L’orticaria: oltre 300 mila gli italiani colpiti

L’orticaria è una risposta infiammatoria della cute e/o delle mucose conseguente alla liberazione di mediatori chimici vasoattivi da parte di mastociti e basofili. La manifestazione di un pomfo è una delle più comuni manifestazioni cutanee, eppure molto spesso è il momento in cui si verificano numerosi dubbi per il medico che le osserva. Molto spesso il pomfo può essere accompagnato da angioedema ed in questi casi si parla di sindrome orticaria-angioedema (SOA).

Le cause

Nonostante il grande sviluppo delle nostre conoscenze riguardo i fattori etiologici e i meccanismi patogenetici e lo sviluppo della ricerca farmacologica, rimane a tutt’oggi una patologia dove è difficile individuare una causa etiologica, e ciò condiziona poi la scelta terapeutica, che spesso resta sintomatica (antistaminici). Esiste una molteplice variabilità delle modalità con cui si presenta clinicamente questa sindrome, e ciò deve indurci a valutare non solo la morfologia o le dimensioni della lesione. Deve indurci a pensare che alla base di quel sintomo possano nascondersi patologie internistiche anche rare, come la sindrome di Gleich, la sindrome da incontinenza capillare, la sindrome di Cogan, la sindrome di Schnitzler che spesso si associano ad interessamento pluri-distrettuale di altri organi.

Spesso le orticarie sono correlate a molteplici patologie internistiche, come tiroiditi autoimmuni, infezioni tonsillari streptococciche, linfomi, patologie reumatologiche, e nei casi più gravi anche leucemie. Ma fortunatamente, molto spesso le orticarie si accompagnano a reazioni allergiche dopo assunzione di alimenti ed in questi casi è facile determinare il rapporto tra causa ed effetto. Molto spesso i pomfi possono essere la conseguenza di reazioni allergiche a farmaci, e di frequente sono incriminati i FANS, antibiotici, miorilassanti, acido acetil salicilico, codeina, anestetici locali, farmaci ipotensivi come enalapril e captopril, ed anche ormoni come insulina e calcitonina. Frequenti manifestazioni di orticaria angioedema si associano ad assunzione di alimenti, ma molto spesso non sono gli alimenti i veri responsabili delle reazioni.

Frequentemente vanno ricercati nei conservanti che oramai sono ubiquitari: dai solfiti, presenti nel vino e nella birra, nelle bibite a base di coloranti, fino ad arrivare agli additivi. Per quanto concerne la patogenesi, dobbiamo ricordare i delicati meccanismi di regolazione tra i diversi elementi cellulari come mastociti, linfociti e le diverse sottopopolazioni linfocitarie e mediatori come citochine e fattori del complemento che sono coinvolti nel determinismo dei pomfi. Si comprende bene come il coinvolgimento di tutti questi meccanismi immunitari determini una complessa cascata di eventi cellulari ed umorali che si estrinsecano in una apparente semplicità di espressione morfologica che è il pomfo. Questi complessi meccanismi, fortunatamente per i pazienti, sono sottoposti anche a sistemi di autoregolazione da parte di sottopopolazioni linfocitarie come i Treg che possono auto-attivarsi determinando la risoluzione spontanea della manifestazione di orticaria.

La terapia

La sperimentazione clinica e i recenti studi immunologici hanno consentito di approfondire i meccanismi di azione dei nuovi antistaminici che non hanno solo azione sui recettori istaminergici ma anche per la capacità di interferire con la liberazione di chemochine e con l’espressione di molecole di adesività cellulare.

Recentemente sono stati immessi farmaci che inizialmente sono stati utilizzati nel trattamento dell’asma grave su base allergica, frutto di studi immunologici e basati sull’utilizzo di anticorpi anti immunoglobuline della classe delle IgE (Omalizumab). E probabilmente questi anticorpi rappresentano una nuova arma a disposizione per il trattamento della Sindrome Orticaria Angioedema. Concludendo, la diagnosi clinica di orticaria è piuttosto agevole; ma l’individuazione della causa può risultare estremamente complessa e spesso noi medici, in maniera criptica, tendiamo a definirla idiopatica. I corticosteroidi dovrebbero essere impiegati preferibilmente solo nelle fasi acute o in casi selezionati e comunque per brevi periodi. La terapia antistaminica, pur rappresentando ancora la terapia di prima scelta, rimane solo una terapia sintomatica. In fine, per curare in maniera adeguata le orticarie, è necessario risalire alle cause scatenanti.

A cura di: Dott. Donato Leonetti – Specialista in Allergologia e Immunologia