Scoperto il perché la noia ci fa venire sonno

Noia: il ‘centro di piacere’ del cervello ci fa sentire stanchi quando non è stimolato

Perché ci addormentiamo quando proviamo noia: i ricercatori rivelano che il ‘centro del piacere’ del cervello è responsabile anche del sonno.

La scienza può finalmente spiegare perché ci sentiamo stanchi quando siamo annoiati.

Gli scienziati dell’Università di Tsukuba in Giappone hanno scoperto che questa area del cervello è densamente popolata da recettori che ci rende stanchi e sonnolenti.

Sia che tu abbia avuto un riposo totale o non sia affatto, il centro di piacere del cervello ti renderà ancora addormentato se sei annoiato.

La ricerca

Secondo lo studio, il sonno indotto da noia non sembra essere diverso dal sonno normale, ed entrambi possono essere combattuti con la caffeina.

I ricercatori giapponesi hanno scoperto che il ‘nucleo accumbens’, nota anche come ‘centro di piacere’ situato in una regione del cervello, aveva una capacità estremamente forte per indurre il sonno.

Questo nucleo svolge un ruolo fondamentale nel sistema di ricompensa del cervello. Rilascia la dopamina e ci fa provare piacere quando facciamo cose produttive per la nostra sopravvivenza, come mangiare, idratare, fare sesso o addirittura socializzare.

Inoltre ha molti recettori che rispondono ad un neurotrasmettitore, chiamato adenosina, che aiuta a regolare il nostro ciclo di sonno e di veglia.

Ma in assenza di questi stimoli motivazionali, la stessa parte del cervello sembra renderci molto stanchi.

Gli scienziati, guidati dal dott. Yo Oishi dell’Università di Tsukuba, hanno dimostrato questo fenomeno utilizzando farmaci per stimolare le cellule del cervello nel nucleo accumbens di topi.

Ed  stato visto, inoltre,  che ottenere abbastanza sonno non impedirà di diventare sonnolenti quando ci si annoia.

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La caffeina

Secondo lo studio, pubblicato in Nature Communications, afferrare una tazza di caffè o di un tè potrebbe aiutare.

La caffeina e l’adenosina fanno parte della stessa famiglia chimica. La caffeina stimola sostanzialmente i recettori di adenosina. Così, una volta che le molecole della caffeina si legano a questi recettori, non risponderanno ai segnali sonnolenti dell’adenosina.

Ora che si sa di più sul funzionamento di questi recettori nel nucleus accumbens, questa scoperta potrebbe contribuire a portare a trattamenti più sicuri per l’insonnia.

 

Bere tre tazze al giorno di caffè ti allungano la vita: parola di scienziati

  • Riduce i rischi di malattie epatiche e problemi digestivi e circolatori
  • La ricerca mostra che il composto vegetale antiossidante è responsabile dei benefici depiuttosto che la caffeina
  • La bevanda migliora la funzionalità epatica, riduce l’infiammazione e aumenta il sistema immunitario

Due studi, uno condotto da ricercatori britannici e uno negli Stati Uniti, hanno scoperto che bere tre tazze al giorno di caffè riduce il rischio di morte precoce.

Le ricerche, pubblicate sulla rivista Annals of Internal Medicine, hanno dimostrato che c’è un legame diretto tra l’assunzione di caffè e ridotti rischi di malattie epatiche, problemi circolatori e malattie legate al tratto digestivo.

Gli scienziati ritengono che siano i composti vegetali antiossidanti contenuti nella bevanda ad essere responsabili dei benefici per l’organismo, piuttosto che della caffeina. Non a caso, i benefici sono stati riscontrati anche nei soggetti che bevevano il decaffeinato

Il caffè, dunque sembra migliorare la funzionalità epatica, ridurre l’infiammazione e potenziare le difese del sistema immunitario.

Il caffè contiene molti antiossidanti e composti fenolici che svolgono un ruolo importante nella prevenzione del cancro

Lo studio inglese

Lo studio europeo, condotto dall’Imperial College di Londra e dall’Agenzia Internazionale delle Nazioni Unite per la ricerca sul cancro, ha analizzato un vasto campione formato da 520.000 persone di età superiore ai 35 anni in dieci paesi per circa 16 anni.

E’ stato scoperto che gli uomini che avevano bevuto tre tazze di caffè al giorno avevano il 18% in meno di probabilità di morire durante il periodo di studio, rispetto alle persone che non bevevano affatto caffè. Nelle donne il rischio era dell’8%.

Lo studio americano

I ricercatori statunitensi, della University of Southern California, hanno preso in esame 186.000 soggetti per 16 anni, ed hanno riscontrato risultati simili. Gli americani che consumavano 1 tazza al giorno avevano una minore probabilità del 12%, e del 18% se ne bevevano 3, rispetto a quelli che non la bevevano affatto.

I ricercatori hanno anche scoperto che i soggetti che bevevano regolarmente caffè avevano un fegato più sano e un controllo del glucosio migliore.

Il caffè contiene una serie di composti che interagiscono con il corpo, inclusi caffeina, diterpeni e antiossidanti, e gli scienziati ritengono che alcuni di questi abbiano un impatto protettivo.

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