Vaccini obbligatori: quali sono e cosa rischiano i genitori che si rifiutano

No vaccini, no scuola. Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e della Ministra della salute Beatrice Lorenzin, ha approvato un decreto legge che prevede l’obbligatorietà dei vaccini nella fascia di età da 0 a 6 anni. I bambini non vaccinati non potranno frequentare asili nido e scuole materne.

Dai 6 ai 16 anni, invece, sono previste misure diverse ma altrettanto drastiche, che vanno dal pagamento di multe salatissime (fino a 7.700 euro) in caso il genitore si rifiuti di effettuare il vaccino, fino alla segnalazione al Tribunale dei Minorenni per la sospensione della potestà genitoriale.

Il decreto è diretto a garantire in maniera omogenea sul territorio nazionale le attività dirette alla prevenzione, al contenimento e alla riduzione dei rischi per la salute pubblica con particolare riferimento al mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza epidemiologica in termini di profilassi e di copertura vaccinale, superando l’attuale frammentazione normativa.

In questa prospettiva, che tiene conto anche degli obblighi assunti e delle strategie concordate a livello europeo e internazionale, vengono dichiarate obbligatorie per legge, le vaccinazioni di seguito indicate:

Le 4 vaccinazioni già obbligatorie
anti-poliomelitica;
anti-difterica;
anti-tetanica;
anti-epatite B;

Le vaccinazioni aggiunte 
anti-pertosse;
anti Haemophilusinfluenzae tipo B;
anti-meningococcica B;
anti-meningococcica C;
anti-morbillo;
anti-rosolia;
anti-parotite;
anti-varicella.

Il decreto entra in vigore già a partire dal prossimo settembre, con l’avvio del nuovo anno accademico. Spetterà ai dirigenti degli istituti scolastici fare le verifiche e, nel caso, avviare la segnalazione.

 

Buoni voti a scuola? La scienza ha scoperto i cibi per essere i primi della classe

Secondo un recente studio, per essere sempre al top negli studi, sia a scuola che all’università, andrebbe seguita una dieta che contenga un certo di tipo di alimenti.

I cosiddetti “cibi amici” che avrebbero effetti benefici sulle nostre capacità intellettive e di apprendimento, in associazione ad una regolare attività fisica.

La formula magica? Il ferro contenuto in alcuni alimenti, tra cui verdure a foglia verde, legumi, cereali, frutta secca (pistacchi e noci), cioccolato fondente e poi carne  (sia rossa che bianca). L’apporto costante di questo elemento nel nostro organismo può regalare migliori prestazioni scolastiche.

LO STUDIO

La ricerca è stata condotta da un team di scienziati della University of Nebraska-Lincoln e della Pennsylvania State University, e pubblicata su The Journal of Nutrition.

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Gli studiosi hanno preso in esame 105 donne che frequentavano l’Università, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, ed hanno analizzato la media dei voti e il livello di attività fisica.

I RISULTATI

Le studentesse risultati con i più alti livelli di ferro accumulato avevano i voti migliori. Più in generale, coloro che erano più in forma e avevano adeguate riserve di ferro risultavano avere voti superiori alla media.

In sintesi, l‘attività fisica ed una dieta ricca di ferro può essere la chiave del successo tra i banchi.