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Smart working e lezioni a distanza: una corretta postura per proteggere la vista

Una postura sbagliata può avere conseguenze sulla vista

Smart working e lezioni a distanza hanno cambiato la nostra socialità. Per scelta o per necessità, trascorriamo molte ore davanti al pc e dispositivi mobili. Nella maggior parte dei casi assumiamo una postura ravvicinata, che a lungo andare può portare a dei disturbi.

Convergenza e accomodazione

Lo studio e il lavoro al computer spesso causano l’affaticamento della vista per il protratto ed eccessivo impegno di convergenza e di accomodazione.

La convergenza è la posizione verso il naso che gli occhi devono mantenere per fissare qualcosa da vicino e richiede la contrazione di muscoli situati attorno agli occhi.

L’accomodazione invece è lo sforzo impiegato per mantenere la messa a fuoco alla distanza di lavoro, in questo caso è un muscolo dentro l’occhio ad essere contratto.

La percezione del movimento

L’occhio permette di codificare e ricevere informazioni sul movimento. Inoltre dà la sensazione dell’ambiente, permette di misurare le distanze, di vedere i rilievi, ed è fondamentale nella postura.

Per ottenere una buona immagine viene coordinato il movimento testa/collo. Questo permette di seguire un oggetto in movimento o mentre noi lo siamo, in correlazione con l’orecchio interno.

Il nostro apparato visivo non è nato per mantenere la stessa posizione 8 ore al giorno tutti i giorni davanti ad uno schermo

occhio alla vista

Durante la lettura, gli occhi si spostano continuamente da una parola a quella successiva, per acquisire e quindi elaborare le informazioni contenute nel testo.

I movimenti hanno un ruolo decisivo nella lettura, in quanto permettono agli occhi di spostarsi nei diversi punti della riga ed inoltre di andare a capo alla riga successiva.

Mantenere per lunghi periodi queste “Posizioni Anomale del Capo” (PAC) è dannoso oltre che per i muscoli oculoestrinseci (tensione muscolare), anche per tutto il sistema posturale. Questo perché è costretto a bilanciare questa asimmetria coinvolgendo la dentatura, la colonna cervicale, la schiena e la distribuzione del peso sugli arti inferiori.

La postura

Studi risalenti già al secolo scorso hanno osservato una stretta connessione tra difetti visivi e postura.

Gli individui astigmatici tendono a inclinare il capo in posizione eretta, i miopi ad estenderlo spostando il baricentro in avanti. Gli ipermetropi a fletterlo spostando il baricentro indietro.

Le esigenze dettate dal lavoro o dallo studio ci portano invece a mantenere la stessa posizione in maniera continua.

Qualsiasi forma di anisometropia (difetto di vista diverso tra occhio destro e sinistro) porta a importanti rotazioni della testa rispetto al tronco. Viceversa, qualsiasi restrizione dei movimenti del collo si ripercuote sui movimenti degli occhi creando disfunzioni dei muscoli oculomotori.

E’ di importanza essenziale per la salute dei nostri occhi e per la qualità della visione non sottovalutare le posizioni viziate e le cattive abitudini di lavoro. Infatti possono condizionare prima saltuariamente e poi strutturalmente la nostra visione. 

I difetti di convergenza misconosciuti sono tra le prime cause di una serie di disturbi:

  • emicrania (soprattutto serale)
  • vertigini
  • incidenti stradali
  • chinetosi
  • stanchezza
  • diplopia serale o da stress
  • distorsione nello sportivo
  • dislessia
  • difficoltà di concentrazione nella lettura,
  • maldestrezza.

Astenopia

L’astenopia muscolare – o tensione muscolare – si manifesta con sensazione di “tensione e dolore agli occhi” mentre compiono movimenti. Si accompagna spesso ad altri sintomi come vertigini, cefalea e lacrimazione. Il sentir tirar l’occhio e il dolore all’organo della vista esprimono la tensione del muscolo quando sposta l’occhio nelle posizioni estreme di sguardo verso l’alto, verso il basso e ai lati.

Il nostro apparato visivo non è nato per mantenere la stessa posizione 8 ore al giorno tutti i giorni davanti ad uno schermo o seduti ad una scrivania, ma per percepire in maniera dinamica il mondo che ci circonda nelle diverse fasi della giornata.

Le esigenze dettate dal lavoro o dallo studio ci portano invece a mantenere la stessa posizione in maniera continua. Col tempo il comfort visu-motorio si riduce, abbandona le posizioni estreme, quelle vicino al centro. Man mano la tensione viene avvertita anche nella posizione centrale di sguardo diventando insopportabile e compromettendo il lavoro stesso.

Le regole da seguire per una corretta postura

La mano con cui scrivete determina la posizione del foglio, per chi usa la mano destra il foglio deve essere leggermente verso destra, per i mancini verso sinistra.  

Per chi lavora al videoterminale la tastiera deve essere posizionata a una distanza tale da permettervi di appoggiare comodamente gli avambracci.  

Mantenete la schiena dritta senza appoggiarvi all’addome, non avvicinatevi troppo al piano di lavoro: per la lettura la distanza consigliata è di circa 33 cm, per il lavoro al videoterminale è di 50-60 cm, per il televisore 4 volte la lunghezza della sua diagonale.

a tastiera deve essere posizionata a una distanza tale da permettervi di appoggiare comodamente gli avambracci

“Posizionate lo schermo del video di fronte a voi in maniera che anche agendo su eventuali meccanismi di regolazione come l’altezza della sedia dove sedete lo spigolo superiore dello schermo sia posto un po’ più in basso dell’orizzontale che passa per gli occhi dell’operatore” (da D.Lgs. n. 81/08 recante il “testo unico sulla sicurezza sul lavoro).

In questo modo potete spostare spesso gli occhi dallo schermo verso l’orizzonte semplicemente alzando lo sguardo. Circa il 75% della popolazione industrializzata possiede un computer.

I disturbi più comuni

Il 95% dei lavoratori utilizza un computer per più di 4 ore al giorno. L’80% delle persone che trascorre più di tre ore al giorno davanti al computer lamenta disturbi come:

  • mal di testa e agli occhi
  • secchezza oculare
  • stanchezza
  • visione sfocata
  • lacrimazione
  • sensibilità alla luce, spesso anche in combinazione con dolori cervicali e alla schiena.

Da studi scientifici su campioni di lavoratori al videoterminale si è osservato che “il gravoso impegno sensoriale e l’eccessivo processo di fissazione svolto dal soggetto impegnato al VDT, possono determinare un ammiccamento inefficiente, tale da comportare una iperevaporazione ed una instabilità del film lacrimale, che possono promuovere la comparsa di disturbi soggettivi” come bruciore, sensazione di sabbia negli occhi, occhi rossi e lacrimazione.

Avere una buona illuminazione del piano di lavoro significa non avere riflessi abbaglianti né ombre scure sul piano di lavoro.

Quando si lavora al videoterminale ma anche quando si guarda il televisore di casa non è bene avere solo lo schermo illuminato e il resto della stanza buia.

L’illuminazione dell’ambiente di lavoro deve essere soffusa ma sempre presente per evitare eccessivi contrasti di luminosità. Sul monitor del videoterminale e del televisore non devono inoltre comparire riflessi di finestre o fonti luminose vicine. Si consiglia di consultare un oculista per una buona valutazione dell’apparato visivo almeno una volta l’anno.