camminare

Camminare può aiutare a combattere infiammazione e stress

Camminare a passo svelto fa bene alla salute

Bastano solo 20 minuti di camminata per aiutare il nostro organismo a combattere l’infiammazione. E’ quanto emerso nel corso di una ricerca condotta da un’equipe della Scuola di Medicina dell’Università di San Diego, in California.

A dirlo un nuovo studio che ha preso in esame 47 volontari che hanno camminato su un tapis roulant a passo svelto per 20 minuti. Ad ogni partecipante è stato effettuato un prelievo di sangue prima e dopo la prova fisica.

Perchè fa bene camminare

I ricercatori hanno scoperto che camminare riduce i marcatori di infiammazione nel corpo. In particolare, la sessione di allenamento di 20 minuti ha determinato una riduzione del 5 per cento nel numero di cellule immunitarie che producono una proteina chiamata TNF, coinvolta nella risposta infiammatoria del corpo.

“Ogni volta che svolgiamo esercizio fisico, stiamo facendo qualcosa di buono per il nostro corpo sotto diversi punti di vista, anche a livello delle cellule immunitarie,” ha spiegato Suzi Hong, ricercatore di psichiatria e medicina di famiglia presso l’Università della California.

Questo studio – pubblicato sulla rivista Brain, Behavior and Immunity – ha rivelato in che modo l’esercizio fisico sia in grado di svolgere un effetto anti-infiammatorio. In primo luogo, gli ormoni prodotti durante l’esercizio fisico, come l’adrenalina e noradrenalina, attivano recettori chiamati beta-2 adrenergici. Questi recettori sono presenti in molte cellule, comprese le cellule immunitarie, ed è questa attivazione che porta a cambiamenti nella risposta del sistema immunitario, compresa una diminuzione delle cellule che producono TNF.

I ricercatori hanno anche sottolineato che i risultati suggeriscono che non occorre sottoporsi ad attività estenuanti per sperimentare gli effetti anti-infiammatori . “Da venti minuti a mezz’ora di esercizio fisico moderato, tra cui camminare in maniera veloce, può essere sufficienti,” ha aggiunto Hong.

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Un’altra ricerca condotta dalla University of Central Florida e pubblicata su Journal of Applied Psychology, sostiene che l’antidoto contro lo stress da lavoro è concedersi una bella nuotata o una camminata cercando di superare i 10mila passi al giorno.

Combattere lo stress

Per la loro ricerca gli studiosi hanno assoldato 118 studenti di un master di specializzazione, che avevano già un impiego a tempo pieno. Li hanno sottoposti ad un sondaggio ed hanno fatto indossare loro per una settimana degli strumenti per monitorarne l’attività fisica giornaliera. Gli stessi questionari sono stati somministrati anche alle persone con cui i partecipanti allo studio convivevano.

I risultati

I lavoratori che facevano almeno 10 mila passi al giorno, erano meno inclini a discutere o litigare, rispetto a chi non superava i 7 mila passi. Di qui la conclusione degli studiosi che 587 calorie extra bruciate (pari a 90 minuti di camminata a ritmo molto sostenuto o un’ora di nuoto) possono mitigare se non neutralizzare gli effetti negativi dei problemi di lavoro.

Il cane è il miglior personal trainer dell’uomo

Il segreto per mantenersi in forma? Lasciarsi andare a piacevoli passeggiate con il proprio cane farebbe bene all’umore e al fisico. Al punto tale da soddisfare i parametri  quotidiani di attività fisica suggeriti per chi ha un’età avanzata.

Lo studio

A sostenerlo è uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Lincoln in Inghilterra, e che ha coinvolto 86 soggetti anziani, tra un’età compresa tra 65 e 81 anni. Di questi, 43 sono stati affiancati da altrettanti cani e un altro gruppo senza, misurando i tempi di percorrenza a piedi. L’esperimento è andato avanti per un anno e per tre volte alla settimana.

I risultati

Gli studiosi hanno scoperto che i proprietari di cani camminavano in media 23 minuti in più al giorno, 147 minuti in più alla settimana; una differenza sufficiente per soddisfare le raccomandazioni internazionali sull’attività fisica. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di svolgere 150 minuti di attività fisica settimanale moderata/vigorosa raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

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Attività fisica e benessere della donna: quando camminare fa bene alla salute

Da uno studio pubblicato sulla rivista Maturitas rivolto a 2.606 donne abitanti in Finlandia, di circa 49 anni, venivano considerate fisicamente attive le donne che svolgevano 2,5 ore alla settimana di attività fisica moderata (camminare veloce) od 1,25 ore di attività vigorosa (jogging o corsa) almeno due volte a settimana.

Per attività fisica moderata si definisce quella attività che “comporta un lavoro così intenso come il camminare veloce”.

Viene svolta ad una intensità da 3 a 6 MET (tasso metabolico attivo/tasso metabolico a riposo) che corrisponde, per la maggior parte delle donne anziane sane, a camminare alla velocità di circa 4/6 km orari.

Per attività fisica moderata Si definisce quella attività che “comporta un lavoro così intenso come il camminare veloce”.

Secondo lo studio, le donne meno attive erano più propense a riconoscersi molto ansiose o di umore depresso, con sintomi vasomotori e problemi di memoria e concentrazione.

Di contro, le donne più attive avevano una maggiore salute auto percepita ed una migliore qualità globale della vita rispetto ad altre donne della loro età.

Il trend negativo

Negli ultimi anni, il numero delle persone attente al proprio benessere fisico, va sempre di più aumentando, anche se (dati Censis) il 37,8 % della popolazione italiana non svolge alcuna attività fisica o sportiva nel proprio tempo libero.

Complessivamente comunque, sono soprattutto le donne con problemi di sovrappeso e con problemi di obesità le persone più inattive. Va sottolineato che proprio nella fascia di età 45-54 anni, il tasso di obesità raddoppia rispetto ai 35-44 (11,7% contro 5,4%).

Si stima che in Italia, poco più del 4% delle donne intorno ai 60 anni, svolge attività fisica strutturata e si prevede che la crescita della popolazione anziana femminile sarà nel 2050, di una persona su 5 con più di 65 anni.

Studi epidemiologici dimostrano che il livello di attività fisica è correlato a maggior aspettativa di vita attiva, a minore disabilità, a maggiore probabilità di sopravvivenza per donne di età superiore ai 65 anni, con conseguente minore spesa sanitaria.

Le line guida dell’Organizzazione mondiale della sanità
“L’attività fisica rappresenta un indicatore dello stato di salute individuale ed uno strumento terapeutico per ottimizzare la partecipazione della donna anziana alla vita sociale e produttiva”.

Le linee guida dell’OMS enunciano il concetto che l’attività fisica deve essere prescritta a tutti secondo un gradiente di salute/efficienza fisica, differenziando 2 obiettivi per la donna in menopausa/postmenopausa.

Il primo legato al mantenimento e al miglioramento dell’efficienza fisica e l’altro a quello dello stato di salute (prevenzione dell’osteoporosi, delle malattie coronariche, riduzione delle cadute, controllo del peso, ecc.).

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Come iniziare
Se non si è allenati, iniziare qualunque attività gradualmente, ascoltare il proprio corpo ed aumentare man mano l’intensità dell’allenamento.

In media si dovrebbero eseguire 30 minuti, almeno per tre volte la settimana, insieme a buone abitudini quotidiane quali camminare di buon passo, fare le scale a piedi, cambiare il proprio stile di vita ed optare per la home fitness a casa con pochi attrezzi o passeggiare nella natura almeno 40 minuti ogni giorno.

Un terzo della popolazione adulta non fa abbastanza esercizio fisico e questo cattivo stile di vita uccide oltre 5,3 milioni di persone all’anno, cifre analoghe a quelle riguardanti l’effetto del fumo.

I rischi della sedentarietà si ripercuotono sulla mortalità globale, sul diabete, sulla malattia coronarica e sui tumori, produce una riduzione delle aspettative di vita da 3 a 5 anni.

Il cane è il miglior personal trainer dell’uomo

Il segreto per mantenersi in forma? Lasciarsi andare a piacevoli passeggiate con il proprio cane farebbe bene all’umore e al fisico. Al punto tale da soddisfare i parametri  quotidiani di attività fisica suggeriti per chi ha un’età avanzata.

Lo studio

A sostenerlo è uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Lincoln in Inghilterra, e che ha coinvolto 86 soggetti anziani, tra un’età compresa tra 65 e 81 anni. Di questi, 43 sono stati affiancati da altrettanti cani e un altro gruppo senza, misurando i tempi di percorrenza a piedi. L’esperimento è andato avanti per un anno e per tre volte alla settimana.

I risultati

Gli studiosi hanno scoperto che i proprietari di cani camminavano in media 23 minuti in più al giorno, 147 minuti in più alla settimana; una differenza sufficiente per soddisfare le raccomandazioni internazionali sull’attività fisica. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di svolgere 150 minuti di attività fisica settimanale moderata/vigorosa raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.