Estetica in odontoiatria: le faccette in ceramica per un sorriso smagliante

Non c’è dubbio: avere un bel sorriso è molto importante. Anzi, secondo una recente ricerca condotta da un’equipe di psicologi sociali del King’s College di Londra, denti bianchi e sorriso smagliante sono la chiave del successo, sia in ambito lavorativo che sociale. Ed è anche per questa ragione che l’odontoiatria ha assunto una posizione di rilievo. In tal senso, si sono fatti notevoli passi avanti grazie all’avvento di nuove tecnologie e materiali. Le più frequenti cause di inestetismi del sorriso che i pazienti chiedono di correggere sono discromie dentarie riconducibili ad una colorazione scura costituzionale o, come capita il più delle volte, determinata dall’assunzione di sostanze coloranti, quali il fumo, il caffè, il the, ecc.; da sottolineare, poi, le discromie secondarie a malformazioni smaltee e le otturazioni vecchie. La correzione delle discromie dentarie viene spesso risolta con trattamenti sbiancanti, nei casi possibili, e cioè prevalentemente nelle discromie indotte da sostanze coloranti. Nei casi più gravi, l’odontoiatria estetica prevede oggi l’utilizzo di faccette in ceramica integrale, da applicare sui denti in modo tale da poter correggere non solo la forma ed il colore, ma anche un disallineamento dentario di lieve entità. Rispetto alla tecnica tradizionale, quella innovativa non prevede nè alcun tipo di sacrificio dentario, in quanto i denti da ricoprire non vengono toccati, nè l’applicazione di faccette provvisorie. Infatti dopo il rilievo delle impronte si procede in genere direttamente all’applicazione delle faccette definitive in ceramica.

 

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Caso Clinico. Il giovane paziente di 25 anni presenta una discromia secondaria, che si traduce in una inestetica colorazione dei denti a chiazze bianco- gessose (foto 1). Da qui, l’esigenza d’intervenire in maniera totalmente atraumatica per i denti del paziente essendo questi, peraltro, sanissimi e perfettamente allineati. Tale necessità nasce solo per motivi professionali, in quanto il paziente ha da poco intrapreso la carriera di attore. La delicatezza del caso impone l’utilizzo di una tecnica che non preveda alcuna rimozione di sostanza dentaria, evitando così danni irreversibili ai denti, seppur minimi. Si procede al progetto delle future faccette che non dovranno interferire in alcun modo con la normale occlusione (foto 2-3). Dopo l’espletamento di alcune operazioni preliminari si passa all’applicazione di tali faccette che è basata su un rigoroso protocollo di adesione, fondamentale per ottenere un risultato estetico-funzionale valido e duraturo. Il primo passo, quindi, è l’attento e delicato spazzolamento dei denti da trattare. Successivamente si applica per circa 30 secondi un gel mordenzante sulla superficie dentaria al fine di renderla adatta all’applicazione di apposito adesivo che verrà polimerizzato per mezzo di lampada UV. Nel frattempo un altro operatore tratta anche la superficie interna delle faccette che verranno a contatto con la superficie smaltea del dente, con sostanze che servono ad ottenere il massimo potere di adesione dentefaccetta. Dopo tale preparazione, che richiede pochi minuti, si procede al posizionamento e alla cementazione dei manufatti sui denti. Per mezzo di raggi UV si procede alla polimerizzazione del cemento, promuovendone il definitivo indurimento.

Seguendo rigidamente il protocollo di adesione ed utilizzando i prodotti giusti, si riduce quasi a zero la possibilità di distacco accidentale delle faccette inserite con questa nuova sistematica, garantendo al paziente una serenità psicologica notevole (foto 4). Per concludere, la tecnica descritta è assolutamente indolore. Non richiede l’uso di anestetici locali e si arriva al risultato finale in tre sedute, di cui le prime due hanno una durata media di circa 15 minuti ciascuna, mentre l’ultima ne richiede circa 10 minuti per ogni faccetta.