La cellulite: non solo un problema estetico

A cura diElena Sammarco – Specialista in Dermatologia e Venereologia

La cellulite, definita anche “lipodistrofia” o “panniculopatia edemato-fibro-sclerotica”, è una patologia multifattoriale caratterizzata da una sofferenza del microcircolo e del tessuto sottocutaneo; tipica del sesso femminile, è caratterizzata da quella che viene definita cute a “buccia d’arancia” o a “materasso”.

Le cause

L’insorgere della patologia dipende da fattori definiti primari (genetici, disturbi del microcircolo, ormonali) e fattori secondari (dieta, stile di vita, postura, abiti, fumo, stress, etc). La progressione avviene per stadi successivi di aggravamento dal I° di semplice edema, precoce e reversibile, fino al IV° stadio nel quale si verifica un forte rallentamento del flusso sanguigno e linfatico, noduli e sclerosi dei tessuti (micro e macro noduli: cute a materasso). Ciò detto, si deduce che la cellulite non è un semplice inestetismo, ma una vera e propria malattia nella quale la battaglia del trattamento va combattuta su più fronti e con impegno complessivo dell’organismo.

Eziologia

La cellulite deriva da un’alterazione del derma e dell’ipoderma; in condizioni ottimali, le cellule adipose (adipociti) normalmente presenti nel tessuto sottocutaneo funzionano da riserva per l’organismo, che brucia grassi ogni qualvolta abbia necessità di combustibile. In caso di stasi del circolo questa “riserva” diventa difficile da utilizzare, si accumula fino a comprimere i capillari sanguigni, già fragili, che iniziano a trasudare plasma dalle loro pareti divenute porose. Il plasma s’infiltra tra le cellule, con il tempo provoca un’infiammazione del tessuto adiposo con formazione di fibrosi dei tessuti sottocutanei creando un circolo vizioso che si autoalimenta aggravando la patologia.

Cosa fare

Il miglior approccio terapeutico risulta dunque quello globale che prevede un miglioramento dell’attività fisica, l’eliminazione del soprappeso, una corretta postura, utilizzo di abiti non troppo stretti e di scarpe con tacchi non troppo alti; eliminare il fumo, bere due litri di acqua naturale e il costante utilizzo di dermocosmetici specifici con attività trofiche sul microcircolo, di drenaggio e attualmente anche lipolitica.

L’approccio terapeutico, dunque, deve essere molteplice e soprattutto deve durare tutto l’anno prima della prova bikini. Nelle forme lievi la modificazione dello stile di vita, l’utilizzo di cicli di vasoprotettori e antiossidanti per via sistemica e un prodotto topico specifico può essere un valido trattamento.

Per l’integrazione sistemica è scientificamente dimostrata l’utilità del gambo d’ananas, ricco in bromelina, con azione antinfiammatoria ed antiedemigena meglio se combinata con vitamine E, A, e C e coenzima Q10 in grado di ridurre la condizione di stress ossidativi cellulare controllando la formazione dei radicali liberi. Nelle forme più gravi, in cui c’è predisposizione genetica, sedentarietà e farmaci ormonali bisogna ricorrere a trattamenti medici più invasivi. Tra questi ultimi la mesoterapia rappresenta una scelta terapeutica che offre ottimi risultati in particolare utilizzando farmaci omeopatici.

La mesoterapia è una consolidata tecnica di iniezione intradermica di farmaci con aghi sottilissimi e corti (ago 30 G 4 mm) può essere praticata con farmaci della medicina tradizionale iniettati nei punti delle adiposità o con farmaci omeopatici che vengono iniettati nei punti di agopuntura lungo la gamba sia sulle adiposità localizzata, sfruttando sia le attivazioni dei meridiani che la possibilità di personalizzare i cocktail a seconda delle diverse tipologie costituzionali. A ciò si può affiancare un ciclo di trattamenti estetici come la pressoterapia o il linfodrenaggio manuale e soprattutto la costante applicazione di un dermocosmetico appositamente studiato.

Mantenere la pelle idratata, luminosa e liscia è indispensabile ad assicurare la corretta componente lipidica cutanea in grado di veicolare la penetrazione di molecole attive quali caffeina, escina e fosfatidilcolina. Quest’ultima sostanza, infatti, è un costituente delle membrane cellulari nelle quali svolge sia un ruolo strutturale che funzionale di cui il principale consiste nel mantenere integra la membrana cellulare. La fosfatidilcolina è una sostanza naturale, derivata dalla lecitina di soia, ad azione emulsionante. Per iniezione intradermica è in grado di solubilizzare i grassi, riducendo il volume delle cellule che li contengono (adipociti). Per ovviare ai problemi della via iniettiva, sono stati proposti cosmetici con formulazione arricchita di vasoprotettori, antiossidanti e idratanti in grado di dare buoni risultati estetici. Una crema ben formulata può, dunque essere il prodotto ideale per un uso quotidiano e costante anche in sostituzione del normale idratante da mettere dopo la doccia per ridurre i costi ed ottimizzare i risultati.

L’automassaggio poi, se ben condotto, contribuisce a sua volta a combattere la cellulite in quanto rappresenta un gesto omogeneo, continuo e fa parte integrante della cura del sé. Nella lotta all’odiata cellulite, dunque, le nuove tecniche terapeutiche e le molecole più recenti, se utilizzate anche in sinergia con altre metodiche, rappresentano un’alternativa assai valida.