Tossina botulinica: angelo o demone? Facciamo il punto

La richiesta di trattamenti mirati ad ottenere un rallentamento dei processi di invecchiamento cutaneo ha determinato un significativo aumento delle proposte terapeutiche a disposizione del dermatologo plastico-estetico. In Italia, dal 2004, è autorizzato l’uso a fini estetici della Tossina Botulinica (TB), per il trattamento delle rughe glabellari (tra le sopracciglia).

In questi anni l’impiego della TB è notevolmente aumentato e si è ampliato il campo di applicazione, in quanto i numerosi studi scientifici pubblicati hanno dimostrato l’efficacia nel trattamento delle rughe di espressione anche in distretti diversi da quelli autorizzati. Pertanto la TB è comunemente impiegata per trattare le rughe frontali e quelle periorbitarie (zampe di gallina).

Solo i più esperti la sanno utilizzare anche nel distretto inferiore del volto (codice a barre, rughe della marionetta). Inizialmente era autorizzato un unico prodotto a base di TB (Vistabex); dal 2010 è stato autorizzato l’Azzalure e nel 2011 il Bocouture. Ma in commercio è possibile reperire la tossina botulinica di origine dubbia e di ancora più dubbia sicurezza.

Medici senza scrupoli e spesso anche non medici (vedi estetiste) impiegano i farmaci non autorizzati sia per il basso costo, sia per la possibilità di acquistarli evitando i sistemi di controllo (ad esempio su internet è possibile acquistare TB a prezzi minimi senza certificazioni ed autorizzazioni e provenienti da ogni parte del mondo).

Questo uso sconsiderato della tossina botulinica ha determinato un aumento del numero degli eventi avversi, oltre ad un incremento dei risultati scadenti da un punto di vista estetico (volti bloccati, sguardi fissi, espressioni innaturali, e così via). Parallelamente sui tabloid è nata e cresciuta una propaganda negativa per il “botox”, (alimentata spesso da medici a mio avviso non in buonissima fede), cui viene attribuita la responsabilità dei pessimi risultati estetici visibili sui volti di giovani e meno giovani personaggi pubblici, che appaiono stravolti, deformati e falsificati, senza fare distinzione tra gli effetti della TB e quelli di altre sostanze o tecniche impiegate in estetica (filler, protesi, chirurgia). Io ritengo che debba essere fatta chiarezza su quello che ci si può attendere dai prodotti impiegati in medicina estetica e sui possibili danni correlati al loro impiego.

Nel caso della TB va chiarito che si tratta di un farmaco. La paura principale deriva dall’idea, alimentata dai soliti noti, che si tratti di un potentissimo veleno e quindi estremamente pericoloso. Giova ricordare che il termine “farmaco” deriva dalla parola greca farmakon che vuol dire appunto “veleno”. Quindi tutti i farmaci che usiamo comunemente (analgesici, antibiotici, antipiretici, ecc…) sono in realtà dei veleni. Il farmaco è caratterizzato da specifiche proprietà che gli consentono di interagire con il nostro organismo, determinando degli effetti specifici sulla funzione delle strutture bersaglio.

La tossina botulinica si comporta esattamente come gli altri farmaci: è dotata di una azione biologica ben definita che determina il blocco temporaneo della liberazione di acetilcolina dalle terminazioni nervose, con conseguente inibizione della contrazione muscolare o della sudorazione, limitatamente alla sola zona dove il farmaco viene iniettato. Va sottolineato che la TB può indurre gravissimi ed anche mortali effetti sull’uomo (botulismo) qualora ingerita in altissime dosi con alimenti contaminati, o iniettata in vena in alte dosi.

In proposito è necessario rilevare che farmaci di uso comunissimo, considerati salva vita e ritenuti comunemente innocui, presentano un rischio di causare eventi avversi, fino alla morte, di gran lunga più elevato rispetto alla TB: è il caso dell’insulina (poche unità in più possono causare un coma glicemico), della digitale, un farmaco cardiostimolante comunemente utilizzato nei soggetti anziani (in grado di causare gravi forme di intossicazione), degli analgesici, acquistabili anche senza prescrizione medica (alto rischio di emorragie ed ulcere gastriche), e così via. Tutti i farmaci sono potenziali veleni, ma tutti i farmaci, adeguatamente somministrati da personale medico esperto, possono aiutarci a vivere meglio. Ciò vale a maggior ragione per un farmaco impiegato in medicina estetica.

Vi fareste mai prescrivere o somministrare un farmaco dal vicino di casa o dalla parrucchiera e dall’estetista?
Il mio consiglio è quello di affidarsi in primo luogo a medici (laureati in medicina e chirurgia e non in branche affini), possibilmente specializzati in dermatologia o chirurgia plastica, o in possesso di un diploma quadriennale riconosciuto in medicina estetica. Il rischio è di incappare nelle mani di soggetti non in possesso di titoli, o anche di medici che, in prospettiva di facili guadagni, si improvvisano medici estetici, senza averne alcuna competenza. Esiste poi il rischio di imbattersi in “falsi medici”, personaggi che si dichiarano in possesso di una laurea, ma che non la hanno mai conseguita (le cronache ne sono piene).

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Dott. Aldo Reale
Specialista in Dermatologia e Venereologia

Rimodellare il naso senza ricorrere alla chirurgia plastica

La rinoplastica è oramai da anni tra i primi 5 interventi maggiormente effettuati in chirurgia estetica. Il desiderio di avere un naso più bello e dritto spesso si va a scontrare con il timore di affrontare un intervento chirurgico a tutti gli effetti, e soprattutto il dubbio di non sapersi accettare con il cambiamento estetico definitivo che una rinoplastica può comportare. Ovviamente c’è anche l’incidenza del costo dell’intervento, non certo di poco conto, specialmente in un periodo di crisi come questo ed il costo degli esami preoperatori necessari per poter effettuare un qualsiasi intervento in completa sicurezza (anch’essi incidono sensibilmente).

Inoltre c’è un postoperatorio abbastanza impegnativo per la presenza di ecchimosi (lividi) evidenti, in quanto presenti sul viso, e di una vistosa medicazione (gessetto) contenitiva al di sopra del naso che deve essere portata per 10/15 giorni con ovvie limitazioni della vita sociale e lavorativa.

Impossibilità di potersi lavare il viso, di praticare attività sportiva, la necessità di essere molto attenti ad evitare colpi sul naso per un congruo periodo di tempo (pensiamo alle signore con figli piccoli che non possono accudirli e neanche prenderli in braccio per il rischio di qualche colpo involontario). Insomma un impegno piuttosto notevole sia dal punto di vista economico che del disagio conseguente. D’altro canto, con la rinoplastica chirurgica, si possono correggere definitivamente quasi tutti i difetti del naso, sia estetici che funzionali.

Ed ancora, c’è da ribadire che sino a non molto tempo fa, l’unico sistema per poter modificare un brutto naso era solo l’intervento chirurgico di rinoplastica.

Negli ultimi anni, invece, con il progredire della medicina estetica ed in particolare con l’uso sempre più articolato e specializzato dei filler (acido ialuronico ed altri) e della tossina botulinica o Botox è stato possibile intervenire anche su alcuni difetti del naso con tecniche non chirurgiche.

Rimodellare il naso senza dover ricorrere a un intervento di chirurgia plastica.

E’ questo l’obiettivo della “rinoplastica medica”, la nuova tecnica ambulatoriale che mediante micro iniezioni di acido ialuronico (o altra tipologia di filler) in punti determinati e precisi del naso, associate ad infiltrazioni di botox, riesce rapidamente ed in maniera sorprendente a migliorare i piccoli difetti del profilo nasale. Con la rinoplastica medica non è possibile trattare tutti i difetti del naso come con la chirurgica ma quelli più comuni si.

L’abbassamento della punta del naso, ad esempio, può essere congenita e quindi essere presente come fatto costituzionale o presentarsi con l’avanzare dell’età. Quando siamo di fronte ad un soggetto con la punta del naso cadente per il trascorrere del tempo si può porre rimedio con una infiltrazione di acido ialuronico con il quale è possibile ottenere un ottimo risultato; quando la caduta della punta è causata da una ipermobilità del muscolo depressore del setto allora è necessario fare ricorso al botox e con una punturina alla base del naso è possibile ottenere una rotazione verso l’alto della punta. Inoltre alcune volte alla radice del naso sono presenti delle rughette così dette del coniglio o bunny lines anch’esse trattabili con tossina botulinica questa volta praticata alla radice del naso proprio nel muscolo nasale. Insomma si può migliorare l’aspetto del naso non necessariamente ricorrendo alla chirurgia ma con tecniche associate di medicina estetica.

Inoltre c’è il vantaggio che essendo dei trattamenti transitori si può tornare allo stato precedente nel giro di qualche mese.

Questo è importante perché offre due possibilità:

a) Se la correzione non fosse piaciuta basta aspettare un po’ e tutto torna come prima.
b) Si può usare come “prova” o “anteprima” in previsione di una rinoplastica chirurgica definitiva.

Con la rinoplastica medica, in una sola seduta presso lo studio medico, è possibile sollevare ed addolcire la punta del naso, migliorare le gibbosità del profilo e riempire e volumizzare un naso troppo piatto o infossato (anche da pregressi interventi chirurgici troppo aggressivi), il cosiddetto “naso a sella”. Quindi con un trattamento ambulatoriale, praticamente indolore, con un costo contenuto, senza bisogno di medicazioni e con un ritorno immediato alle proprie attività è possibile migliorare il proprio profilo.

La procedura deve essere ovviamente affidata alle mani di uno specialista esperto in questo tipo di correzioni. L’approccio è simile a una seduta di fillers, ossia i dispositivi medici già comunemente utilizzati per riempire ed attenuare le rughe del viso o rendere più voluminose le labbra, gli zigomi, ecc.

Insomma, una metodica piuttosto economica, non dolorosa (non richiede anestesia), ambulatoriale, della durata di circa 15 minuti, con un ritorno immediato ai propri impegni (in quanto non lascia tracce) e che offre un risultato naturale e piacevole che dura fino ad un anno, e che può ritenersi un’ottima alternativa alla chirurgia.

Ovviamente questa metodica non sostituisce assolutamente l’intervento di rinoplastica ma rappresenta una buona alternativa non invasiva in caso di piccoli difetti della struttura del naso e soprattutto un’ottima opportunità per tutti coloro che non si sentono pronti ad affrontare un intervento chirurgico e non possono o non vogliono sostenere i costi dell’intervento.

A cura di: Dott. Claudio Amitrano – Medico Chirurgo – Medicina Estetica