano la sfera intima vengono etichettati con il termine di atrofia vaginale.

Tale sintomatologia è legata al brusco calo di estrogeni che si verifica nel periodo pre e post-menopausale. Gli ormoni femminili, infatti, “nutrono” l’epitelio della mucosa vaginale. Durante l’età fertile, l’epitelio è spesso, elastico e idratato, mentre in menopausa diventa progressivamente più sottile e fragile.

Un altro problema legato al passare degli anni è lo spostamento del pH vaginale verso valori basici (normalmente è acido, compreso tra 4,5 e 5,5), alterando di fatto tutto l’equilibrio dell’ecosistema vaginale, abbassando le difese immunitarie locali e spianando la strada a ricorrenti cistiti, micosi e vaginiti.

La terapia ormonale 

Le donne in genere non amano le terapie sostitutive con ormoni per alleviare i disturbi intimi, principalmente per questi motivi: il primo è che la terapia ormonale è controindicata anche alle donne a rischio di tromboflebiti e di tromboembolie.

Il secondo è che gli ormoni assunti per via vaginale (creme, gel, ovuli e capsule molli) lasciano spesso tracce e perdite che possono essere avvertite come sgradevoli anche dal partner.

Il terzo è che gli ovuli per via vaginale a base di fitormoni (sia di soia che di trifoglio rosso) sono meno attivi di quelli di sintesi, devono essere usati per lunghi periodi, e non esistono studi sui loro effetti collaterali a lungo termine. La terapia ormonale sostitutiva combatte la fisiologica riduzione delle secrezioni vaginali, mantiene giovani le parti intime, e solo il 5% delle donne la assume.

Il trattamento laser 

Esiste invece una valida alternativa: il laser intravaginale è il metodo più tecnologico e insieme naturale per ridare giovinezza alla intimità delle donne. In Italia, oltre all’Ospedale di San Marino, attualmente viene utilizzato dall’Ospedale San Raffaele di Milano, che per primo ha condotto la sperimentazione, e da pochi altri Centri in Italia. Molte volte i primi benefici possono essere apprezzabili anche solo dopo la prima seduta, con un miglioramento complessivo dei disturbi in oltre il 65% dei casi.

Monnalisa touch

Il trattamento laser in questione è stato denominato Monnalisa Touch, si tratta di un laser a CO2 con raggio pulsato, che emette impulsi delicati (potenza massima 30-40 Watt), frazionati tra loro da un intervallo di 1000 microsecondi, in modo da svolgere un’ azione molto delicata, una avanzata tecnologia messa a punto dall’azienda DEKA di Firenze, leader mondiale nel campo delle applicazioni laser. Gli spot laser esercitano un’immediata azione ristrutturante sulle pareti vaginali che vengono come rigenerate dall’interno.

La natura terapeutica (non estetica) di questo laser fa sì che viene riequilibrato il pH vaginale, con un miglioramento dell’irrorazione sanguigna, un maggiore turgore e idratazione delle mucose e un ispessimento dell’epitelio vaginale. Sul versante pratico, già dopo una seduta si assiste a una netta riduzione di bruciore, prurito e senso di secchezza delle parti intime. Le sedute non sono dolorose, non richiedono anestesia, durano circa 15-20 minuti, e procurano una sensazione di calore, dovuta alla sonda-laser posta in vagina.

Il trattamento è assolutamente privo di effetti collaterali. L’unica vera controindicazione del trattamento Monnalisa Touch è la presenza di infezioni vaginali in atto, per tale motivo alla paziente viene richiesto preventivamente un tampone vaginale.

Lo studio

La UOC di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Stato della Repubblica di San Marino ha eseguito i primi trattamenti laser MonnaLisa Touch alla fine del mese di gennaio 2013. L’età delle pazienti trattate è stata nel 70% dei casi fra i 51 e i 60 anni, nel 20% fra i 61 e i 70 anni, nel 10% fra i 46 e i 50 anni e nel 9% dei casi le pazienti presentavano un’età minore a 45 anni. L’86% delle donne trattate erano in menopausa fisiologica o indotta da chemioterapia. A quasi un anno dal lancio della rivoluzionaria terapia di laser intravaginale, sono emersi dei risultati clinici preliminari entusiasmanti.

I risultati

Le donne affette da atrofia vaginale, in seguito ai primi trattamenti con MonnaLisa Touch, hanno riportato notevoli miglioramenti di tutti i principali sintomi, con importanti risvolti positivi anche sulla qualità della loro vita. La dispareunia (ovvero il dolore durante il rapporto sessuale) si è ridotta nell’88% dei casi e nel 66% la diminuzione è stata di una certa intensità. Il 91% delle donne trattate nell’Ospedale di Stato della Repubblica di San Marino ha dichiarato di essere contenta e di avere avuto notevoli miglioramenti e solo il 9% non è rimasto del tutto soddisfatto o si aspettava di più.

Al controllo, eseguito dopo circa due mesi, le pazienti hanno dichiarato di esser parecchio o molto soddisfatte nel 22,2% dei casi, completamente soddisfatte nel 22,2%, abbastanza soddisfatte nel 38,9% e solo poco o appena soddisfatte nell’8,4% dei casi. Come tutti i trattamenti laser, anche Monnalisa Touch non garantisce risultati eterni, per cui può essere anche ripetuto dopo qualche mese o dopo qualche anno. Per eventuali chiarimenti, informazioni o prenotazioni il numero da contattare è lo 0549 994529, dalle ore 10:00 alle ore 17:00 (Ambulatorio Ginecologico dell’Ospedale di Stato della Repubblica di San Marino).