La misofonia, ovvero l’intolleranza ai suoni della masticazione

Provate fastidio quando ascoltate il rumore prodotto dalla masticazione di chi vi siede accanto? Oppure non sopportate il ticchettio dell’orologio che avete lasciato sul comodino prima di andare a dormire? La scienza ha saputo dare una risposta, definendolo come un vero e proprio disturbo. La misofonia, letteralmente “odio per i suoni”, può essere definita come una ipersensibilità a suoni di sottofondo. Molto frequente, ad esempio, quello provocato dalla masticazione (a bocca aperta).

L’esposizione a determinati suoni nei soggetti affetti da “sindrome della sensibilità selettiva al suono”, provoca un’acuta risposta emotiva negativa, fino a generare scatti di ira o attacchi di panico.

I fattori più scatenanti sono quelli legati alla masticazione, schiocchi di baci, sgranocchiamento, masticazione delle unghie, deglutizione, starnuti, ticchettio di orologi, suono generato dalle bottiglie di plastica schiacciate…

La presenza di un suono specifico, prodotto da un essere umano (ad esempio mangiare a bocca aperta, la respirazione), provoca una reazione fisica negativa di impulso che inizia con un senso di irritazione o disgusto per poi trasformarsi in vera e propria rabbia. Questa rabbia provoca una perdita di autocontrollo con esplosioni rari ma potenzialmente aggressivi.

La persona riconosce che la reazione è eccessiva, irragionevole o sproporzionata rispetto alle circostanze o al fattore di stress che l’ha provocato.

Nei casi più gravi l’individuo tende ad evitare situazioni misofoniche. La rabbia o il disgusto per determinati suoni possono rendergli difficile lo svolgimento di compiti importanti sul posto di lavoro, incontrare nuovi amici, frequentare le lezioni, o interagire con gli altri.