raggi solari

I benefici dei raggi solari: dalla vitamina D alla produzione di citochine

L’abbronzatura è spesso sinonimo di bellezza, pelle sana e giovane. Tuttavia l’esposizione prolungata e ripetuta ai raggi solari aumenta il rischio di danni attinici che si manifestano con la comparsa di lentigo, efelidi, cheratosi attiniche e seborroiche e tumori epiteliali baso e spinocellulari o melanocitari (melanoma).

E’ dimostrato, infatti, che 5 o più scottature solari in giovane età aumentano il rischio di melanoma dell’80%.

Consigli importanti possono essere: evitare l’esposizione solare diretta per un periodo di tempo lungo e continuato e dalle 11 del mattino alle 16 del pomeriggio. Anche sotto l’ombrellone l’intensità della radiazione ultravioletta può raggiungere il 50% di quella della luce diretta, mentre la sabbia della spiaggia aumenta l’intensità del 25%).

Prima dell’anno di vita, il bambino non va esposto alla luce diretta del sole, se non all’imbrunire o poco dopo l’alba. I raggi solari possono danneggiare seriamente anche la retina e il cristallino. Occorre abituare i bambini a portare gli occhiali da sole con filtri UV che sicuramente oltre a poter essere colorati e di moda, possono essere un valido aiuto per il benessere dei loro occhi.

Di moda, recentemente, è l’utilizzo di creme autoabbrozzanti o prolungatori di abbronzatura di origine sintetica che non proteggono la cute dai raggi UV. Grazie alla presenza di sostanze, come il diidrossiacetone, che reagiscono con gli amminoacidi della cheratina, generano melanoidine determinando il colorito bruno. La reazione chimica responsabile è la reazione di Maillard.

I benefici dei raggi solari

Nonostante ciò, il sole rappresenta l’amico più prezioso per la nostra salute. L’intuizione che l’azione dei raggi solari fosse benefica, soprattutto per i bambini, è stata ampiamente confermata. La pelle, stimolata dal sole, sintetizza la vitamina D, poco presente negli alimenti e assai preziosa per la crescita armonica delle ossa e dell’organismo in toto.

Il sole favorisce anche l’equilibrio dei neurotrasmettitori implicati nei meccanismi che regolano il ciclo sonno-veglia e il tono dell’umore. Inoltre, sollecita la produzione di citochine in grado di proteggere da alcuni tipi di cancro (della mammella e del colon-retto) con la mediazione della stessa vitamina D. Esso rappresenta anche una vera e propria cura in caso di psoriasi e dermatite atopica (elioterapia).

D’altro canto invece, le ripetute scottature durante l’infanzia, oltre a rappresentare un inconveniente nell’immediato, favoriscono la comparsa in età adulta di precancerosi e tumori cutanei. Alcune patologie congenite possono rendersi manifeste grazie alle loro caratteristiche di fotosensibilità.

Psoriasi: i benefici di una corretta esposizione solare

Generalmente, nel corso dell’estate, la psoriasi tende a migliorare sensibilmente o, addirittura, scomparire del tutto. Questo avviene in circa l’80% dei casi, senza dimenticare che circa il 5% invece peggiora con una eccessiva esposizione solare.

E’ in particolar modo in presenza delle varianti pustolose ed eritrodermica della malattia, che si può verificare una recrudescenza dei sintomi. Del resto una delle cure canoniche per la psoriasi, la fototerapia, si basa proprio sull’utilizzo della parte cosiddetta “buona” dei raggi ultravioletti.

I raggi ultravioletti (UV) emessi dal sole hanno effetto distruttivo sui linfociti T della pelle, in questo modo il processo infiammatorio regredisce e rallenta la sovrapproduzione di cellule che è causa della comparsa delle squame sulla pelle. Naturalmente, il sole va però preso con precauzione per evitare scottature ed eritemi.

Un’eccessiva esposizione solare quando ancora non si è abbronzati può essere responsabile di una recidiva o di un forte peggioramento del quadro clinico a causa del fenomeno di Koebner. E’ importante, non dimenticare mai come una scorretta ed esagerata esposizione solare può esporci ad altre problematiche e inficiare i miglioramenti attesi. Questo vale anche per l’esposizione alle lampade UV.

il sole va però preso con precauzione per evitare scottature ed eritemi

In ogni caso l’esposizione solare va sempre intesa quale valido supporter alle terapie tradizionali e sicuramente mai come trattamento sostitutivo delle stesse, in quanto non è in grado di sostituire la fototerapia PUVA o UVB a banda stretta.

Inoltre il sole agisce facendo aumentare la sintesi di vitamina D, la quale esercita la sua azione antipsoriasica, in quanto contribuisce a ridurre la velocità di crescita abnorme delle cellule della cute e attenua l’infiammazione allontanando i linfociti. Non è da escludere, come effetto aggiuntivo, che di per sé il relax al sole o una bella vacanza al mare agiscano da antipsoriasici in quanto stimolano la produzione di endorfine che, elevando il tono dell’umore, diminuiscono la percezione dello stress.

In quest’ottica, il binomio sole e mare diventa una combinazione vincente per far regredire le lesioni, in quanto combina l’azione cheratolitica dell’acqua marina che livella le lesioni, con l’azione dei raggi solari, creando un effetto sinergico antinfiammatorio che lenisce il prurito delle lesioni, elimina le cellule morte e favorisce la rigenerazione cutanea.

Bisogna comunque fare attenzione a non esporsi al sole dopo aver utilizzato da poco sostanze fotosensibilizzanti, tipiche nei trattamenti terapeutici della psoriasi, quali catrami o farmaci come la ciclosporina e l’etretinato, per i possibili effetti collaterali spiacevoli che possono causare, quali macchie sulla cute. Pertanto è sempre opportuno consultare il proprio dermatologo prima di decidere di esporsi al sole.

L’elioterapia: come curarsi con i raggi solari

L’Elioterapia è una pratica antichissima il cui utilizzo risale all’antica Grecia ove era utilizzata per il trattamento di numerose malattie della pelle. Oggi, tale termine indica una metodica che utilizza il sole come mezzo curativo principale a cui nella maggior parte dei casi si associa la talassoterapia ossia l’utilizzo di acque e clima marino.

Già agli inizi del 1900 si riteneva la pelle, non solo un rivestimento protettivo del corpo, ma bensì un organo multifunzionale. Infatti riferendosi alla cute si parlava di cervello periferico dell’uomo. Oggi si sa che il ruolo dell’apparato tegumentario, composto dalla cute e dagli annessi cutanei, è complesso, anche perché ad esso appartengono i peli, le unghie e le ghiandole cutanee (sebacee e sudoripare).

Numerosi sono i benefici che l’Elioterapia apporta sull’organismo e che possiamo riassumere in:

  • azione battericida; azione diuretica; azione metabolica con accelerazione del ricambio;
  • azione sul sistema emopoietico (aumenterebbe la percentuale di emoglobina, il numero di globuli rossi ed il numero di globuli bianchi in particolare linfociti ed eosinofili).
  • Inoltre l’apporto calorifico del sole a livello delle ghiandole sudoripare favorisce l’eliminazione dei materiali di scarto (ad esempio l’urea) e modifica l’equilibrio idrosalino dell’organismo.
  • Ancora a livello dell’apparato osteo-articolare i raggi ultravioletti attivano la produzione di vitamina D (calciferolo), e facilitano l’assorbimento e fissazione del calcio nelle ossa.

Nell’Elioterapia dunque la luce del sole viene considerata come un farmaco, e quindi dev’essere giustamente dosata ossia non deve essere né eccessiva né carente. I danni di una esposizione eccessiva, soprattutto nelle ore più calde della giornata (dalle 11:30-12:00 alle 16:30), possono essere gravi come l’invecchiamento precoce della pelle, le scottature ed ustioni, il cancro cutaneo etc..
Non si dimentichi il colpo di calore caratterizzato da sete, eccesso di sudorazione, agitazione ansiosa, insonnia, confusione mentale, feci secche e dure, bocca arsa mai sazia d’acqua, eritemi, pruriti e foruncoli, a volte vertigini con mani e piedi improvvisamente freddi. D’altra parte la carente esposizione alla luce solare può indurre deficit di vitamina D con alterazioni del tessuto osseo e conseguente rachitismo e fragilità ossea.

Durante l’esposizione vanno evitati anche i farmaci e le piante medicinali fotosensibilizzanti, poiché ad esempio il principio attivo di alcuni farmaci sotto l’azione dei raggi UVA può generare molecole dannose all’organismo oppure si può avere un’alterazione del farmaco stesso con scatenamento di una reazione allergica. Pertanto sono sconsigliati durante l’esposizione al sole gli antibiotici e gli antinfiammatori. Problemi possono essere indotti da diuretici, ipoglicemizzanti orali, antipertensivi, statine, ansiolitici, antidepressivi ed antistaminici, contraccettivi orali.

Leggi anche “La giusta alimentazione per una abbronzatura senza rischi
Quali patologie possono trarre beneficio?

Le malattie che possono trarre beneficio dalla cura del sole sono:

  • rachitismo;
  • osteoporosi;
  • artrosi;
  • acne giovanile e psoriasi;
  • malattie del sangue come alcune anemie e i linfatismi;
  • malattie respiratorie ricorrenti come l’asma bronchiale.

Riguardo la psoriasi occorre evidenziare che si ottiene un potenziamento terapeutico quando il trattamento elioterapico viene effettuato dopo un ciclo di bagni o fanghi con acque termo-minerali che pulisce la pelle dalle squame psoriasiche su cui poi i raggi solari vanno ad espletare la loro azione benefica. Recenti ricerche hanno anche mostrato che la luce del sole è in grado di indurre una riduzione dell’ansia ed una stimolazione del tono dell’umore combattendo così la depressione. Controindicazioni generali all’Elioterapia sono: ipertiroidismo, fragilità capillare e vene varicose, scompenso cardiaco, ipertensione, arteriosclerosi.

Chi è in buona salute può lo stesso usufruire dei benefici effetti dell’Elioterapia?

La risposta è senz’altro affermativa perché la luce del sole rivitalizza il sistema endocrino, migliora l’efficienza fisica e mentale attivando alcuni neurotrasmettitori (come ad esempio la serotonina) a livello cerebrale con conseguente miglioramento dell’umore, infatti nelle giornate luminose e serene ci sentiamo più felici. Ancora, aumenta la capacità muscolare, favorisce la produzione dei globuli rossi e induce un’efficace ossigenazione dei tessuti e facilita, attraverso la traspirazione cutanea, l’eliminazione delle tossine.

L’esposizione al sole deve essere graduale

Il tempo di esposizione varia a seconda della costituzione individuale (soprattutto per i soggetti con pelle chiara) e del disturbo da curare. In genere la durata totale di esposizione può andare da 15 minuti fino ad un massimo di un’ora e mezzo-due ore. È buona norma frazionare il tempo totale di esposizione in più periodi di breve durata intervallati da riposo. L’esposizione va evitata durante le ore di massima intensità solare, preferendo il primo mattino e il tardo pomeriggio.

Il periodo ottimale di esposizione va dalle 8 alle 12 e dalle 16 alle 18; va effettuato in ambiente aereato, in modo graduale, su superficie corporea la più vasta possibile, in maniera non consecutiva. In genere per il trattamento elioterapico viene seguito lo schema di Rollier che prevede:

  • nel 1° giorno di cura: 3 sedute di 5 min., intervallate da 30-60 min. con esposizione solo dei piedi e delle mani;
  • nel 2° giorno di cura: 3 sedute di 10 min., intervallate da 30-60 min. con esposizione di braccia, mani e piedi;
  • nel 3° giorno di cura: 3 sedute di 15 min., intervallate da 30-60 min. con esposizione di braccia, mani e piedi;
  • nel 4° giorno di cura: 3 sedute di 20 min., intervallate da 30-60 min. con esposizione di braccia, avambracci, torace, addome (solo 5 min.), mani e piedi;
  • dal 5° giorno di cura esposizione di tutto il corpo tranne la testa e gli occhi aumentando di 5 min. le esposizioni fino ad arrivare a sedute di durata massima di circa 2 ore non consecutive al dì; in tal modo si ha una pigmentazione costante, graduale con tutti i benefici che l’Elioterapia può indurre nell’organismo.

Dopo l’esposizione solare occorre riposarsi in penombra, evitando l’assunzione di cibi troppo caldi e ad alto contenuto energetico come carni rosse, alcool e preferire frutta, verdura, ortaggi e ovviamente bere 1,5-2 litri di acqua a temperatura ambiente non ghiacciata. Infine è buona norma durante l’Elioterapia utilizzare sempre creme solari che oltre a difendere la pelle proteggono anche dai raggi UVB pericolosi per le scottature e dai raggi UVA che possono essere responsabili di possibili interazioni con i farmaci.

Possiamo quindi concludere che l’Elioterapia, se utilizzata in maniera corretta, grazie alla regolazione dei ritmi circadiani dell’organismo e ai suoi molteplici effetti benefici, è in grado di indurre una sensazione di BEN-ESSERE fisico e mentale a tutto il corpo.

Psoriasi e sole: 10 cose da sapere per una esposizione senza rischi

Generalmente, nel corso dell’estate, la psoriasi tende a migliorare sensibilmente o, addirittura, scomparire del tutto. Questo avviene in circa l’80% dei casi, senza dimenticare che circa il 5% dei casi invece peggiora con una eccessiva esposizione solare.

I raggi ultravioletti (UV) emessi dal sole hanno effetto distruttivo sui linfociti T della pelle, in questo modo il processo infiammatorio regredisce e rallenta la sovrapproduzione di cellule che è causa della comparsa delle squame sulla pelle; naturalmente, il sole va però preso con precauzione per evitare scottature ed eritemi. Un’eccessiva esposizione solare quando ancora non si è abbronzati può essere responsabile di una recidiva o di un forte peggioramento del quadro clinico a causa del fenomeno di Koebner.

I 10 consigli degli specialisti per esporsi al sole senza rischi.

  • Mantenere una certa prudenza nelle prime esposizioni, per evitare le scottature, scegliendo le ore meno calde della giornata. L’esposizione deve essere graduale, con incrementi di 5-10 minuti al giorno evitando rischiose “full immersion” iniziali. Prevenire le scottature solari e i possibili danni indotti dalle radiazioni ultraviolette, evitando l’esposizione nella fascia oraria più calda, che va dalle 11.00 alle 15.00;
  • Proteggere la pelle con prodotti che abbiano un filtro adeguato al proprio fototipo, iniziando con fattori più alti, quindi più bassi nei giorni successivi ai primi. E’ importante stendere le creme uniformemente circa 15/20 minuti prima dell’esposizione, senza dimenticare orecchie, nuca e piedi, e rinnovare l’applicazione per mantenere la protezione, dopo essersi bagnati o asciugati o anche dopo aver sudato;
  • Alternare all’esposizione al sole frequenti e brevi bagni, per via dell’azione decapante dell’acqua salata che favorisce il distacco delle squame e asciugarsi tamponando la pelle con l’asciugamano evitando lo strofinio;
  • Consultare il Dermatologo per valutare l’opportunità di modificare la terapia d’estate, in considerazione di eventuali possibili interazioni tra sole e trattamento farmacologico in corso. Molti farmaci utilizzati, infatti, possono essere fotosensibilizzanti, quindi si è più predisposti alle scottature. Va valutata quindi l’interruzione della loro assunzione o in alternativa va accompagnata da particolari cautele durante i periodi di esposizione solare prolungata;
  • Mantenere la pelle il più possibile pulita mediante l’utilizzo di detergenti non aggressivi quali saponi neutri o a base oleosa e oli detergenti di origine naturale. Può essere utile anche l’uso di creme doposole emollienti, protettive, non profumate, ricche di sostanze riparatrici e antinfiammatorie, che restituiscano alla pelle la giusta idratazione per mantenere l’elasticità cutanea e allo scopo di facilitare l’eliminazione delle squame, prevenire secchezza, prurito, grattamento ed escoriazioni;
  • Bere molta acqua (almeno due litri al giorno) e succhi vitaminici. Un mese prima di sottoporsi ad esposizione solare sarebbe opportuno assumere integratori alimentari a base di vitamine A ed E, consigliati dallo specialista. Evitare le bevande alcoliche, che peggiorano la psoriasi e seguire un’alimentazione fresca e leggera: frutta e verdure di stagione, ortaggi, cereali, pane e pasta preferibilmente integrali, riso integrale, pesce, alimenti ricchi di antiossidanti, olio d’oliva, evitare formaggi fusi, burro, lardo, carne rossa, insaccati, fritture, uova;
  • Evitare l’uso di crema depilatoria che potrebbe provocare allergie, preferire, l’uso del rasoio e, in assenza di placche, anche la cera a caldo/freddo, gli epilatori e le pinzette. Idratare rigorosamente la cute dopo la depilazione;
  • Indossare abiti in fibra naturale, meglio se larghi e piuttosto comodi privi accessori che possano creare microtraumi a contatto con la pelle e usare calzature aperte e comode, per aiutare la pelle a traspirare e restare asciutta;
  • Evitare le circostanze che creano sudorazione eccessiva che può peggiorare i sintomi;
  • Prevenire le punture d’insetti con l’uso di repellenti privi di sostanze irritanti; in caso di punture di meduse o insetti, di contatto con erbe urticanti o alghe, procedere con i rimedi convenzionali, facendo attenzione a non grattare le lesioni, per non creare irritazione e riesacerbazione delle chiazze di psoriasi. Lenire il prurito con applicazione di pomate specifiche.

Psoriasi: tutti i benefici dell’esposizione al sole

CONOSCERE LA PSORIASI
La psoriasi è una dermatosi persistente e duratura, a carattere infiammatorio, che colpisce circa l’1-2% della popolazione, interessa tutte le fasce d’età, senza prevalenza di sesso, ed è più frequente nella razza bianca. E’ caratterizzata dalla comparsa di chiazze eritemato-desquamative, con squame argentate superficiali e bordi netti. Pur non infettiva, tale patologia, ha un forte impatto negativo sulla vita personale, sociale e relazionale di chi ne è colpito, per il marcato disagio sia psichico che fisico, legato non solo alla gravità ma anche alle sedi delle lesioni.

La presenza delle chiazze sulle mani o altre zone visibili del corpo, il prurito ed il dolore possono interferire, infatti, con molte normali attività quotidiane e molti pazienti cambiano le proprie abitudini personali per il timore che si vedano le chiazze, limitandosi nell’indossare abiti corti, andare in spiaggia, in piscina o persino dal parrucchiere. Anche le chiazze localizzate sul cuoio capelluto infatti, che vengono spesso scambiate per forfora, possono essere particolarmente imbarazzanti. Le localizzazioni cutanea e annessiale sono quelle di più frequente riscontro, ma è ricorrente anche il coinvolgimento delle mucose e delle articolazioni. Può interessare la pelle in qualsiasi zona del corpo, e nella maggior parte dei casi gomiti, ginocchia, cuoio capelluto, parte bassa della schiena, viso, palmo delle mani e pianta dei piedi, unghie delle mani e dei piedi, tessuti molli della cavità orale e della zona genitale.

La psoriasi ha un forte impatto negativo sulla vita personale, sociale e relazionale di chi ne è colpito, per il marcato disagio sia psichico che fisico, legato non solo alla gravità ma anche alle sedi delle lesioni.

FATTORI SCATENANTI
Il soggetto affetto da psoriasi deve imparare a riconoscere quali sono le condizioni e le abitudini di vita che influenzano negativamente la sua malattia, e pertanto a saper modificare di conseguenza il proprio stile di vita per trarne beneficio. Ambienti malsani, stress, abuso di alcool, fumo, obesità, abitudini alimentari scorrette, mancanza di esposizione solare sono fattori che contribuiscono sicuramente ad aggravare la malattia. Ma non basta, è necessario che si sappiano individuare anche i fattori in grado di scatenare una psoriasi silente o una recidiva di cui è necessario informare il dermatologo affinché si intervenga nel percorso terapeutico da seguire ed eventualmente riformulare.

Tra i fattori scatenanti citiamo, in quanto riconosciuti tali, quelli di più comune riscontro:

Traumatismi: Traumi locali, ferite, graffi e abrasioni possono essere punto di partenza di nuove chiazze psoriasiche; anche un semplice tatuaggio può scatenare il fenomeno di Koebner e la
riacutizzazione di una psoriasi a placche. Per lo stesso motivo è bene evitare abiti di lana o tessuti irritanti a diretto contatto con la pelle. E ancora stare molto attenti alle Scottature solari o da lettini abbronzanti;
Infezioni: Faringotonsillite streptococcica, Candida albicans, Malassezia; infezioni delle alte vie respiratorie.
Farmaci: Sali di litio, interferone, beta bloccanti, ace inibitori, fans e salicilati; Interruzione brusca di trattamento cronico con corticosteroidi;
Fattori psicologici: Ansia, stress psichici e fisici sono i fattori che più spesso scatenano o aggravano l’andamento della patologia psoriasica. L’ansia ha una duplice sfaccettatura in quanto legata sia all’andamento proprio della malattia che all’impatto visivo della stessa che può compromettere le relazioni interpersonali;
Abitudini di vita: Consumo di tabacco e alcool (spesso associati a insorgenza precoce e maggior rischio di recidive di psoriasi). Obesità (aumenta il rischio di psoriasi grave);
Fattori Ambientali e Clima: Il freddo e i cambi di stagione sono fattori predisponenti. L’esposizione al sole ha generalmente un effetto favorevole a meno che non sia troppo intensa ed eccessiva.

psoriasi mano

IL SOLE AMICO “PER LA PELLE”
Generalmente, nel corso dell’estate, la psoriasi tende a migliorare sensibilmente o, addirittura, scomparire del tutto. Questo avviene in circa l’80% dei casi, senza dimenticare che circa il 5% dei casi invece peggiora con una eccessiva esposizione solare. E’ in particolar modo in presenza delle varianti pustolose ed eritrodermica della malattia, che si può verificare una recrudescenza dei sintomi. Del resto una delle cure canoniche per la psoriasi, la fototerapia, si basa proprio sull’utilizzo della parte cosiddetta “buona” dei raggi ultravioletti.

I raggi ultravioletti (UV) emessi dal sole hanno effetto distruttivo sui linfociti T della pelle, in questo modo il processo infiammatorio regredisce e rallenta la sovrapproduzione di cellule che è causa della comparsa delle squame sulla pelle. Naturalmente, il sole va però preso con precauzione per evitare scottature ed eritemi. Un’eccessiva esposizione solare quando ancora non si è abbronzati può essere responsabile di una recidiva o di un forte peggioramento del quadro clinico a causa del fenomeno di Koebner. E’ importante, non dimenticare mai come una scorretta ed esagerata esposizione solare può esporci ad altre problematiche e inficiare i miglioramenti attesi. Questo vale anche per l’esposizione alle lampade UV.
In ogni caso l’esposizione solare va sempre intesa quale valido supporter alle terapie tradizionali e sicuramente mai come trattamento sostitutivo delle stesse, in quanto non è in grado di sostituire la fototerapia PUVA o UVB a banda stretta.

Inoltre il sole agisce facendo aumentare la sintesi di vitamina D, la quale esercita la sua azione antipsoriasica, in quanto contribuisce a ridurre la velocità di crescita abnorme delle cellule della cute e attenua l’infiammazione allontanando i linfociti. Non è da escludere, come effetto aggiuntivo, che di per sé il relax al sole o una bella vacanza al mare agiscano da antipsoriasici in quanto stimolano la produzione di endorfine che elevando il tono dell’umore diminuiscono la percezione dello stress. In quest’ottica, il binomio sole e mare diventa una combinazione vincente per far regredire le lesioni, in quanto combina l’azione cheratolitica dell’acqua marina che livella le lesioni, con l’azione dei raggi solari, creando un effetto sinergico antinfiammatorio che lenisce il prurito delle lesioni, elimina le cellule morte e favorisce la rigenerazione cutanea. Bisogna comunque fare attenzione a non esporsi al sole dopo aver utilizzato da poco sostanze fotosensinilizzanti, tipiche nei trattamenti terapeutici della psoriasi, quali catrami o farmaci come la ciclosporina e l’etretinato, per i possibili effetti collaterali spiacevoli che possono causare, quali macchie sulla cute. Pertanto è sempre opportuno consultare il proprio dermatologo prima di decidere di esporsi al sole.

IL DECALOGO PER UNA CORRETTA ESPOSIZIONE SOLARE
Osservare alcune semplici suggerimenti rende estremamente terapeutici i raggi solari: • Mantenere una certa prudenza nelle prime esposizioni, per evitare le scottature, scegliendo le ore meno calde della giornata. L’esposizione deve essere graduale, con incrementi di 5-10 minuti al giorno evitando rischiose “full immersion” iniziali.

Sarebbe preferibile cominciare l’esposizione al sole gradualmente in primavera; prevenire le scottature solari e i possibili danni indotti dalle radiazioni ultraviolette, evitando l’esposizione nella fascia oraria più calda, che va dalle 11.00 alle 15.00;
• Proteggere la pelle con prodotti che abbiano un filtro adeguato al proprio fototipo, iniziando con fattori più alti, quindi più bassi nei giorni successivi ai primi. E’ importante stendere le creme uniformemente circa 15/20 minuti prima dell’esposizione, senza dimenticare orecchie, nuca e piedi, e rinnovare l’applicazione per mantenere la protezione, dopo essersi bagnati o asciugati o anche dopo aver sudato;
• Alternare, all’esposizione al sole, frequenti e brevi bagni, per via dell’azione decapante dell’acqua salata che favorisce il distacco delle squame e asciugarsi tamponando la pelle con l’asciugamano evitando lo strofinio;
• Consultare il Dermatologo per valutare l’opportunità di modificare la terapia d’estate, in considerazione di eventuali possibili interazioni tra sole e trattamento farmacologico in corso. Molti farmaci utilizzati, infatti, possono essere fotosensibilizzanti, quindi si è più predisposti alle scottature. Va valutata quindi l’interruzione della loro assunzione o in alternativa va accompagnata da particolari cautele durante i periodi di esposizione solare prolungata;
• Mantenere la pelle il più possibile pulita mediante l’utilizzo di detergenti non aggressivi quali saponi neutri o a base oleosa e oli detergenti di origine naturale. Può essere utile anche l’uso di creme doposole emollienti, protettive, non profumate, ricche di sostanze riparatrici e antinfiammatorie, che restituiscano alla pelle la giusta idratazione per mantenere l’elasticità cutanea e allo scopo di facilitare l’eliminazione delle squame, prevenire secchezza, prurito, grattamento ed escoriazioni;
• Bere molta acqua (almeno due litri al giorno) e succhi vitaminici. Un mese prima di sottoporsi ad esposizione solare sarebbe opportuno assumere integratori alimentari a base di vitamine A ed E, consigliati dallo specialista. Evitare le bevande alcoliche, che peggiorano la psoriasi e seguire un’alimentazione fresca e leggera: frutta e verdure di stagione, ortaggi, cereali, pane e pasta preferibilmente integrali, riso integrale, pesce, alimenti ricchi di antiossidanti, olio d’oliva, evitare formaggi fusi, burro, lardo, carne rossa, insaccati, fritture, uova;
• Evitare l’uso di crema depilatoria che potrebbe provocare allergie, preferire, l’uso del rasoio e, in assenza di placche, anche la cera a caldo/freddo, gli epilatori e le pinzette. Idratare rigorosamente la cute dopo la depilazione;
• Indossare abiti in fibra naturale, meglio se larghi e piuttosto comodi privi accessori che possano creare microtraumi a contatto con la pelle e usare calzature aperte e comode, per aiutare la pelle a traspirare e restare asciutta;
• Evitare le circostanze che creano sudorazione eccessiva che può peggiorare i sintomi;
• Prevenire le punture d’insetti con l’uso di repellenti privi di sostanze irritanti; in caso di punture di meduse o insetti, di contatto con erbe urticanti o alghe, procedere con i rimedi convenzionali, facendo attenzione a non grattare le lesioni, per non creare irritazione e riesacerbazione delle chiazze di psoriasi. Lenire il prurito con applicazione di pomate specifiche.