La cistite interstiziale: una patologia sottostimata

La Cistite Interstiziale, conosciuta anche con i nomi di: sindrome della vescica dolorosa, sindrome del dolore vescicale, sindrome della vescica ipersensibile e dolore pelvico cronico, è una malattia cronica debilitante, le cui cause sono tuttora sconosciute. Gli studi epidemiologici disponibili hanno stabilito che la patologia interessa le donne dieci volte di più che gli uomini. La sindrome è caratterizzata da dolore, generalmente avvertito come pressione vescicale, percepito come correlato al grado di riempimento vescicale. Il dolore, localizzato spesso in regione sovrapubica e talora irradiato alla vagina, al retto, al sacro, all’inguine, alle cosce e solitamente è accompagnato da frequenza ed urgenza minzionale diurne e notturne. Il dolore può insorgere già a bassissimi volumi di riempimento vescicale e si allevia con lo svuotamento, per poi riproporsi più o meno rapidamente. Nonostante i sintomi possano essere riconducibili a svariate malattie, tutti gli esami diagnostici routinari non rilevano la presenza di alcuna patologia che possa spiegare la sintomatologia.

Diagnosi. La diagnosi si basa sulla presenza da almeno sei mesi del dolore pelvico correlato alla vescica, accompagnato da urgenza e/o frequenza minzionale e sull’esclusione di tutte le patologie che possano essere responsabili della sintomatologia. Un’attenta anamnesi può già escludere le cistiti attiniche o da farmaci ed un accurato esame obbiettivo può escludere la presenza di difetti della statica pelvica, diverticoli uretrali, patologie flogistico-distrofiche della vulva e della vagina ed ipertono dei muscoli perineali. E’ sufficiente eseguire comuni esami di laboratorio per escludere infezioni urinarie e/o genitali. Attraverso l’esecuzione di indagini strumentali (urodinamica, tecniche di imaging ed endoscopia) è possibile escludere endometriosi, tumori ginecologici, ritenzione urinaria, sindrome della vescica iperattiva, ostruzione cervico-uretrale, calcolosi delle basse vie urinarie e il carcinoma uroteliale. Ulteriori elementi, in grado di confermare la diagnosi di cistite interstiziale possono emergere dall’esecuzione di ulteriori procedure diagnostiche, come la cistoscopia con idrodistensione, la biopsia vescicale e il test di sensibilità al cloruro di potassio.

I sintomi. La sintomatologia ha spesso un notevole impatto sulla qualità di vita dei pazienti, condizionando la quotidianità fino all’isolamento e alla depressione e comportando, in molti casi, una significativa riduzione delle attività relazionali e sessuali. Spesso è anche causa di una riduzione della produttività lavorativa e personale. Oggi la terapia della cistite interstiziale si pone l’obiettivo di alleviare i sintomi e migliorare la qualità di vita dei pazienti. Non esiste attualmente un trattamento risolutivo e nessun farmaco è efficace in tutti i casi. Per questo motivo la terapia è altamente individuale e si avvale di numerose molecole. Infatti molti farmaci sono stati testati per la cistite interstiziale, ma solo pochi hanno raggiunto un alto grado di raccomandazione, ma non sempre efficaci per tutti i pazienti.

Terapia. L’approccio terapeutico alla patologia si avvale in prima battuta di una terapia comportamentale che consiste essenzialmente nel limitare l’apporto di cibi acidi e nel modulare l’introduzione di liquidi. In alcuni pazienti sono indicati trattamenti fisici e riabilitativi in associazione o meno a trattamenti orali (antidepressivi, antinfiammatori, antispastici e anticolinergici, antiepilettici, antistaminici, analgesici, penstosanpolisolfato) e/o endovescicali (ialuronato di sodio, condroitin solfato, eparina, dimetilsulfossido, lidocaina, antibiotici). Solo in rari casi selezionati sono indicati trattamenti di tipo chirurgico come la neuromodulazione sacrale, l’ampliamento vescicale e la derivazione urinaria. Nonostante oggi vi sia una maggiore consapevolezza della cistite interstiziale e nonostante molti più pazienti ricevano una diagnosi, esistono ancora contesti in cui la conoscenza di questa patologia e scarsissima. Seppure la cistite interstiziale sia stata inserita tra le malattie rare con il Decreto Ministeriale n°279 del 2001, non esistono ancora dati precisi sulla prevalenza della patologia nel nostro Paese. La sensazione è che la cistite interstiziale sia attualmente sottodiagnosticata e quindi sottostimata nonostante la malattia, che inficia significativamente la qualità di vita, rappresenti un serio problema per i pazienti e le persone a loro vicine.

A cura di: Anna Rita Cicalese – Specialista in Urologia